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2009 2008 2007 2006 2005 2004 Tutti i testi saranno selezionati ed inseriti in ordine cronologico crescente. Si prega non inviare testi non attinenti al mondo dell'Arte
Per inserire il vostro testo o commento
******************************************************************************* Centro d'Arte e Cultura Delta e Teri Volini TRAINING x il 2010
Parte oggi, 1 giorno del 2010, anno molto importante e decisivo per le sorti del pianeta terra e dei suoi abitanti il
TRAINING PER LA PACIFICAZIONE CON LA TERRA E CON L'UMANITÀ.
Si tratta di un allenamento molto speciale, consistente nel produrre quotidianamente un pensiero, una parola, uno scritto, un'opera, un'azione dedicata al tema in questione.
Se vogliamo un futuro di pace, dobbiamo fare in modo che l'impegno sia esteso non solo agli esseri umani, ma a tutti i viventi e al pianeta, in tutti i suoi componenti, quali alberi, acqua , aria, risorse etc.
Il TRAINING comincia oggi e dura 365 giorni .
La partecipazione è libera e autogestita, salvo – se lo si desidera- inviare settimanalmente o mensilmente i propri commenti, resoconti o idee per potenziare, comunicandoli agli altri partecipanti, i risultati del training stesso. Il primo effetto sarà una maggiore coscienza ambientale e solidale che potremo comunicare a tanti altri....ma non c'è limite alle realizzazioni piccole e grandi, una volta che s'inizia....
Benvenuti/e ! Teri Volini
esempi di azioni per il training:
- compiere azioni virtuose per l'ambiente - compiere azioni virtuose nel sociale - scrivere o anche solo diffondere articoli, messaggi, etc. legati alla conoscenza delle problematiche in oggetto (via mail , fb, twitter etc.) creare opere comunicative - partecipare ad azioni favorevoli alla ecosostenibilità e alla solidarietà e chi più ne ha.......incoraggiamoci a vicenda! (si accettano suggerimenti da condividere )
message in English
Centro d'Arte e Cultura Delta and Teri Volini
TRAINING X 2010 TRAINING X 2010
kind friends,
I can tell you that it starts today, 1 day of 2010, a very important and decisive year for the fate of planet earth and its inhabitants
tTraining for making peace with the Earth and Humanity. This is a very special training, to produce a daily thought, a word, a written work, an action ... for making peace ....
If we want a future of peace, we must ensure that the commitment is extended not only to human people but to all living beings and the planet in all its components, such as trees, water, air, resources, etc..
The Training begins today for 365 days.
Participation is voluntary and self-managed, except - if you wish-send weekly or monthly your comments, reports or ideas for enhancing, communicating with other participants, the results of the training itself.
The first effect will be agreater environmental consciousness and solidarity that we can communicate with many others .... but there is no limit to the achievements small and large, once we begin....
HI ! - Teri Volini
Examples of actions for the training:
Virtuous action for the environment Virtuous action in the social Writing or just spread articles, messages, etc.. related to knowledge of the issues at stake by mail, fb, twitter etc.) -creating works for communication Participating in actiivities for eco-sustainability and solidarity ... and so on .......
we 'll accept suggestions to share teri
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GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71 Via V.zo Fuxa n.9 – 90143Palermo Tel. 091 6372862 Studio71pa@tin.it– www.studio71.it Sabato 9 gennaio 2010 alle ore 17.30, presso la „Galleria Studio 71“ di Palermo, Via V.zo Fuxa n. 9, per il consueto incontro: “Luoghi dell’Arte e della Letteratura”, si terrà una lettura all’insegna della poesia. Eleonora Chiavetta, Piero Longo e Tommaso Romano interverranno e leggeranno alcuni “testi” da due libri usciti in libreria tra il 2008 e il 2009 : “Il collettore di acari” di Aldo Gerbino (edito da Libroitaliano World) e “Camomilla e la luna” di Vinny Scorsone e Filli Cusenza (Edizioni Arianna). Due case editrici, due libri, quindi, due mondi differenti e sinergici. “Il collettore di acari” di Aldo Gerbino è una raccolta di “poesie di recente fattura”, così come recita il sottotitolo; brevi riflessioni sul mondo che ci circonda, sulla precarietà della nostra vita e su quel mondo parallelo che vive, inesorabile, sotto i nostri occhi. Vita e morte si contrappongono e dialogano in questo piccolo libretto dalla copertina rossa, scrigno di emozioni e di disillusioni. In queste poesie ogni istante sembra raggelarsi nel tempo. Letterato e medico, artista e scienziato, Aldo Gerbino travalica la sua stessa dimensione condensando e sovrapponendo, in ogni frase, tracce di fatti remoti nella dimensione della contemporaneità. Egli è, dunque, collezionista di ogni cosa che racchiuda in sé racconti di qualcos’altro, poiché ogni filo, ogni teca, hanno un’anima e un vissuto che continua a vivere una sua vita raccontando, al suo nuovo possessore, storie incredibili di mondi lontani nel tempo e nello spazio. Il collezionista, allora, diviene, in questa raccolta, una sorta di medium tra ciò che è e ciò che fu. Di tutt’altro genere, ma complementare al linguaggio della poesia, è invece “ Camomilla e la luna” (una filastrocca di Vinny Scorsone illustrata da Filli Cusenza), un libro illustrato per bambini e per grandi. Tra le pagine azzurre come il mare e profonde come lo spazio, si dipana la trama di una fiaba narrata con leggerezza a ritmo di filastrocca: una deliziosa metafora della vita fatta di sogni e di battaglie intraprese per il loro conseguimento . Camomilla e la luna è un invito a inseguire i propri sogni e, al contempo, un modo per apprezzare maggiormente il mondo in cui viviamo. Le illustrazioni create da Filli Cusenza per le filastrocche di Vinny Scorsone sono un collage tessile arricchito dall’utilizzo di occhi mobili, paillettes, fili di lana, piume, plastica e quant’altro possa rendere gioioso l’occhio di chi guarda. In esse si sposano l’inventiva e l’abilità tecnica, la tradizione e la modernità. Colorati e gioiosi, questi lavori riportano indietro nel tempo aprendo una porta nel passato, nei ricordi dell’infanzia, nella semplicità dell’essere bambino. Studio 71 Palermo Palermo 1 gennaio 2010 L’addetto stampa e p.r. Mariella Calvaruso =============================================================================================
A toutes fins utiles, je vous informe de deux prochaines expositions ... Participation à l'AAF de Bruxelles : Foire internationale d’art contemporain de Bruxelles. "Tour et Taxis" Du 5 au 8 février 2010. Exposition personnelle en galerie : Galerie Espace Blanche Rue Marché au Charbon, 3 1000 Bruxelles. Du 6 au 28 août 2010. Artistiquement,Bien à vous, Eva Delvaux.
Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083
info@artefuoricentro.it - www.artefuoricentro.it
COME PER GIOCO
Omaggio a Calder
Martedì 12 gennaio 2010, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra Come per gioco. Omaggio a Calder a cura dell’Associazione Culturale Fuori Centro.
L’evento espositivo è inserito in una più ampia programmazione culturale promossa dal Comune di Roma in occasione della mostra dedicata ad Alexander Calder, allestita presso il Palazzo delle Esposizioni. Il titolo vuole metaforicamente sintetizzare le due delle componenti imprescindibili del percorso sperimentale del grande maestro che con levità ha attraversato l’arte del XX secolo: l’interesse per il movimento – costruito con un sistema di delicati equilibri facilmente trasformabili con l’intervento delle correnti d’aria - e la componente ludica, che conferisce alle sue strutture monumentali il fascino di grandi giocattoli.
Poco più di quaranta sono gli artisti invitati: Minou Amirsoleimani, Paola Babini, Renzo Bellanca, Franca Bernardi, Vito Capone, Pietro Celani, Luisa Colella, Marco D’Emilia, Luce Delhove, Mimmo Di Laora, Adriano Di Giacomo, Gabriella Di Trani, Anna Maria Fardelli, Giovanni Fontana, Giancarla Frare, Ida Gerosa, Rosaria Gini, Salvatore Giunta, Paolo Gobbi, Alessio Larocchi, Silvana Leonardi, Salvatore Lovaglio, Vincenzo Ludovici, Massimo Orsini, Giuliano Mammoli, Rita Mele, Patrizia Molinari, Maria Teresa Padula, Guido Pecci, Antonio Picardi, Alfa Pietta, Teresa Pollidori, Fernando Rea, Rosella Restante, Alba Savoi, Elena Sevi, Silvia Stucky, Stefano Soddu, Ilia Tufano, Angelo Ricciardi, Maria Rosaria Stigliano, Saverio Vinciguerra, Oriano Zampieri.
Ognuno ha creato un’opera di piccole dimensioni (secondo il formato prestabilito A4) realizzata con materiali leggeri e quindi mobili, a richiamare emblematicamente le sculture dell’artista. Le opere, legate a fili di nailon, scenderanno dal soffitto della galleria a varie altezze a formare un suggestivo percorso labirintico, ondeggiante con i movimenti dell’aria e il passaggio del pubblico. L’intento è quello di costruire un’installazione corale, una suggestiva armonia di forme, colori e linguaggi differenti eppure capaci di fondersi in una complessa architettura, in cui però ogni artista è riconoscibile con il proprio inconfondibile segno.
La direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Orientale di Napoli terrà una conversazione dal titolo: “ Aspettando la tigre”. La mostra sarà visitabile tutti i giorni tranne il giovedì dalle 16 alle 20 fino al 31/1/2010. Artisti: Cina: Liu Yang, Liu Wei, Wang Tiewei, Corea del Sud: Shin-Hye Park, Giappone: Satoshi Matsuyama, Hiroshi Matsumoto, India: Yogendra Kumar Purohit, Indonesia: Antonius Kho, Setyo Mardiyantoro, Italia: Bruno Bruno, Guido Della Giovanna, Gianfranco Erbani, Krina Flowers, Laura Intrito, Teresa Mangiacapra, Clara Menerella, Vincenzo Montella, Armando Profumi, Marco Sodaro, Malesia: Jinleng Yeoh, Timor Est: Casimiro Valentim. E’ giunta alla terza edizione l’annuale rassegna che IL RAMO D’ORO dedica all’incontro con gli artisti dell’estremo oriente. Artisti italiani e stranieri confrontano il proprio immaginario in un incontro che rappresenta il desiderio di partecipare alla costruzione di una cultura comune e di sentirsi cittadini del mondo. Se c’è qualcosa che unisce artisti tanto diversi per provenienza, esperienze, tematiche e modalità espressive è infatti la consapevolezza che radici culturali molto diverse non possano che convergere oggi in un destino comune
I REBUS di
GINO LOPERFIDO
PERFORMANCE DINAMICHE
eseguitein
“TERRE DI NESSUNO”
Dal 13 al 30 gennaio 2010
Milano, Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67
Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di ospitare la personale dell’artista Gino Loperfido: DI-MOSTRA… MI.
In occasione del vernissage e del finissage, il pittore romano coinvolgerà i visitatori in una performance artistica, che si estenderà a tutto il periodo della personale. In mostra due sculture e 19 tele di grandi dimensioni.
La scrittrice Marta Breuning ha scritto della sua opera artistica: “il rasa è la linfa vitale che emana dalle cose generate dall’anima alchemica. Tutte le tue opere emanano linfa. E’ una specie di musica… senza suono. E’ chiamata anahata, senza suono. Diventa musica per chi ha i sensi sufficientemente aperti per ascoltarla. Purtroppo viviamo in un mondo in cui i sensi sono soffocati dalla razionalizzazione delle sensazioni e delle emozioni. Sei un musicista degno di grandi opere, ma non hai ancora lacerato l’etere… espressione alchemica che descrive una vera e propria “sanguinazione” del rasa…”.
I temi affrontati dal pittore sono vari e significativamente introspettivi.
Pittore, scultore e designer di restyling, Gino Loperfido nel 1968 si iscrive alla scuola d’arti ornamentali San Giacomo di Roma, dove segue i corsi di pittura e di scultura conseguendo risultati inaspettati con la tela ma soprattutto con la materia.
Nel 1972 si trasferisce a Barcellona, Spagna, dove grazie all’amicizia di un fotografo catalano incontra Salvador Dalì nella sua casa di Figueras. Tornato in Italia, nel 1981 dopo una pausa artistica durata quasi dieci anni, e su consiglio del giornalista Ruggero Orlando, realizza un ritratto per Bettino Craxi, raffigurandolo in una Triade assieme a Nenni e Garibaldi (più sua figlia Stefania).
Nel 1995 conosce il critico d’arte Vittorio Sgarbi al quale consegna una sua opera, che lo raffigura assieme ad Abramo Orlandini, con riferimento al programma televisivo Sgarbi quotidiani. Il critico vedendo l’opera dice al suo autore: “è una pittura inquietante… quanto, se non oltre, il tuo cognome”.
I suoi quadri sono nelle case delle maggiori personalità della politica e della cultura.
INGRESSO LIBERO
ORARI: DA MARTEDI’ A SABATO ORARIO CONTINUATO 10 - 19
UFFICIO STAMPA: Chiara Belli - Nadia Vitari tel 02878781 - 0245470885 fax 2700526236 fineart@fondazionematalon.org www.fondazionematalon.org
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: Peter Carravetta. Del postmoderno EDITORE: Bompiani, Milano 2009 INTERVENTI DI: Peter Carravetta, Daniele Giglioli, Giancarlo Pagliasso DATA: lunedì 11 gennaio 2010 ore 18.30 SEDE: A arte Studio Invernizzi Via Scarlatti 12 Milano La galleria A arte Studio Invernizzi in collaborazione con Bompiani presenta lunedì 11 gennaio 2010 alle ore 18.30 il libro di Peter Carravetta Del postmoderno. Peter Carravetta propone in questo libro una riflessione storico-critica sul postmoderno, una categoria che non pertiene solo all’ambito della critica letteraria ma anche, sempre più, all’ambito filosofico, sociale, dei costumi e delle istituzioni. Secondo l’autore, il postmoderno è la chiave di lettura per comprendere l’America della seconda metà del ’900, in particolare dagli anni ’70 al 2001, e proprio per questa sua centralità è necessario capirne meglio le definizioni e le conseguenze sul nostro presente. Riannodando studi e interventi che coprono l’arco di un quindicennio, Carravetta ripercorre in modo sistematico e metacritico le tante definizioni che di postmoderno sono state date da molte figure di rilievo, e alcuni movimenti teorici che l’hanno alimentato: la complessa eredità delle avanguardie, il femminismo, i Cultural Studies, il decostruzionismo, il neostoricismo, la globalizzazione, l’ermeneutica (a ciascuno dei quali è dedicato un capitolo). Una verifica, dunque, di cosa ha significato il postmoderno in maniera pluriprospettica, comparativa e interdisciplinare, con in aggiunta una sezione dedicata all’America “vista dall’interno”, in una serrata esposizione, descrittiva e insieme spassionata, in cui vediamo un paese che cerca di capire se stesso, in particolare nel modo di ripensare il proprio passato, le sue istituzioni educative e religiose, il rapporto con le culture altre, il ruolo che vorrebbe svolgere sullo scacchiere mondiale, l’impasse che segue la fine della guerra fredda, fino all’anno e all’evento che – almeno per l’America - mette tutte le discussioni a tacere, soprattutto quelle moderniste e segnate dall’ironia. All’alba del nuovo secolo, ci troviamo ad affrontare la possibilità che si stia entrando nell’epoca della distopia generalizzata, della distorsione perenne. Peter Carravetta è titolare della Cattedra “Alfonse M. D’Amato” per gli Studi Italiani e Italoamericani alla Stony Brook University, nello stato di New York. Fondatore e direttore della rivista “Differentia, review of italian thought” (1986-1999), ha pubblicato, tra gli altri, Il fantasma di Hermes. Saggio su metodo retorica interpretare (Milella,1996), e Dei parlanti. Studi e ipotesi su metodo e retorica dell’interpretare (marcovalerio, 2002), oltre a sei libri di poesia. Ha co-curato Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America (Bompiani, 1984) e Poeti italiani d’America (Pagus, 1993). Si occupa di ermeneutica, teoria critica, storia delle idee, postmoderno, poetica e politica, emigrazione, studi italoamericani, studi inter-culturali, e di Umanesimo italiano ed europeo. Ha in corso di pubblicazione il volume The Elusive Hermes. Method, Discourse and the Critique of Interpretation (Davis Group Publishers, 2009) e sta ultimando una ricerca sulle origini dell’emigrazione e del colonialismo italiani. Ingresso libero fino ad esaurimento posti Si prega di riservare al numero telefonico 02 29402855 oppure al seguente indirizzo e-mail info@aarteinvernizzi.it =============================================================================================
Antonella Magliozzi in mostra con Salvatore Fiume VIAGGIO NEL COLORE Esposizione Internazionale Collettiva di Arte Contemporanea dal 6 dicembre 2009 al 4 febbraio 2010 Ingresso libero Orario di visita: aperto tutti i giorni Presso: Villa Magdalena Foto online: http://www.flickr.com/photos/31023900@N06/sets/72157622913597288/ Il Graffialismo approda a Nizza imponendosi nel contesto della programmazione culturale francese. Fino al 4 febbraio la storica dimora settecentesca Villa Magdalena, situata in prossimità dell'antico porto, ospiterà all'interno degli eleganti saloni finemente affrescati un'innovativa opera di Antonella Magliozzi intitolata "Corteggiamento", già esposta presso la Galleria Il Borgo di Milano. Il nome della giovane artista Antonella Magliozzi figura accanto a quello di uno dei più celebri maestri dell'arte contemporanea del Novecento, Salvatore Fiume, in mostra con la nota scultura "L'Etiope". Tale traguardo della pittrice nativa di Formia è l'attestazione non soltanto dell'ottimo lavoro di ricerca artistica condotto dalla stessa in questi anni di intensa attività creativa in Italia, ma è anche il riconoscimento internazionale del talento innato di Antonella Magliozzi che ha gettato le radici di una nuova metodologia pittorica: il "Graffialismo". Il termine è stato coniato dall'autrice nel 2009 in occasione della prima Mostra Personale di Pittura "Graffi di Memoria" di Antonella Magliozzi, che si svolse dal 22 agosto al 6 settembre presso il famoso Museo Diocesano di Gaeta (LT) riscuotendo un incredibile successo di pubblico e di critica, come anche la recente esposizione "Graffi tra sogno e realtà" alla Galleria Corte Comunale di Formia, sua città natale, che ha avuto luogo nel mese di dicembre, attirando notevolmente l'attenzione mediatica. E', infatti, disponibile un servizio televisivo su Tele Monte Orlando ( si veda il link: www.youtube.com/?v=Vp7s5UDpwX8 ) che illustra l'intervista rivolta ad Antonella Magliozzi in occasione del vernissage. Analizzando a fondo le motivazioni che hanno determinato il successo e i positivi riscontri a favore dell'artista occorre menzionare, in primo luogo, la novità tecnico-stilistica del Graffialismo, che si sta imponendo in Italia e ora anche all'estero con un nuovo sguardo sui procedimenti astratti dell'arte contemporanea, improntati ad una sorprendente rapidità esecutiva e ad un'amplificazione del pathos attraverso la forza comunicativa del colore. Inoltre, il pubblico deve aver senza dubbio percepito l'immediatezza e la spontaneità del modus pingendi di Antonella Magliozzi che arriva dritto all'anima. Sono graffi sulla realtà alla scoperta dell'altro e di sé, una pittura carica di vibrazioni intimistiche che non potevano restare in silenzio. Presso: Villa Magdalena 1, Avenue du Capitaine Scott - NIZZA (Francia) Info: 3333015599 - 3407259725 - 07711830029 antonella.magliozzi@libero.it - graffialismo@libero.it Intervista ad Antonella Magliozzi: www.youtube.com/?v=Vp7s5UDpwX8 Ufficio Stampa: Sabrina Falzone info@sabrinafalzone.info www.sabrinafalzone.info =============================================================================================
ANTONIO GALLONE Tensioni cromatiche Mostra Personale d'Arte Contemporanea Inaugurazione: Venerdì 8 gennaio ore 18 In mostra fino al 18 gennaio 2010 Orario di visita: da martedì a venerdì h. 16:00-19:00 Sabato h. 10:00-12:00 Ingresso libero Artista: Antonio Gallone Curatrice: Sabrina Falzone Presso: Galleria Il Borgo di Milano La prima mostra inaugurata nel 2010 dalla Galleria Il Borgo di Milano si intitola "Tensioni cromatiche" ed è dedicata alle opere artistiche di Antonio Gallone, autore di origini pugliesi ma romano di adozione che si è distinto nel panorama nazionale per una spiccata originalità creativa e la straordinaria novità dell'esecuzione pittorica, ben distante dalla tradizionale pittura su tela. A seguito dell'interesse riscontrato la scorsa stagione estiva nel Palazzo Comunale di Moniga del Garda, l'autore si affaccia sul capoluogo lombardo con un corpus di trenta opere realizzate ad acrilico su fili metallici, che il critico Sabrina Falzone ha definito "satelliti ideali di una geografia estetico-concettuale in grado di scandagliare le innumerevoli traiettorie della psiche umana". .Antonio Gallone si configura come una personalità poliedrica che consolida un nuovo modus operandi nell'ambito di una personalissima ricerca artistica incentrata sullo studio delle tensioni formali e sulla sequenza cromatica da intendersi come linguaggio intellettuale nonché libera espressione del pensiero. In questa rassegna emerge il dualismo esistenziale tra la ragione e il sentimento, tra il caos formale dei "Grovigli" e il rigore della sequenza della serie "Tensioni cromatiche" o del geometrismo cromatico dei "Rettangoli" in un affascinante percorso sulla mente. Presso: Galleria Il Borgo C.so San Gottardo 14, Milano (MI) Info: 02.91532183 www.storiesandcolours.com Curatrice: Sabrina Falzone info@sabrinafalzone.info www.sabrinafalzone.info =============================================================================================
La Galleria Marconi presenta Roberto Cicchinè Armando Fanelli Niba Ivana Spinelli in: Marche Centro d'Arte testo e cura: Cristina Petrelli L’inaugurazione si terrà domenica 17 gennaio alle 18:00 La mostra termina il 14 febbraio La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica La Galleria Marconi di Cupra Marittima riprende la programmazione della rassegna Non lo so e non lo voglio sapere. Domenica 17 gennaio alle 18.00, infatti, si inaugura il primo appuntamento di Marche Centro d’Arte, mini ciclo di tre mostre dedicato ai fermenti artistici marchigiani, che viene riproposto dopo il successo dello scorso anno La curatrice Cristina Petrelli presenta il lavoro di Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, quattro artisti che utilizzando linguaggi diversi danno il senso della situazione dell'arte nel nostro territorio. “Distanziarsi dal momento presente per rileggere il vissuto. Un procedere che non segue una successione lineare, ma percorre strade anomale dove il prima e il dopo si trovano ad esistere nel medesimo istante. Negli scatti fotografici di Roberto Cicchinè la memoria individuale partecipa alle scelte collettive, cristallizzandosi nel simbolo. L’inevitabile dissolvimento diventa indizio dell’attraversamento necessario che predispone al nuovo. Nel video Armando Fanelli traccia una mappa emotiva in cui l’infinita complessità dei rapporti umani si rende percepibile attraverso il confine poroso dell’epidermide, un processo che continua nelle foto, dove ciò che normalmente resta celato viene prepotentemente esibito. Nelle sculture di Niba rimane solo la forma del corpo femminile imprigionato in aderenti tute di latex. Il riflesso acquista consistenza nel gioco simmetrico della duplicazione, celebrando il carattere effimero dell’apparenza. Nell’installazione di Ivana Spinelli oggetti della vita domestica si susseguono l’uno dopo l’altro. L’uso dell’inchiostro nero sul bianco dello sfondo assegna all’immagine un’esistenza incerta, in bilico tra affermazione e scomparsa. Il percorso tracciato dagli artisti, mediante i lavori esposti, consolida l’intuizione che in ogni esperienza individuale si stratifichi non tanto quello che si desidera ricordare quanto tutto ciò con cui si viene a contatto in modo del tutto involontario. Emerge incontrastato il fluire del tempo, l’eterno divenire dell’esistenza”. (Cristina Petrelli) Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche? Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza. Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa. Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre? La risposta in fondo è già nel titolo =============================================================================================
L'ANIMALE IMMAGINARIO è una mostra collettiva di pittura, scultura, ceramica, fotografia di 40 artisti selezionati sul territorio Nazionaleche si sono messi in gioco e con spirito goliardico e gesto istintivo hanno saputo creare, sulle ali della fantasia più libera,immagini di immediato fascino. L'INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SABATO 16 GENNAIO 2010 ALLE ORE 17,00 GALLERIA D'ARTE DEL CAVALLO via F.lli Cervi 1 - Valleggia di Quiliano. La mostra proseguirà dal 16 gennaio 2010 al 31 gennaio 2010 con il seguente orario: tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 19 Con il patrocinio di: PROVINCIA DI SAVONA, COMUNE DI QUILIANO, PORTALE DEGLI ARTISTI; a cura di QUILIANOARTE.
OLTRE 30.000 VISITATORI ALL’ESPOSIZIONE PREMIO TERNA PRESSO IL TEMPIO DI ADRIANO A ROMA
“ENERGIA: UMANITÀ = FUTURO: AMBIENTE. LA PROPORZIONE PER UNA NUOVA ESTETICA”
Fino al 15 gennaio, per visitare la mostra del Premio Terna “Energia: Umanità = Futuro: Ambiente. La proporzione per una nuova estetica” al Tempio di Adriano di Roma. Inaugurata lo scorso 22 dicembre con un opening affollato di artisti, collezionisti, galleristi, mondo dei media e curiosi, la mostra ha ottenuto un grande successo con oltre 30.000 visitatori nel periodo festivo. Il successo di pubblico, oltre 1500 visitatori al giorno, premia l’impegno di Terna che, scegliendo per la mostra finale del Premio uno degli spazi più suggestivi del centro storico di Roma, ha voluto avvicinare i cittadini all’arte anche attraverso il contatto diretto con gli artisti, le loro opere e i luoghi tradizionali della cultura. Ingresso gratuito, orario continuato (10/20.00) e 57 opere in mostra per un’esposizione che raccoglie il meglio del contemporaneo italiano e suggerisce un percorso emozionale e visivo sul tema dell’ambiente e del futuro, interpretato da giovani esordienti e da “big” del settore. Video, installazioni, foto, pittura. La kermesse, curata da Gianluca Marziani e Cristiana Collu, offre una vera e propria antologia contemporanea sullo stato dell’arte contemporanea italiana accompagnata da un catalogo realizzato in un pratico e innovativo formato “pocket”: un omaggio non solo alla creatività degli artisti ma anche ad una location con un “elettrizzante” allestimento scenografico su due piani, spazi ben calibrati, e un sapiente gioco di luci ad effetto. C’è tempo fino al 15 gennaio dunque per ammirare le opere dei 14 vincitori nelle diverse categorie in gara al Premio Terna, scelti dalla giuria presieduta da Luigi Roth e Flavio Cattaneo, Presidente e AD di Terna, e dal Comitato dei Galleristi, tra le oltre 3.500 opere iscritte. Assieme a loro, 43 lavori dei maestri dell’arte contemporanea italiana che hanno aderito al progetto. In mostra, dunque i vincitori del Premio Terna 02: Alberto Garutti categoria Terawatt con l'opera "Temporali"; il Gigawatt Simone Bergantini con l'opera "Work N.77"; Stefano Cagol per la categoria Megawatt, con l'opera "Dissoluzione di luce"; il Connectivity Francesco Simeti, con l'opera "Esercizio #2", e Michele Manzini, vincitore del Premio online, con l'opera "Untitled (# 87)". Tra i protagonisti, anche Dino Pedriali, menzione speciale della Giuria tra i Terawatt con l'opera "Miraggio" e i vincitori del Premio del Comitato Galleristi: Mauro Folci, categoria Megawatt, con l'opera "Noia" (la più fotografata dal pubblico) e Giulio Delvè, categoria Gigawatt, con l'opera "Brainstorm". Ad entusiasmare il pubblico, anche il Gigawatt Stefano Canto con l'opera "Tao" e Alia Scalvini, con l'opera "Crossing the field"; per la categoria Megawatt, Andrea Aquilanti, con l'opera "Acqua" e Emanuele Becheri con l'opera "Temporale". Tra i giovani premiati nella categoria Connectivity (riservata ai soli residenti a New York City): Isola and Norzi, con l'opera "Isolanorzi - fall" e la giovanissima Meena Hasan, con l'opera"Landscape#1". A dominare la scena, infine, non mancano “segni di luce” firmati dai big del settore. Claudio Abate, Roberto Baldazzini, Gianfranco Baruchello, Matteo Basilé, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasucci, Andrea Branzi, Brigataes, Giacomo Costa, Mario Cresci, Michele De Lucchi, Alberto Di Fabio, Chiara Dynys, Pablo Echaurren, Flavio Favelli, Marco Ferreri, Giosetta Fioroni, Franco Fontana, Stefania Galegati Shines, Daniele Galliano, Paolo Gioli, Giulio Iacchetti, Armin Linke, Renato Mambor, Gino Marotta, Masbedo, Luciana Matalon, Davide Nido, Fabio Novembre, Adrian Paci, Luca Pancrazzi, Luca Maria Patella, Gaetano Pesce, Pino Pinelli, Cristiano Pintaldi, Alfredo Pirri, Paola Pivi, Andrea Sala, Studio Azzurro, Adrian Tranquilli, Paolo Ulian, Massimo G. Vitali. La collettiva sigla una tappa fondamentale del sempre più accurato progetto firmato Terna a sostegno dell’arte contemporanea, giunto alla seconda edizione. Un percorso, quello intrapreso dalla Società, che si fonda sul legame tra creatività contemporanea e imprenditoria, mecenatismo e valorizzazione del talento, che unisce competenze diverse e integrate facendo dialogare le eccellenze artistiche nazionali con le altre realtà culturali internazionali.
L’EVENTO Dal 23 gennaio, artisti tarantini in trasferta a Mesagne MESAGNE / Una “tris d’arte” fondata sui valori della civiltà culturale Andreace, De Filippis, Lippo: pittura, scultura, poesia Il principio della “scommessa” della vita e sulla vita è stato argomento che ha trovato applicazione estesa, dal campo della filosofia, si pensi al pensiero di Blaise Pascal, a quello oggetto di riflessioni comiche nell’interpretazione del grande Totò. Sulla base di questi presupposti, e considerata l’attualità del contesto in cui viviamo, il messaggio che può giungere dal “Linguaggio delle Arti” assume una valenza primaria, soprattutto quando a lanciare questa “scommessa” è una fusione di elementi autonomi in sé eppure relazionabili tra di loro. Al di là dell’ormai abusato clichè dell’ “ut pictura poiesis”, questa Rassegna interdisciplinare, denominata “Tris d’Arte”, vede stretti attorno ad un’unica finalità, la diffusione dell’arte pittorica, di quella scultorea, e di quella poetica, in un progetto che si propone come viatico alla conoscenza della bellezza creativa. In tempi dove l’escalation al “mordi e fuggi”, oppure al “sensazionalismo” privo di ogni costruzione etica e culturale, all’ordine del giorno anche in manifestazioni di massima rappresentanza pubblica, riaffermare la pregnanza di valori che si rifanno alla verità della nostra storia e civiltà, unitamente all’esigenza di innovare nel segno della continuità, un’idea che mette insieme tre operatori artistici: un pittore, uno scultore e un poeta, rappresenta un segnale di modernità più che eloquente. Ed è per queste motivazioni, ma anche per tante altre che si potrebbero nominare, non ultima che essa nasce e si realizza in un territorio della cosiddetta provincia artistica, in un paese del sempre più misconosciuto Sud, il quale vanta però energie e forze creative di alto spessore, una Rassegna come “Tris d’Arte” merita un’attenzione unica cella sua originalità. La Galleria d’arte “Le ali di Mirna” (Via Accademia degli Affumicati, 10 – MESAGNE –BR-) definisce più a fondo, con questo appuntamento, il suo percorso impostato sulla necessità di dotare il territorio di un punto di riferimento culturale, non ovvio né tantomeno peregrino, ma fondato nell’approfondimento delle diverse problematiche che investono oggi l’Arte nella sua molteplicità di interessi. <<…Nicola Andreace – scrive acutamente Raffaele Nigro - grafico, pittore, scultore, interpreta di volta in volta, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, la cultura meridionale nel suo continuo trasformarsi e nel suo innestarsi alla cultura nazionale…Tutti i temi agitati dal meridionalismo sono presenti nella sua pittura accesa da un cromatismo caldo infuocato e materico. Andreace non teme di sfidare il realismo, cammina sul filo della figurazione in un andirivieni tra Guttuso, Cantatore, il classicismo italiano, salvandosi continuamente attraverso il ricorso al simbolo espressionista...>>. Di Vincenzo De Filippis, la storica dell’arte Carmen De Stasio scrive : <<…C’è una notevole connotazione di religiosità nelle opere di Vincenzo De Filippis; una forza che attiene all’intersezione dell’individuo nel suo misterioso percorso degno di realizzazione della visione. Artista esistenziale ed artista della materia, egli rende la finitezza del contesto in cui l’individuo si inserisce sia nella veste di pittore, che in quella di scultore…>>. Della silloge di Angelo Lippo, Elogio dell’ebbrezza, che viene presentata nell’occasione, il critico letterario Alberto Altamura afferma che essa <<…merita di essere conosciuta in quanto, al di là del motivo occasionale, largamente superato dalla sensibilità del poeta, ci consegna una produzione intensa e raffinata, amabile e coinvolgente, che segna un’ulteriore importante tappa nel percorso letterario di Angelo Lippo. Essa si snoda fra richiami classici e accenti moderni, in una fusione ed in un equilibrio sentimentale, tonale e stilistico davvero mirabili…>>. La Rassegna, che si avvale del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Mesagne. sarà inaugurata sabato 23 gennaio 2010, alle ore 18.00, con un intervento critico di Alberto Altamura, il coordinamento di Rita Fasano e Vito De Guido, e potrà essere visitata fino al 13 febbraio, tutti i giorni nei seguenti orari: 17-20. =============================================================================================
IL RAMO D'ORO Centro d'arte e cultura Via Omodeo, 124, 80128, Napoli, Italy , tel.+390815792526, e-mail fyesbm@tin.it , http://galleries.absolutearts.com/galleries/ilramodoro www.youtube.com/vimotre 16-31/1/2010 ASIAN OVERVIEW 2010 Patrocinio: Consolato di Indonesia a Napoli,Associna Inaugurata 16/1/2010 ore 18 con intervento di Marco Wong per Associna, Venerdì 29/1/2010 ore 18 la prof.ssa Maurizia Sacchetti, direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Orientale di Napoli terrà una conversazione dal titolo: “ Aspettando la tigre”. La mostra sarà visitabile tutti i giorni tranne il giovedì dalle 16 alle 20 fino al 31/1/2010. Artisti: Cina: Liu Yang, Liu Wei, Wang Tiewei, Corea del Sud: Shin-Hye Park, Giappone: Satoshi Matsuyama, Hiroshi Matsumoto, India: Yogendra Kumar Purohit, Indonesia: Antonius Kho, Setyo Mardiyantoro, Italia: Bruno Bruno, Guido Della Giovanna, Gianfranco Erbani, Krina Flowers, Laura Intrito, Teresa Mangiacapra, Clara Menerella, Vincenzo Montella, Armando Profumi, Marco Sodaro, Malesia: Jinleng Yeoh, Timor Est: Casimiro Valentim. E’ giunta alla terza edizione l’annuale rassegna che IL RAMO D’ORO dedica all’incontro con gli artisti dell’estremo oriente. Artisti italiani e stranieri confrontano il proprio immaginario in un incontro che rappresenta il desiderio di partecipare alla costruzione di una cultura comune e di sentirsi cittadini del mondo. Se c’è qualcosa che unisce artisti tanto diversi per provenienza, esperienze, tematiche e modalità espressive è infatti la consapevolezza che radici culturali molto diverse non possano che convergere oggi in un destino comune. =============================================================================================
Davide Bramante Roccaforte a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise 22 gennaio ore 19.00 Fondazione Morra (Palazzo Ruffo di Bagnara, piazza Dante 89 - Napoli) Diciotto grandi opere fotografiche ed un’installazione di sette lightboxes di vari formati costituiscono Roccaforte, personale dell’artista siracusano Davide Bramante, curata da Raffaella Morra e Loredana Troise ed organizzata dall’associazione E-M ARTS nei superbi spazi seicenteschi di Palazzo Ruffo di Bagnara, sede della Fondazione Morra. Dopo la mostra My own Rave (1999), presentata nello storico spazio di via Calabritto, Davide Bramante torna ad esibire le sue opere a Napoli: i suoi scatti descrivono le principali città del mondo, da Napoli a Torino, dal Cairo a Madrid, da New York a Pechino, da Parigi a Londra. Davide Bramante: “Basta una mia foto per ricostruire il corpo di un’interna città (…) In passato ho più volte detto e scritto che il mio modo di fotografare è identico al mio modo di pensare, vivere, sognare, sperare, tutto si sovrappone in un unicum… Prediligo la fotografia perché per forza-causa maggiore è il mezzo con cui riesco a rendere con immediatezza (1/250 - 1/500 di secondo) le mie idee”. Ogni immagine in mostra è ottenuta analogicamente e giustappone più vedute, è una somma potente che Bramante progetta mentalmente scattando sullo stesso negativo più frazioni di visioni. Una piazza, un monumento, alcune trame di basalto, il cielo e la notte, frattali di genius loci, storie referenziali, colori e odori, etnografia: ogni città, scrive Bramante, “è il luogo della nostra visione, cosa che in passato poteva essere la natura e il suo mondo, la reale immagine della contemporaneità perché essa è fatta come le mie immagini”. Le opere, realizzate con la tecnica dell’esposizione multipla in fase di ripresa e montate sotto plexiglass, svelano tutti i meticolosi dettagli che compongono la visione dell’artista. L’addizione multi-focale di dettagli e luoghi inquadrati in un climax ascendente, rende seducente il percorso espositivo, la cui lettura costituisce una “scoperta” lungo un’esegesi ed una decodifica emozionale dall’esito inaspettato. Si affonda in qualche cosa che è naturalmente fuori dell’ordinario, in una fitta rete da percepire nella sua struggente ambiguità temporale: “…A volte mixo queste cose e non capisco se vado in avanti o indietro nel tempo e nello spazio”, aggiunge l’artista. Il titolo della mostra Roccaforte è stato scelto da Davide Bramante per accentuare la relazione con Napoli, che ha rappresentato sempre un punto di riferimento ed un’imprescindibile occasione creativa nel corso degli anni, sin dalla prima personale. “Non è possibile pensare al lavoro di Davide Bramante” - affermano le curatrici - “come una forma di descrizione tesa a svelare la nuda vita, ma come un codice rappresentativo che riduce la sintassi ad una serie di dati logici ricchi di significati connotativi”. Davide Bramante (1970) è nato a Siracusa dove di recente è tornato a vivere dopo tredici anni trascorsi tra Torino, Roma, Bologna, Milano e New York. Dal 1991 realizza video, installazioni e fotografie. Diplomatosi all’Accademia Albertina (Torino) e all’Accademia Fidia (Cosenza), è stato visiting artist alla Franklin Furnace Foundation (New York) e ha esposto con mostre personali a Napoli, Roma, Pescara, Modica, Firenze, Isernia, Milano, Catania, Palermo, Bologna, Il Cairo, Lisbona, Amsterdam. Tra le fiere d’arte internazionali, ha partecipato a diverse edizioni di Art Basel, Art Cologne, Artissima, MiArt, Artefiera, Art Verona, ARCO, FIAC, Palm Beach 3, Paris Photo, Scope. In Italia è rappresentato da E-M ARTS / Fondazione Morra (Napoli), Studio la Città (Verona), Poggiali&Forcolini (Firenze), per progetti speciali Laveronica (Modica). All’estero da Gaia Gallery (Ginevra), Art Lounge (Lisbona), RVS fine arts (Southampton NY), Fu Xin (Shangai). EURO-MEDITERRANEAN ARTS, associazione culturale diretta dal 2000 da Raffaella Morra, agisce nell’ambito della Cultura, strumento fondamentale per risolvere strategicamente le differenze e comprendere i cambiamenti di esperienze e contesti degli osservatori, attraverso un processo aperto di comunicazione collettiva. E-M ARTS predilige l’interazione con il pubblico per stimolare un autentico dialogo e sfuggire alle logiche di ‘museo-contenitore’; l’intento è coinvolgere i Paesi della Comunità Europea e quelli del Bacino Mediterraneo, così che Napoli, da sempre luogo di grande creatività, assuma il ruolo di Città della Cultura, crocevia ed ideale collegamento tra l’Europa Occidentale ed il Nord-Africa, nel quadro delle più moderne esigenze di integrazione economica, sociale e culturale. Una società caratterizzata dalla sovrapproduzione di beni, immagini ed opere d’arte incoraggia la rinascita dell’Avanguardia, intesa come contro-cultura al sistema, per reintegrare il valore delle singole esperienze e degli atti irripetibili di creatività. E-M ARTS collabora con la Fondazione Morra nel promuovere ed organizzare la ricerca, la realizzazione e la diffusione della Cultura del XX e XXI secolo. Fondazione Morra Palazzo Ruffo di Bagnara, piazza Dante 89 80135 Napoli Tel. +39 081 454064 & Fax +39 081 5641494 info@em-arts.org info@fondazionemorra.org Dal 22 gennaio al 5 marzo 2010 Orari di apertura della mostra: lunedì – venerdì, h. 10 – 19/ sabato su appuntamento Giorno di chiusura: domenica Ingresso libero Ufficio stampa: Diana Marrone pr/undercover press officers&event designers Napoli, Milano prundercover@gmail.com mob. 349 5517623 fax 178 2214596 Davide Bramante Roccaforte curated by Raffaella Morra and Loredana Troise 22 January 7 pm Fondazione Morra (Palazzo Ruffo di Bagnara, piazza Dante 89 - Napoli) Eighteen photographic artworks and one installation made of seven multi-sized light-boxes compose Roccaforte, the second Neapolitan solo show of the Sicilian, Siracusa city borned, artist Davide Bramante. Roccaforte is curated by Ms Raffaella Morra and Ms Loredana Troise, organised by the non profit company E-M ARTS, hosted in the beautiful XVII Century rooms of Palazzo Ruffo di Bagnara, home to Fondazione Morra. After My own Rave (1999), installed in the previous space of Fondazione Morra located in Via Calabritto, Davide Bramante is back in town, Naples, to exhibit: his photos catch the main world towns, from Naples to Turin to Cairo, to Madrid, New York, Beijing, Paris and London. Davide Bramante: “Just one photo of mine is enough to render back the body of an entire city (…) Many times I told and wrote that my way to portray is the same to my way of thinking, living, dreaming, hoping: all is juxtaposed as an unicum…As artist, I prefer the medium of photography because - due to major force-cause - it is the only one with which I am able to quickly express my ideas (1/250, 1/500 of a second)”. Each image on show is obtained with an analogical process and juxtaposes more sights of a city, it is a meaningful and powerful sum the artist Bramante designs first mentally, then by shooting more than one fraction of vision of a city on the same film. A square, a monument, a basaltic weft, the sky and the night, fractals of genius loci, self referenced stories, colours and smells, ethnography: each city, Bramante notes, “ is the place of our vision, such as nature and its cosmos were in the past, cities now are the real imagery of present times because they are made with my images”. Artworks, realized with the technique of multiple exposition on shooting, are mounted under plexiglass: each one unveils all the meticulous details composing the vision of the artist. The multi-focal addition of details and places, framed in an ascending climax, makes the exhibition seducing: its reading is a discover following an exegesis and emotional decrypting whose results are unexpected. With Roccaforte, audience sinks in something seeming natural but is out of the ordinary, as in a complex net to be perceived in its struggling time ambiguity: “…Sometimes I mix these things and do not understand if I am going back or forward the time and the space”, the artist ends. The show entitles Roccaforte because Bramante likes to accentuate the relation with Naples, a city that always represented a reference and the main creative source in his practice during the years since his first solo show on 1999. “You cannot think to Davide Bramante’s practice - the curators Raffaella Morra and Loredana Troise add - as a description of nude life. You have to bear it as a representative code, reducing syntax to a series of logic data fully enriched by connotative meanings”. Davide Bramante (1970) is born in Siracusa, Sicily, where he recently came back to be settled after 13 years spent among Turin, Rome, Bologna, Milan and New York. Since 1991 he works with video, installations and photography. Graduated in Fine Arts at Accademia Albertina (Turin) and at Accademia Fidia (Cosenza), Bramante has been visiting artist at Franklin Furnace Foundation (New York) and exhibited with solo show in Naples, Rome, Pescara, Modica, Florence, Isernia, Milan, Catania, Palermo, Bologna, Cairo, Lisbon, Amsterdam. Among International Fairs, he also exhibited at various editions of Art Basel, Art Cologne, Artissima Turin, MiArt Milan, Artefiera Bologna, Art Verona, ARCO, FIAC, Palm Beach 3, Paris Photo, Scope. Davide Bramante is represented in Italy by E-M ARTS / Fondazione Morra (Naples), Studio la Città (Verona), Poggiali&Forcolini (Florence), for special project by Laveronica (Modica). Abroad he is represented by Gaia Gallery (Geneve), Art Lounge (Lisbon), RVS fine arts (Southampton NY), Fu Xin (Shangai). EURO-MEDITERRANEAN ARTS is a no profit cultural association managed by Raffaella Morra since 2000; it acts within the Culture, basic instrument to resolve strategically the differences and to comprehend the changes of the observers’ experiences and contexts, through an open process of collective communication. E-M ARTS prefers a direct interaction with the public in order to stimulate an authentic dialogue and to avoid the ‘museum-container’ logic. The purpose is to involve the EU Countries and those of the Mediterranean Sea (MENASA), thus Naples, all along place of great creativity, undertakes the role of Culture city, crossroads and ideal connection between Western Europe and North-Africa, in reference of the most modern needs for economic, social and cultural integration. Together with the Fondazione Morra - Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive, E-M Arts promotes and organizes the research, the production and the spread of the 20th and 21st Century’s culture. Fondazione Morra Palazzo Ruffo di Bagnara, piazza Dante 89 80135 Napoli Tel. +39 081 454064 & Fax +39 081 5641494 info@em-arts.org info@fondazionemorra.org 22 of January till 5 of march 2010 Opening hours: Monday – Friday, 10 am – 7 pm / Saturday: by reservation Day off: Sunday Free admittance Media relation: Diana Marrone pr/undercover press officers&event designers Napoli, Milano prundercover@gmail.com mob. 349 5517623 fax 178 2214596 =============================================================================================
Stagione lirico sinfonica 2010 della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Torna l'atteso appuntamento con la lirica offerto dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate al territorio che la ospita. Primo concerto domenica 24 gennaio a Somma Lombardo (Va) nella Chiesa di S. Agnese, alle ore 16. In programma la nova sinfonia di Beethoven. Ingresso libero. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate presenta la stagione lirico - sinfonica 2010. Un appuntamento diventato ormai classico per il territorio che ospita, da fine Ottocento, l'istituto di credito. In programma per il 2010 la nona sinfonia di Beethoven, la Messe Solenne di Gioacchino Rossini, oltre a una selezione di musiche di Franz Schubert, Charles Gounod, Cesar Franck, Gabriel Fauré, George Bizet, Giacomo Piccini e Pietro Ma scagni, messi in scena ed interpretati dal Coro e Orchestra Amadeus, diretti dal Maestro Marco Raimondi. "Dopo la musica sacra del '600/'700 e la grande opera lirica italiana, la stagione sinfonica della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate propone per il 2010 una serie di concerti decisamente impegnativi, per le opere proposte e per i molti temi presenti. - spiega Marco Raimondi, Direttore Orchestra e Coro Amadeus - Se per comprendere lo spessore musicale basta leggere nel cartellone la 9a Sinfonia di Beethoven e la Messe Solennelle di Rossini, oltre a sinfonie, cori e arie del repertorio ottocentesco, per quanto riguarda i temi occorrerebbe una riflessione più profonda. Proponiamo all'ascoltatore un approccio più immediato, che è il vero filo conduttore di questa stagione. In un'epoca complessa dove il tempo scorre veloce, dove i modelli mutano continuamente, dove i punti di riferimento vacillano, questa musica sa ancora creare quella straordinaria atmosfera che esprime, ed insieme unisce, dei valori forti: Vita e Speranza, Verità e Fede, Amore e Pietà,... Uomo e Dio". Sei gli appuntamenti in programma durante l'anno. Si inizia domenica 24 febbraio a Somma Lombardo (Va) con la nona sinfonia di Beethoven, per proseguire il 5 febbraio a Legnano (Mi), con il concerto della Candelora, per passare il 27 febbraio a Castellanza (Va) con il concerto per i Vespri, si continua poi il 15 maggio a Gallarate (Va) con il Concerto di Pentecoste, l'11 giugno a Busto Arsizio (Va) con il concerto per il sacro Cuore, per terminare l'8 dicembre a San Giorgio su Legnano (Mi) con il concerto dell'Immacolata. “Eccoci pronti a ripartire. E ripartiamo perché è stato tale l'entusiasmo riscontrato nel pubblico durante la prima stagione lirico sinfonica che concedere il bis ci è parso un dovere. Il che accade quando le manifestazioni sono di livello, quando la qualità marchia le proposte. - spiega Lidio Clementi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate - E la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che da anni ha investito inventiva e risorse per diffondere la cultura musicale, ha scelto di farlo seriamente, affidandosi a professionisti riconosciuti, come quelli dell'orchestra Amadeus. Quando si pensa a una manifestazione ci si sofferma sul risultato, sull'impatto che ha sulla gente, ma a me piace sottolineare l'impegno che occorre per approntare una stagione, per offrire al pubblico un percorso coerente. È già in queste scelte, in questo delicatissimo lavoro preparatorio, l'esito di un'iniziativa. In questo caso, l'impegno è notevole; lo è per la parte artistica, affidata ai musicisti dell'ensemble Amadeus, lo è per noi banca, in una congiuntura economica tanto particolare e critica. Credo sia un segno importante ripresentarci al pubblico del nostro territorio con una stagione tanto ricca. La Bcc, che ha fatto il proprio mestiere di banca stando accanto alle imprese in questi momenti di crisi, crede sia importante adesso ribadire con forza il proprio impegno nel campo culturale. Anche questo è sfidare la crisi, anche questo è essere attori nella crescita del proprio territorio". Concerto di Sant'Agnese Nona sinfonia di Beethoven Domenica 24 gennaio 2010 Somma Lombardo (Va) - Chiesa di Sant'Agense Ore 16 - ingresso libero Parte con l'esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven la stagione lirico sinfonica 2010 della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, eseguita dal Coro e Orchestra Amadeus, diretti dal Maestro Marco Raimondi. "Anche e soprattutto in un momento di crisi vogliamo sostenere la cultura - spiega Lidio Clementi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate - Siamo protagonisti di un tempo di grandi cambiamenti, di incertezza e instabilità, un tempo che non trova precedenti nella storia dell'umanità. La crisi economica si sta facendo sentire anche sugli investimenti culturali. Da un lato le risorse sono sempre più scarse e dall'altro stiamo assistendo ad un'evoluzione dei mercati, dovuta essenzialmente alla globalizzazione in atto, che ha generato nuove realtà, nuove configurazioni produttive e ha dato vita alla figura di un nuovo consumatore: più evoluto, più informato e più attento. Sempre più alla ricerca di un rapporto personalizzato e privilegiato con l'azienda. Noi abbiamo creato un rapporto privilegiato con i cittadini e le istituzioni del territorio. Siamo l'unica vera banca locale dell'Altomilanese e del Varesotto. Attuiamo nella zona dove operiamo una comunicazione distintiva, capace di trovare nuove forme di relazione, di stimolare una comunicazione a due vie, di creare interazione. Come banca di credito cooperativo, storicamente, operiamo per valorizzare e fare crescere sia economicamente, che culturalmente il territorio dove operiamo. La stagione lirico sinfonica della nostra Bcc è ormai diventato un appuntamento aspettato e imprescindibile del nostro modo di fare banca." Un appuntamento molto atteso, che quest'anno parte con il Conceto di Sant'Agnese, clou della festa patronale di Sant'Agnese di Somma Lombardo (Va). "Se l'ormai tradizionale concerto è divenuto negli anni il momento più atteso della festa di S.Agnese, lo è per diverse, fondamentali ragioni. - spiega Gerardo Locurcio, assessore alla Cultura del Comune di Somma Lombardo - La prima è senz'altro l'entusiasmo e la devozione dei cittadini sommesi nei confronti della loro patrona. La seconda è senza dubbio la disponibilità e l'ospitalità di Don Franco nel consentire l'esecuzione del concerto nella basilica dedicata alla Santa, uno dei luoghi simbolo della città. La terza è certamente l'elevato contenuto musicale e culturale della proposta. A tal proposito l'Amministrazione Comunale, grazie al supporto della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, ha sempre affidato l'esecuzione di questo concerto a formazioni di grande caratura, scegliendone accuratamente i programmi.È questa la ragione per la quale quest'anno abbiamo scelto la 9a Sinfonia di Beethoven, vero inno all'umanità, a Dio ed alla pace, e non potevamo che affidarne l'esecuzione all'Orchestra ed al Coro Amadeus, già autori nel recente passato di magistrali esecuzioni". La nona sinfonia di Beethoven La sinfonia in re minore op 125 è da molti considerata uno dei capolavori più straordinari di tutta la storia della musica. Fu composta da Beethoven negli anni tra il 1822 e il 1824, oltre dieci anni dopo l'ottava sinfonia. Per un non-musicista è quasi incredibile immaginare come sia possibile comporre un brano così complesso senza l'ausilio dell'udito, in quegli anni infatti Beethoven era già completamente sordo. La "nona" fu eseguita per la prima volta a Vienna nel 1824, sotto la direzione dello stesso Beethoven. La nona sinfonia è suddivisa in quattro movimenti: Allegro ma non troppo, un poco maestoso Scherzo, Molto vivace Adagio molto e cantabile Finale La nona sinfonia: Finale Il finale prevede l'inserimento di quattro voci soliste e di un coro che intonano le parole dell'ode "Inno alla gioia" del poeta Friedrich von Schiller. Con la nona sinfonia Beethoven volle formulare un aperto invito alla fratellanza universale. Proprio per rendere tale messaggio il più chiaro possibile egli decise di far cantare nel finale un testo del poeta tedesco a lui contemporaneo, Friedrich von Schiller: l'Inno alla Gioia. L'ode "An die Freude" è una lirica nella quale la gioia è intesa non certo come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l'uomo giunge quando si libera dal male, dall'odio e dalla cattiveria. è una marcia di gioia, festante, scintillante di colori argentini, che accompagna l'uomo che percorre il cammino gioioso della vita. Infatti, l'Inno alla gioia ,oltre ad essere un capolavoro della musica classica, è soprattutto un grandissimo messaggio di pace e di fratellanza. Proprio per questa esortazione alla fraterna amicizia la melodia su cui viene intonato questo Inno alla gioia è stata oggi assunta come inno europeo. E' stato adottato dal Consiglio d'Europa nel 1972 e viene utilizzato dall'Unione europea dal 1986 Orchestra e Coro Amadeus L'Associazione Amadeus, si è costituita ufficialmente nel 1997 come società corale e dei concerti senza fini di lucro con il proposito di valorizzare e diffondere il patrimonio della grande musica occidentale dalle origini all'età contemporanea. Dall'inizio della propria attività esecutiva nel 1999, la formazione è giunta a realizzare oltre 400 concerti in prestigiosi contesti quali teatri, chiese e piazze, partecipando a stagioni e rassegne e coinvolgendo più di 300 musicisti provenienti da tutto il mondo. Un grande coro sinfonico di oltre 80 elementi ed un'orchestra di oltre 60 professionisti selezionati dalle migliori orchestre italiane, con violino di spalla Stefano Grossi, consentono l'esecuzione di programmi di ampio respiro, dal repertorio barocco all'esecuzione di autori contemporanei, attraverso le opere dei più grandi compositori: Vivaldi, Bach, Handel, Mozart, Haydn, Beethoven, Rossini, Verdi, Puccini... Con sede nell'area dell'Altomilanese l'associazione ha saputo sviluppare la sua attività concertistica parallelamente ad una continua attività didattica che l'ha portata all'inaugurazione nel 2008 dell'omonima Accademia, punto di riferimento sul territorio per la formazione musicale permanente. Marco Raimondi - Direttore Marco Raimondi, si è formato musicalmente a Milano, in pianoforte con R.Fontanella ed in organo nella classe di F.Castelli. Ha proseguito gli studi in musica corale e direzione di coro presso il Pontificio Istituto Superiore di Musica Sacra della Santa Sede dove si è laureato con il massimo dei voti conseguendo il Magistero con una tesi sull'evoluzione della direzione d'orchestra dalle origini all'età contemporanea. Ha studiato direzione d'orchestra a Perugia sotto la guida di F.Dorsi per poi perfezionarsi a Berlino con O.W.Muller. Ha partecipato a numerosi masterclass internazionali, in composizione con L.Molfino, interpretazione con G.Acciai, vocalità con M.L.Sanchez. Ha completato i suoi studi laureandosi in ingegneria a Milano ed ottenendo un master internazionale a Stoccolma e Pechino. Ha collaborato con diverse formazioni tra cui i Philharmonisches Kammerorchester Berlin, la Vorpommern Symphony Orchestra, l'Orchestra dell'Accademia Musicale Umbra, l'Orchestra Goldberg, il Collegium Musicum Johann Sebastian Bach ed il Coro ed Orchestra Sinfonica Amadeus. Fondatore con il fratello Enrico dell'Associazione Musicale Amadeus, svolge attività direttoriale e didattica a livello accademico. Enrico Raimondi - Organo Enrico Raimondi ha cominciato lo studio del pianoforte con il M. Rosy Fontanella per proseguirlo con il M.Angelo Riva e diplomarsi presso il Conservatorio "G.Cantelli" di Novara. Svolge dal 1998 attività stabile di pianista, clavicembalista ed organista con il coro e orchestra "Amadeus", di cui figura tra i fondatori. Ha affrontato un vasto repertorio dalla musica antica al periodo contemporaneo esibendosi inoltre in numerosi concerti, rassegne e festival musicali nazionali tra cui Umbriaestate, Todinotte e molti altri. Si è perfezionato attraverso corsi di approfondimento in vocalità con il M.Maria Adele Jelo e tecnica orchestrale con il M.Fabrizio Dorsi. Studia canto lirico con il tenore georgiano M.Paata Svanitdze e organo con il M.Sergio Paolini. È docente di Pianoforte presso l'Accademia Amadeus di Legnano e svolge un corso di Vocalità e Coralità presso l'Istituto Ottolini di Rescaldina. Ricopre il ruolo di organista presso diverse chiese: SS.Bernardo e Giuseppe di Rescaldina, S.Ilario di Marnate. È direttore della Corale presso la chiesa S.Giulio di Castellanza. Kaoru Saito - Soprano Kaoru Saito, soprano, è nata a Tokyo dove ha conseguito il diploma presso l'Accademia Musica di Musashino con il massimo dei voti per poi insegnare musica e canto presso le scuole di Meguro Seibi Gakuen. Dal 1997 risiede in Italia, dove si sta perfezionando con il M.Margherita Guglielmi. Ha frequentato un seminario di canto presso la Società Filarmonica Adriatica e, sempre come solista, ha tenuto numerosi concerti di musica sacra e operistici nel ruolo di Fraschita in "Carmen", e nel ruolo di Kate in "Madama Butterfly". Si è esibita come soprano solista presso la Civic Hall di Tokyo, come corista al Teatro alla Scala di Milano ed è componente del coro sinfonico "Giuseppe Verdi" di Milano, esibendosi sotto la direzione di maestri quali R.Gandolfi, R. Chially, A. Zedda, A. Ficher e V. Jurowski. Con Claudio Abbado ha partecipato all' opera "Simon Boccanegra" presso i teatri di Ferrara, Parma e Bolzano e ha recentemente eseguito "Il Barbiere di Siviglia" nel ruolo di Rosina ed "Il Flauto magico" di Mozart nel ruolo di Papagena. Simona Forni - Mezzosoprano Ha cantato presso l'Auditorium "Verdi" di Milano i "Neue Liebeslieder" di Brahms, in "Suor Angelica" il ruolo di Maestra delle Novizie, il ruolo della moglie di Noè né "L'Arca di Noè" di Britten, "El amor Brujo" di M. de Falla. Ha debuttato nell'opera di H. Purcell "Dido and Aeneas" nel ruolo di Didone. Presso il teatro "Manoel" dell'Opera di Malta ha cantato il ruolo di mrs.Quickly nel "Falstaff" di Verdi e Tisbe ne "La Cenerentola" e Berta ne "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini. Presso i teatri "Fraschini"di Pavia, "Ponchielli"- Cremona, "Teatro Grande" di Brescia, "Teatro Sociale" di Brescia, Teatro "Donizetti" di Bergamo, "Teatro Sociale" di Como, "Teatro Comunale" di Modena, Teatro "Alighieri" di Ravenna, ha interpretato i ruoli di Giovanna e Maddalena in "Rigoletto", Flora in "Traviata", mrs. Quickly nel "Falstaff" di G. Verdi e il ruolo di Marthe nel "Faust" di Gounod. Natalia Tarasevich - Soprano Natalia Tarasevich, soprano, è nata a Dnepropetrovsk, in Ucraina. Ha studiato canto presso il Collegio Musicale "Lisenko" a Chernigov, e quindi canto lirico presso l'Accademia Musicale a Kiev con la G.A. Tuftina. Si è perfezionata in Ucraina con il M.G.Dimitrova e quindi in Italia con il M.Rita Patanè ed il M.Mauro Trombetta presso il conservatorio di Reggio Emilia. Nel 1998 si è diplomata al concorso internazionale a S.Hertogenboch, e nel 2000 al concorso internazionale D'Alcamo di Palermo. Nel 2003 ha vinto il premio speciale al concorso internazionale Caleydos di Palermo, il premio speciale al concorso internazionale di Roero, il 3° premio al concorso internazionale di Orvieto ed è risultata vincitrice assoluta del concorso internazionale "E.Caruso" per la parte di Santuzza, nella Cavalleria Rusticana di P.Mascagni. Si è esibita a livello internazionale in numerosi teatri tra cui il Teatro dell'Opera di Kiev, il Teatro dal Verme a Milano, le Terme di Caracalla di Roma in numerosi ruoli tra cui Abigaille (Nabucco), Aida (Aida.) Leonora (Trovatore), Elisabetta (Don Carlos), L.Macbeth (Macbeth), Amelia (un Ballo in Maschera), Leonora (La Forza del Destino), Tosca e Turandot Andrea Semeraro - Tenore Andrea Semeraro, tenore, inizia a cantare a 6 anni con il coro di voci bianche "I Piccoli Cantori della città di Trieste". Inizia lo studio dell'oboe e del saxofono nel conservatorio della sua città e a collaborare con le istituzioni corali più importanti. Ha studiato canto a Trieste con i maestri R. Susovsky, A. Svab, W. Coppola e a Milano con B.M. Casoni frequentando vari corsi di perfezionamento con C. Desderi, C. Cossutta, D. Mazzola. Ha al suo attivo numerosi concerti in Italia ed all'estero che gli hanno permesso di affrontare un consistente repertorio sacro. Collabora con il Teatro Lirico "G. Verdi" di Trieste ed il Teatro Regio di Torino. Nel 2002 viene chiamato nel coro Filarmonico della Scala ove tuttora opera e dove, nel 2004, ha vinto il concorso internazionale per artisti del coro. Ha fondato con amici e colleghi del coro della Scala il sestetto "Italian Harmonists" con il quale svolge un'intensa attività concertistica, discografica e teatrale. Svolge un'intensa attività concertistica corale, solistica e in formazione in Italia ed all'estero. La sua discografia comprende: "Misa Criolla - Folklore Internazionale" (2001); "Arie Sacre" (2003); "Concerto di Natale" (2005), "Litanie alla beata vergine" di C.Monteverdi (2006). Monica Vacani - Contralto Monica Vacani, contralto, è nata a Milano dove si è laureata in lingue e letterature straniere. Si è diplomata col massimo dei voti in chitarra classica sotto la guida di Vincenzo Saldarelli ed ha parallelamente studiato canto lirico presso il conservatorio G.Verdi di Milano. Si è quindi perfezionata con il M.Eugenio Fogliati per la vocalità e col M.Gian Paolo Piccolo per la musica antica. Collabora stabilmente con la Cappella musicale di S. Marco in Milano e svolge un'intensa attività concertistica con numerose altre formazioni. Paata Svanitdze - Tenore Paata Svanitdtze, tenore, inizia gli studi di Canto aI Conservatorio di San Pietroburgo sotto la guida di Anatolij Kisiliov e si diploma in seguito al Conservatorio di Tiblisi sotto la guida di Nodar Andguladze. Frequenta in seguito il Corso di perfezionamento con il Tenore Zurab Sotkilava, del Teatro Bolshoi di Mosca. Nel 1992 vince il VII Concorso Internazionale "Enrico Caruso" a Milano premiato da Franco Corelli e Gianni Raimondi e nel 1995 vince il Concorso Internazionale "Giuseppe Di Stefano" a Trapani. Ha partecipato a Concerti ed Opere al Teatro Statale del Conservatorio di San Pietroburgo e a vari Concerti al Teatro Nazionale dell'Opera di Tiblisi. Dal 1992 è membro dell'AssociazIone Museo "Enrico Caruso" e dal 1997 legale Rappresentante del Ministero della Cultura della Repubblica della Georgia nell' Europa dell'Ovest Davide Rocca - Baritono Davide Rocca, baritono, ha compiuto i suoi studi a Roma diplomandosi in pianoforte e canto col soprano G.Ravazzi. Nel 1991 si perfeziona con il Maestri V. Puecher, A.Leone e S.Piacenti presso il Laboratorio Lirico del Teatro Grande di Brescia, nel 1993 vince il secondo Premio Concorso Musica Vocale da Camera "Città di Conegliano Veneto e quindi il Concorso Internazionale Spazio Musica. Nel 1995 si perfeziona in stile e agilità barocca con Emma Kirby e E. Tubb a Dartington. Il suo percorso artistico lo ha portato in numerosi teatri e sale da concerto tra cui: Teatro Municipale di Losanna, Festival di Lubiana, Teatro di Nimes e Carcassonne, La Fenice di Venezia, Teatro di Cagliari, Teatro Marruccino di Chieti, Teatro Mancinelli di Orvieto, Teatro di Lugo di Romagna, Cantiere Internazionale di Montelpulciano, Festival di Orta Estate, Teatro Carignano di Torino, Teatro Coccia di Novara. Nel 2004 si è perfezionato con K.Ricciarelli e all'accademia musicale di Pescara. Ha collaborato a livello internazionale con molti enti tra cui l'Orchestra della Radio della Svizzera italiana, l'Orchestra Milano classica, il teatro Regio di Torino ed il teatro alla Scala di Milano. Ha inoltre registrato numerosi cd per diverse etichette discografiche tra cui "La Bottega della Discantica" e "Bongiovanni". Nicola Pisaniello - Tenore Nicola Pisaniello, avellinese, è un tenore che spazia dal repertorio lirico a quello di coloratura. Ha iniziato gli studi di canto nel 1990 con il mezzosoprano Annamaria Rota, conseguendo il diploma nell'anno 1996 sotto la guida del tenore Paride Venturi. Ha studiato, inoltre, con Arrigo Pola, già maestro di Luciano Pavarotti. Nel 1996 ha studiato con il celebre tenore Carlo Bergonzi, approfondendo il repertorio operistico verdiano e ricevendo l'attestato dell'Accademia Verdiana in Busseto (Parma). Ha tenuto concerti in Italia (Teatro Gesualdo di Avellino, Teatro Verdi di Salerno, Teatro di Corte della Reggia di Caserta, Circolo "Amici della Musica" di Ferrara, Circolo Culturale della Lirica di Bologna, concerto ad Avellino in onore del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), Germania, Canada, Stati Uniti, Venezuela (Teatro Municipal di Caracas), riscuotendo ovunque notevole successo di critica e pubblico. Ha registrato in prima mondiale per la Bongiovanni l'opera di G. Zelioli Gli Amici di Gesù, in cui interpreta il ruolo di Giovanni. È vincitore del Concorso internazionale "Primo Palcoscenico" 2006 di Cesena (I classificato), del Concorso internazionale "Giuseppe Di Stefano" 2006 di Trapani (II classificato) e del Concorso internazionale "Ibla Grand Prize" di Ragusa (finalista). Ufficio stampa Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: Eo Ipso Info: Chiara Porta - cporta@eoipso.it -cell. 328 96297 =============================================================================================
LE QUATTRO STAGIONI Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea Opening: Mercoledì 20 Gennaio ore 18 In mostra fino al 2 Febbraio 2010 Ingresso libero Orario di visita: da martedì a venerdì dalle ore 16:00 alle 19:00; sabato dalle 10 alle 12 Curatrice: Sabrina Falzone Presso: Galleria Il Borgo Espongono: Roberto Borotto, Sara Michela Carozza, Luminita Gall, Silvana Giraudo, Mariolina Spadaro, Martina Tapinassi, Louvio, Lorenadia Vidoni, Mauro Orietti La Galleria Il Borgo è lieta di presentare la Mostra Internazionale d'Arte "Le Quattro Stagioni", che ha l'intento di promuovere le nuove espressioni artistiche legate all'iconografia delle stagioni, rintracciando un trait d'union tra la tradizione storico-artistica figurativa e le innovative astrazioni dell'arte contemporanea. Per l'occasione sono stati selezionati artisti dalla formazione varia e dalla provenienza eterogenea, così da creare un terreno fertile per gli scambi artistico-culturali tra diverse espressioni artistiche, sottolineando non soltanto i punti di distanza stilistica, ma anche i relativi parallelismi. L'esposizione è dedicata al tema delle stagioni, interpretato in maniera modulare sia da Sara Michela Carozza, sia da Silvana Giraudo, entrambe si presentano come sensibili interpreti del colore che suggerisce fiabesche atmosfere. L'astratto si fa audace nei lavori più cupi ed estremamente significativi di Roberto Borotto e Mauro Orietti: il primo pone un'attenzione particolare all'ambiente attraverso il gesto vibrante e sicuro, il secondo opta per un'espressione geometrizzante del costrutto scenico con l'impiego della spatola. Sorridono al visitatore i preziosismi allegorici di Luminita Gall, artista romena di grande talento, e quelli spirituali dell'autrice francese Lorenadia Vidoni. Louvio cattura l'attenzione per la magnificenza del mosaico e la stessa solarità di realizzazione artistica si ritrova nella ricerca di Martina Tapinassi, profondamente legata alle iconografie mitologiche botticelliane. La bellezza della pittura si situa nella sperimentazione artistica di Mariolina Spadaro, in mostra con un "Omaggio a Gaudì" dalle innumerevoli sfaccettature segniche. Presso: Galleria Il Borgo Corso San Gottardo 14, 20136 Milano Info: info@sabrinafalzone.info - www.sabrinafalzone.info =============================================================================================
DIECI.DUE! international research contemporary art associazione culturale Via Volvinio 30 [ passo carraio ] 20141 Milano [ MM2 Abbiategrasso | Tram 15 ] [ tel | fax ] 02 58306053 art director Maria Rosa Pividori 349 2814715 PM www.diecipuntodue.it dieci.due@libero.it inaugurazione: mercoledì 3 febbraio - ore 1830-21 fino al 26 marzo 2010 Gianluigi ANTONELLI “Allons enfants de la Patrie” testi di Eleonora FIORANI e Roberta RIDOLFI aperto da martedì a venerdì dalle 15,30 alle 19 e su appuntamento fino al 26 marzo 2010 ...Alla ricerca di un senso del sè in continuo interscambio con il senso (non senso) del tutto, Antonelli ha creato una serie di simboli molto caratterizzati che tradiscono comunque il suo linguaggio. Sono simboli contemporanei che però hanno radici nell'achetipo dell'esistenza del vecchio millennio. Somigliano a dardi lanciati senza un ordine preciso, che attengono all'emotività dell'artista, all'universo anarchico delle sue passioni, alle sue pulsioni. Non sembrano minacciare la nostra psiche tali simboli, tuttavia riescono a scalfire la labile sensibilità umana, come fossero i fastidiosi parassiti della nostra “perfetta facciata ”....R. Ridolfi DIECI.DUE! international research contemporary art associazione culturale Via Volvinio 30 [ passo carraio ] 20141 Milano [ MM2 Abbiategrasso | Tram 15 ] [ tel | fax ] 02 58306053 art director Maria Rosa Pividori 349 2814715 PM www.diecipuntodue.it dieci.due@libero.it
Sudio arte Fuori centro
Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083 info@artefuoricentro.it - www.artefuoricentro.it NAZARENO LUCIANI TRAME MOBILI DEL RITORNARE Martedì 2 febbraio 2010 alle ore 18,00 presso lo Studio Arte Fuori Centro di Roma, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Nazareno Luciani, Trame mobili del ritornare, testo critico di Cristina Petrelli. L’esposizione rimarrà aperta fino al 19 febbraio 2010, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00. Attraverso l’uso della tecnologia, Nazareno Luciani sposta sul piano della quotidianità l’evento, in sé straordinario, dell’atto creativo. Segnali stradali e oggetti costruiti in forex si affiancano, in mostra, ad opere più propriamente tali, incorniciate ed appese alle pareti. Variazioni su di un unico tema in quanto, qualsiasi ne sia la materia, in tutti gli ultimi lavori dell’artista, si evidenzia una contaminazione che conduce la pittura di matrice informale, che da sempre caratterizza la sua produzione, ad unirsi e confondersi con la stampa digitale. Una trasformazione che viene, però, ad acquisire un valore profondo quando, fra la varietà delle forme, scorgiamo quella inconfondibile di oho. Una creatura che, affiorata nel lavoro dell’artista marchigiano nel lontano 2002, si è manifestata con continuità nella sua pittura in questi anni. Nella personale precedente sembrava apparentemente scomparso, per fare ora ufficialmente il suo ritorno. Un ricongiungersi che non è un tornare indietro, ma un momento di crescita necessario a introdurre l’attuale sviluppo. Oho approda nella realtà, proietta la sua ombra sugli oggetti più consueti, mostrando quella visione creativa che normalmente è privilegio di pochi, specialmente degli artisti. =============================================================================================
ZELLE ARTE CONTEMPORANEA Via Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2, 90134 Palermo. +39 3393691961 www.zelle.it zelle@zelle.it META’ DELLA VITA / HÄLFTE DES LEBENS ANTONELLA ANSELMO / WOLFGANG PAVLIK OPENING/ Venerdì 29 gennaio 2010 h.19.00 la mostra resterà aperta sino al 27 febbraio 2010 dal lunedì al sabato dalle h.17.00 alle h.20.00 La doppia personale di Antonella Anselmo e Wolfgang Pavlik, inaugura la collaborazione tra Zelle Arte Contemporanea e Art United, spazio espositivo nato a Vienna per volontà degli stessi artisti ed attivo da anni sul piano internazionale nella realizzazione di progetti interdisciplinari lungo i territori del contemporaneo. Il piccolo progetto frutto della sinergia tra i due artisti, ispirato all’omonima poesia di Friedrich Holderlin, unisce come da tradizione romantica, “paesaggio”, sentimento e simbolo in quel “uno-tutto” in cui l'individuo si deve perdere per potersi ritrovare come espressione della totalità. Una totalità, però, non percepibile dalla ragione, ma solamente dall'impeto della poesia, la più alta forma conoscitiva a disposizione dell'uomo. Pavlik, artista più strettamente legato alla pittura, realizza un video che nella stesura analogica di un nastro vhs trattiene una matrice pittorica calda e domestica, un monocromo rosso occulta un corpo che seppur comodamente seduto sembra scalpitare fuggendo dalle geometrie. Un layer protettivo, una soglia pronta a dividere due dimensioni distanti seppur parte di quel “uno-tutto” Holderliniano al quale si faceva riferimento. Antonella Anselmo gioca invece con dei piccoli libri d’appunti disposti su un vecchio tavolo, dei messali, come li definisce l’artista, capaci di raccontare vibranti frammenti di vita, raccogliendo stratificazioni in forma di collage o fugaci interventi pittorici carichi di coinvolgente tensione narrativa. La percezione visiva, nei suoi elementi essenziali di correlazione tra percepente e percepito, assume significato nel momento in cui essa rimanda a un mondo che viene avvertito come “mondo proprio”, “familiare“, a una realtà esteriore che è legata in un rapporto di somiglianza con l’immagine, la quale, quindi, conserva la stessa configurazione dell’oggetto rappresentato. La rappresentazione artistica irrompe con nuovi modelli visivi, l’occhio, organo privilegiato della percezione, si indirizza verso l’esplorazione del mondo interiore: non si rappresenta una realtà oggettiva, ma quella intuita ed immaginata; l’imitazione del vero lascia spazio all’immaginario. L’osservatore viene derubato delle immagini familiari, non solo attraverso l’astrattismo delle moderne forme espressive, ma attraverso una pittura realista, che inverte il rapporto convenzionale tra l’oggetto centrale e la cornice, ed attraverso l’esclusione di ciò che siamo abituati a riconoscere come “essenziale”. È ciò che accade nei ritratti di Wolfgang Pavlik. Rimane uno spazio vuoto, monocromatico, che può diventare il luogo protetto dai bombardamenti della moderna cultura visiva. Lo sguardo non può sottrarsi alle innumerevoli immagini prefabbricate che ci vengono offerte e ciò riduce gradualmente la capacità di formazione delle immagini individuali. Ecco che il “vuoto” cromatico nei quadri di Pavlik può diventare la parete di proiezione dell’immaginazione e della fantasia soggettiva, a conferma dell’idea che l’interpretazione delle immagini rappresentate spetta a colui che le guarda. Figure immobili, secondo i canoni classici del ritratto, privati della loro centralità e identificabilità; una sorta di decomposizione del modello tradizionale della raffigurazione umana, la quale si nasconde o sparisce dietro il muro dell’anonimità. Corpi femminili “coperti” da superfici monocromatiche, che deludono e nel contempo stuzzicano il voyeurismo imperante nella nostra società: le impressioni erotiche rimangono, forse proprio perché non sono accompagnate dal soddisfacimento visivo. Il desiderio visivo del voyeur si rivolge a ciò che gli è proibito e sconosciuto; egli, nei fatti, vuole scoprire. I quadri di Wolfgang Pavlik aboliscono la convenzione visiva e non danno spazio alla riflessione immediata: in essi si proiettano visioni, ansie, fantasie, speranze individuali: il ritratto del tempo e del mondo dipinto dallo spettatore. Rosarita Russo =============================================================================================
Sottopasso
Arte in volo
a cura di Olga Gambari e Massimo Fiumanò da maggio 2009 a settembre 2010
sede: binario 1, stazione ferroviaria di Domodossola
Nella Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola, che collega due culture, due confini, tra la Svizzera e l’Italia, passano ogni anno due milioni di persone.
L’associazione Ingremiomatris ha scelto una postazione nel cuore di questa stazione, per aprire una galleria fuori dal comune. Una storica carrozza degli inizi del '900, dagli elegantissimi e spartani interni in ciliegio, recentemente restaurata e tenuta come un'opera d'arte in sé, ferma sul Binario 1, diventa spazio d’arte dove per 17 mesi sfileranno artisti e opere.
Osserveranno la gente e proveranno a dialogare, a far fermare qualcuno, a raccontare comunque le loro storie. Useranno il linguaggio visivo, quello del colore, delle emozioni, delle forme, del movimento.
Se le gallerie di tutto il mondo lamentano che ormai, dopo la serata dell’inaugurazione, nessuno passa più, quale migliore possibilità di avere un pubblico continuo, ricco, quotidiano, affezionato? La carrozza, ferma sul suo binario, diventerà una galleria a statuto speciale, un esemplare unico. Dai sei grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede, le opere saranno visibili dall'esterno, osservabili solo da fuori, da chi passa lì vicino.
Il corpo del vagone sarà chiuso, un luogo a sé un po’ magico. Una galleria come una vetrina, che si protende per cercare il contatto, l’incontro tra opera e spettatore, lo scambio e il contatto tra arte e pubblico.
Una creatività multiforme che abiterà la stazione di Domodossola fino a settembre 2010, con un susseguirsi di mostre, tra personali e collettive, che spazieranno dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoinstallazione.
La carrozza sarà insomma un piccolo laboratorio in ebollizione, che andrà a cercarsi il suo pubblico sottoterra, partendo dal sottopasso di una stazione per uscire nel mondo.
Il 6 Febbraio alle ore 18 si inaugurerà con le opere dell'artista ossolano Giuliano Crivelli e dell'artista ticinese Claudio Taddei,tutti e due pittori e musicisti.
Tutta la rassegna è idealmente ispirata alll’idea stessa di volo, di partenza, di nomadismo concettuale. Il volo è una perfetta metafora dell’esperienza artistica. Voli che si compiono in ogni opera, sperimentazioni che partono da terreni conosciuti per esplorare altri mondi e altri cieli. Ogni tensione artistica è così, un volo, che porta l’artista stesso ma anche il pubblico, nel momento del contatto. L’arte è un insieme di tentativi, esperienze, approcci a tentare il salto, comunque, verso qualcosa.
Nelle mostre che si susseguiranno la figura di Geo Chavez è un’eco, una texture che tiene insieme e su cui si sviluppa, come un orizzonte, la struttura del progetto. Chavez sarà una sorta di compagno di volo.
Geo Chàvez, aviatore di origini peruviane che per primo trasvolò le Alpi nel 1910 perdendo la vita, a soli 27 anni, morì in un tragico incidente proprio a Domodossola.
Il 27 settembre 2010, la città celebrerà infatti il centenario della morte di questo personaggio che incantò e commosse il mondo sacrificandosi per il suo sogno.
Un comitato scientifico composto da Olga Gambari e Max Fiumanò sceglierà artisti e lavori, con un’operazione dal sapore avanguardistico e situazionista che connota da sempre lo spirito dell’Ingremiomatris.
Alla fine tutta l’operazione sarà documentata da un catalogo Allemandi editore, una sorta di diario di bordo di un lungo viaggio d’arte compiuto a bordo di un treno.
workshop di fotografia con Francesco Zizola Fotogiornalismo: il dovere di testimoniare, le nuove tecnologie, l’etica "La mia visione del fotogiornalismo è inizialmente etica. Il fotogiornalismo è un linguaggio che ha a che fare con gli uomini e il mondo in cui vivono; racconta gli uomini e il loro agire e può essere legittimato come racconto solo se il fotografo ne rispetta l'esistenza e la dignità. La fotografia oltre ad essere uno specchio della realtà è anche uno specchio dell'interiorità del fotografo stesso; nell'immagine fotografata vediamo la realtà rappresentata e leggiamo allo stesso tempo la scelta interpretativa del fotografo, e con essa il suo proprio universo culturale ed etico. Una buona fotografia giornalistica ha a che fare molto con il rispetto che il fotogiornalista ha del mondo e dei suoi abitanti. Mentre il fotografo dispone, crea, modifica, insomma fa di tutto affinché la luce risponda in pieno al suo disegno (foto-grafia), il reporter deve sviluppare l'arte dell'istinto, della disciplina visiva, dell'attimo significativo, della psicologia degli esseri umani e (...) provare a far sì che in quella porzione di fotogramma rimanga traccia di ciò che per un istante è stato un essere umano con le sue gioie e i suoi dolori. Se poi riesce a provare empatia, se si sente parte di quella realtà, è molto probabile che l'altro si fidi di te, che ti accolga nella sua, a volte difficile, realtà". Francesco Zizola Il corso prevede la lettura del portfolio degli iscritti. Attraverso l’analisi delle immagini, il docente fornirà strumenti critici per comprendere come il linguaggio del reportage possa essere applicato ai media - tradizionali e non - e illustrerà tutti i passaggi necessari per arrivare alla pubblicazione, dalla tecnica di editing alla selezione finale. Biografia Francesco Zizola è nato a Roma nel 1962 e ha studiato presso la facoltà di Antropologia. Dal 1986 pubblica i suoi servizi sulle testate più importanti del mondo documentando aree di crisi, catastrofi ambientali ed epidemie. Ha pubblicato cinque libri: “Iraq” (EGA/Amnesty International ) nell'aprile 2007 , Nel 2004 è uscito “Born Somewhere” (Fusi Orari, 2004 e in Francia per Delpire “Né quelque part”), una raccolta di fotografie che documentano la condizione dell’infanzia in 27 paesi. Tra Le altre pubblicazioni ricordiamo il photo Poche “Etat d’enfance” (Delpire, 1999) e “Ruas” (EGA, 1994), con il quale ha vinto il premio Mifav (assegnato dall’università di Roma Torvergata). Nel 2003 una sua fotografia viene scelta da Henri Cartier Bresson per l’esposizione “Le choix d’Henri Cartier Bresson” il cui catalogo è stampato dalla fondazione H.C.B. Nel 2006 la regista Liliana Ginanneschi gli dedica il documentario “L’occhio sensibile”. Francesco Zizola ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali ricordiamo, su tutti, il World Press Photo Picture of the Year nel 1997 con un reportage sugli effetti delle mine anti uomo in Angola, a cui seguono negli anni altri otto premi in diverse categorie, assegnati sempre dalla stessa prestigiosa fondazione olandese (l’ultimo di questi premi è stato assegnato nel febbraio 2008) Dal 2007 è membro fondatore dell’agenzia fotografica Noor (www.noorimages.com); nel 2008 ha inaugurato a Roma la galleria 10b www.10bphotography.com quando: sabato 6 e domenica 7 marzo dalle 10.00 alle 17.30 massimo 13 allievi costo: 300 € dove: MiCamera – photography and lens-based arts via Medardo Rosso, 19 – 20159 Milano www.micamera.com/photoculture | giulia@micamera.com t/f +39.02.45481569 =============================================================================================
DI-MOSTRA... MI ovvero I REBUS di GINO LOPERFIDO PERFORMANCE DINAMICHE eseguite in “TERRE DI NESSUNO” Fino al 30 gennaio 2010 FINISSAGE: sabato 30 gennaio, ore 18.30, performance e cocktail di saluto Milano, Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67 Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di invitarVi al finissage della personale dell’artista Gino Loperfido: DI-MOSTRA… MI. In questa occasione, il pittore romano coinvolgerà i visitatori in una performance artistica. In mostra due sculture, un’installazione e 19 tele di grandi dimensioni. La scrittrice Marta Breuning ha scritto della sua opera artistica: “il rasa è la linfa vitale che emana dalle cose generate dall’anima alchemica. Tutte le tue opere emanano linfa. E’ una specie di musica… senza suono. E’ chiamata anahata, senza suono. Diventa musica per chi ha i sensi sufficientemente aperti per ascoltarla. Purtroppo viviamo in un mondo in cui i sensi sono soffocati dalla razionalizzazione delle sensazioni e delle emozioni. Sei un musicista degno di grandi opere, ma non hai ancora lacerato l’etere… espressione alchemica che descrive una vera e propria “sanguinazione” del rasa…”. I temi affrontati dal pittore sono vari e significativamente introspettivi. Pittore, scultore e designer di restyling, Gino Loperfido nel 1968 si iscrive alla scuola d’arti ornamentali San Giacomo di Roma, dove segue i corsi di pittura e di scultura conseguendo risultati inaspettati con la tela ma soprattutto con la materia. Nel 1972 si trasferisce a Barcellona, Spagna, dove grazie all’amicizia di un fotografo catalano incontra Salvador Dalì nella sua casa di Figueras. Tornato in Italia, nel 1981 dopo una pausa artistica durata quasi dieci anni, e su consiglio del giornalista Ruggero Orlando, realizza un ritratto per Bettino Craxi, raffigurandolo in una Triade assieme a Nenni e Garibaldi (più sua figlia Stefania). Nel 1995 conosce il critico d’arte Vittorio Sgarbi al quale consegna una sua opera, che lo raffigura assieme ad Abramo Orlandini, con riferimento al programma televisivo Sgarbi quotidiani. Il critico vedendo l’opera dice al suo autore: “è una pittura inquietante… quanto, se non oltre, il tuo cognome”. I suoi quadri sono nelle case delle maggiori personalità della politica e della cultura. INGRESSO LIBERO ORARI DA MARTEDI’ A SABATO ORARIO CONTINUATO 10 - 19 UFFICIO STAMPA Chiara Belli - Nadia Vitari tel 02878781 - 0245470885 fax 02700526236
Il primo incontro del ciclo di conferenze Cos'è il contemporaneo? 3 ospita Cesare Pietroiusti, artista italiano. Ore 16.30_Palazzo Maldura, aula C, via Beato Pellegrino 1, Padova >>>
Alla sua terza edizione, Où va la vidéo? si trasforma in cameraVideo: il concorso per giovani videoartisti italiani ed internazionali si arricchisce e diviene rassegna, che prevede alcune serate dedicate alla proiezione di video storici oltre che una serata di presentazione di un guest artist.
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Amianto? No Thank You! - Campagna informativa Continua collettivamente, con fasi alterne e spesso controverse, la presa di coscienza collettiva tra le preposte istituzioni (Stato, Enti locali, assistenziali e previdenziali...) ed esposti e ammalati d’amianto e/o loro congiunti, spesso rappresentati in causa da instancabili difensori e tenaci associazioni di categoria. Si terrà, in proposito, mercoledì 10 febbraio 2010 (alle ore 9.30), a Trieste, presso la Stazione Marittima - Sala Oceania, la IV Conferenza Regionale sull’Amianto in Friuli Venezia Giulia per un doveroso aggiornamento sulle tematiche scottanti, spesso irrisolte, causate dalla temibile questione killer dell’amianto. E’ in occasione di tale circostanza che l’Associazione Esposti Amianto del Friuli Venezia Giulia, l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto e il Movimento dei Finanzieri Democratici lanciano il videoclip Amianto? No Thank You! (su You tube all’indirizzo: http://www.youtube.com:80/watch?v=0xnUX29D_eE) dell’artista Fedele Boffoli e della webcommunity d’arte e poesia Anforah, schierata in favore degli esposti ed impegnata in una campagna di sensibilizzazione tematica dell’opinione pubblica. Il documento ripercorre, attraverso toccanti immagini e testi (con musiche vitali, incalzanti e cardiache), tappe fondamentali di un pezzo di storia dell’amianto, a livello regionale e nazionale. Riportiamo, a riguardo, un commento dell’artista, autore del documentario in questione: “Credo che oggi, in Europa, sia arrivato il momento di decostruire quell’odioso teatrino che, privilegiando il profitto a scapito della vita di ignari cittadini, ha causato tanti dolori e morti. Come anche sarebbe ora di rimediare ai torti fatti con giusti indennizzi ai parenti delle vittime e con gli imprescindibili e doverosi riconoscimenti del rischio, previdenziali e assistenziali, a coloro che sono stati esposti all'amianto. L’umana dignità lo richiede... e l’Arte.” Trieste, 2° febbraio 2010 Fedele Boffoli (anche in Facebook) info@fedeleboffoli.it www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm www.Anforah.Artenetwork.net Bari - Trieste tel. 338-2246495
Il concerto della Candelora con la Nona di Beethoven Venerdì 5 febbraio a Legnano, secondo appuntamento della stagione lirico sinfonica della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Seconda tappa a Legnano (Mi) per la stagione lirico sinfonica 2010 della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. Venerdì 5 febbraio alle 21, nella chiesa del SS. Redentore, il Coro e l'Orchestra Amadeus, diretti dal maestro Marco Raimondi, eseguiranno la Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven. Dopo il successo ottenuto a Somma Lombardo il 24 gennaio, alla "prima" della stagione 2010, la Bcc offre a Legnano l'estremo capolavoro sinfonico del genio tedesco. L'occasione è data dalla festa della Candelora, evento che combina celebrazioni religiose e vita paliesca. Quella che oggi è chiamata "Candelora" è, infatti, la festa con cui si richiama la presentazione al Tempio di Gesù. Il nome deriva dalla tradizione di benedire le candele, simbolo di Cristo, "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù fu chiamato dal vecchio Simeone. A Legnano la festa si tinge inoltre dei colori giallo rossi della contrada di Legnarello. In occasione di questa ricorrenza, durante la Santa Messa che si celebra domenica mattina nella chiesa del SS. Redentore, si tiene l'investitura religiosa dei reggenti di contrada. «Quest'anno la cerimonia vedrà confermate le figure del Gran Priore Ennio Palamidese e della Castellana Sara Parotti, mentre di nuova nomina saranno il Capitano, Paolo Cristiani, e lo Scudiero, Francesco Locatelli -spiega Palamidese-. A sancire l'inizio delle manifestazioni legate alla Candelora è il tradizionale concerto del venerdì; un appuntamento fortemente voluto dalla contrada Legnarello e dalla Parrocchia e nato dalla loro collaborazione». Il concerto proposto dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate presenta la sinfonia in re minore op. 125 di Beethoven, composta tra il 1822 e il 1824, quando l'autore era già completamente sordo. Eseguita per la prima volta a Vienna nel 1824, sotto la direzione di Ignaz Schuppanzig, la sinfonia fu un immediato successo. Tanto che, al termine del concerto, Beethoven, che non riusciva a sentire gli applausi, fu preso per il braccio dallo stesso Schuppanzig e girato a forza verso il pubblico. Soltanto allora, colto da una grande commozione nel vedere l'accoglienza tributata al proprio lavoro, il grande musicista si sciolse in lacrime. «È un appuntamento atteso e di grande qualità, che rispecchia la nostra azione a sostegno del territorio -precisa il presidente della Bcc, Lidio Clementi-. Essere al fianco delle aziende e delle famiglie ci porta anche a promuovere la cultura, come facciamo con questa nuova stagione sinfonica. Se il concerto di venerdì 5 febbraio è immancabile perché vede l'esecuzione di uno dei più straordinari brani musicali di ogni tempo, a me piace anche sottolineare il legame forte con la tradizione e la cultura locale; una ricorrenza religiosa si sposa con una peculiarità tutta legnanese, come il mondo delle contrade». Concerto della Candelora Ludwig Van Beethoven Nona Sinfonia - op.125 Orchestra e Coro Amadeus Kaoru Saito - Soprano Simona Forni - Mezzosoprano Davide Rocca - Baritono Nicola Pisaniello - Tenore Marco Raimondi -Direttore Legnano Chiesa SS. Redentore Venerdì 5 febbraio 2010 - ore 21 Ingresso Libero Orchestra e Coro Amadeus L'Associazione Amadeus, si è costituita ufficialmente nel 1997 come società corale e dei concerti senza fini di lucro con il proposito di valorizzare e diffondere il patrimonio della grande musica occidentale dalle origini all'età contemporanea. Dall'inizio della propria attività esecutiva nel 1999, la formazione è giunta a realizzare oltre 400 concerti in prestigiosi contesti quali teatri, chiese e piazze, partecipando a stagioni e rassegne e coinvolgendo più di 300 musicisti provenienti da tutto il mondo. Un grande coro sinfonico di oltre 80 elementi ed un'orchestra di oltre 60 professionisti selezionati dalle migliori orchestre italiane, con violino di spalla Stefano Grossi, consentono l'esecuzione di programmi di ampio respiro, dal repertorio barocco all'esecuzione di autori contemporanei, attraverso le opere dei più grandi compositori: Vivaldi, Bach, Handel, Mozart, Haydn, Beethoven, Rossini, Verdi, Puccini... Con sede nell'area dell'Altomilanese l'associazione ha saputo sviluppare la sua attività concertistica parallelamente ad una continua attività didattica che l'ha portata all'inaugurazione nel 2008 dell'omonima Accademia, punto di riferimento sul territorio per la formazione musicale permanente. Marco Raimondi - Direttore Marco Raimondi, si è formato musicalmente a Milano, in pianoforte con R.Fontanella ed in organo nella classe di F.Castelli. Ha proseguito gli studi in musica corale e direzione di coro presso il Pontificio Istituto Superiore di Musica Sacra della Santa Sede dove si è laureato con il massimo dei voti conseguendo il Magistero con una tesi sull'evoluzione della direzione d'orchestra dalle origini all'età contemporanea. Ha studiato direzione d'orchestra a Perugia sotto la guida di F.Dorsi per poi perfezionarsi a Berlino con O.W.Muller. Ha partecipato a numerosi masterclass internazionali, in composizione con L.Molfino, interpretazione con G.Acciai, vocalità con M.L.Sanchez. Ha completato i suoi studi laureandosi in ingegneria a Milano ed ottenendo un master internazionale a Stoccolma e Pechino. Ha collaborato con diverse formazioni tra cui i Philharmonisches Kammerorchester Berlin, la Vorpommern Symphony Orchestra, l'Orchestra dell'Accademia Musicale Umbra, l'Orchestra Goldberg, il Collegium Musicum Johann Sebastian Bach ed il Coro ed Orchestra Sinfonica Amadeus. Fondatore con il fratello Enrico dell'Associazione Musicale Amadeus, svolge attività direttoriale e didattica a livello accademico. Kaoru Saito - Soprano Kaoru Saito, soprano, è nata a Tokyo dove ha conseguito il diploma presso l'Accademia Musica di Musashino con il massimo dei voti per poi insegnare musica e canto presso le scuole di Meguro Seibi Gakuen. Dal 1997 risiede in Italia, dove si sta perfezionando con il M.Margherita Guglielmi. Ha frequentato un seminario di canto presso la Società Filarmonica Adriatica e, sempre come solista, ha tenuto numerosi concerti di musica sacra e operistici nel ruolo di Fraschita in "Carmen", e nel ruolo di Kate in "Madama Butterfly". Si è esibita come soprano solista presso la Civic Hall di Tokyo, come corista al Teatro alla Scala di Milano ed è componente del coro sinfonico "Giuseppe Verdi" di Milano, esibendosi sotto la direzione di maestri quali R.Gandolfi, R. Chially, A. Zedda, A. Ficher e V. Jurowski. Con Claudio Abbado ha partecipato all' opera "Simon Boccanegra" presso i teatri di Ferrara, Parma e Bolzano e ha recentemente eseguito "Il Barbiere di Siviglia" nel ruolo di Rosina ed "Il Flauto magico" di Mozart nel ruolo di Papagena. Simona Forni - Mezzosoprano Ha cantato presso l'Auditorium "Verdi" di Milano i "Neue Liebeslieder" di Brahms, in "Suor Angelica" il ruolo di Maestra delle Novizie, il ruolo della moglie di Noè né "L'Arca di Noè" di Britten, "El amor Brujo" di M. de Falla. Ha debuttato nell'opera di H. Purcell "Dido and Aeneas" nel ruolo di Didone. Presso il teatro "Manoel" dell'Opera di Malta ha cantato il ruolo di mrs.Quickly nel "Falstaff" di Verdi e Tisbe ne "La Cenerentola" e Berta ne "Il Barbiere di Siviglia" di Rossini. Presso i teatri "Fraschini"di Pavia, "Ponchielli"- Cremona, "Teatro Grande" di Brescia, "Teatro Sociale" di Brescia, Teatro "Donizetti" di Bergamo, "Teatro Sociale" di Como, "Teatro Comunale" di Modena, Teatro "Alighieri" di Ravenna, ha interpretato i ruoli di Giovanna e Maddalena in "Rigoletto", Flora in "Traviata", mrs. Quickly nel "Falstaff" di G. Verdi e il ruolo di Marthe nel "Faust" di Gounod. Davide Rocca - Baritono Davide Rocca, baritono, ha compiuto i suoi studi a Roma diplomandosi in pianoforte e canto col soprano G.Ravazzi. Nel 1991 si perfeziona con il Maestri V. Puecher, A.Leone e S.Piacenti presso il Laboratorio Lirico del Teatro Grande di Brescia, nel 1993 vince il secondo Premio Concorso Musica Vocale da Camera "Città di Conegliano Veneto e quindi il Concorso Internazionale Spazio Musica. Nel 1995 si perfeziona in stile e agilità barocca con Emma Kirby e E. Tubb a Dartington. Il suo percorso artistico lo ha portato in numerosi teatri e sale da concerto tra cui: Teatro Municipale di Losanna, Festival di Lubiana, Teatro di Nimes e Carcassonne, La Fenice di Venezia, Teatro di Cagliari, Teatro Marruccino di Chieti, Teatro Mancinelli di Orvieto, Teatro di Lugo di Romagna, Cantiere Internazionale di Montelpulciano, Festival di Orta Estate, Teatro Carignano di Torino, Teatro Coccia di Novara. Nel 2004 si è perfezionato con K.Ricciarelli e all'accademia musicale di Pescara. Ha collaborato a livello internazionale con molti enti tra cui l'Orchestra della Radio della Svizzera italiana, l'Orchestra Milano classica, il teatro Regio di Torino ed il teatro alla Scala di Milano. Ha inoltre registrato numerosi cd per diverse etichette discografiche tra cui "La Bottega della Discantica" e "Bongiovanni". Nicola Pisaniello - Tenore Nicola Pisaniello, avellinese, è un tenore che spazia dal repertorio lirico a quello di coloratura. Ha iniziato gli studi di canto nel 1990 con il mezzosoprano Annamaria Rota, conseguendo il diploma nell'anno 1996 sotto la guida del tenore Paride Venturi. Ha studiato, inoltre, con Arrigo Pola, già maestro di Luciano Pavarotti. Nel 1996 ha studiato con il celebre tenore Carlo Bergonzi, approfondendo il repertorio operistico verdiano e ricevendo l'attestato dell'Accademia Verdiana in Busseto (Parma). Ha tenuto concerti in Italia (Teatro Gesualdo di Avellino, Teatro Verdi di Salerno, Teatro di Corte della Reggia di Caserta, Circolo "Amici della Musica" di Ferrara, Circolo Culturale della Lirica di Bologna, concerto ad Avellino in onore del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), Germania, Canada, Stati Uniti, Venezuela (Teatro Municipal di Caracas), riscuotendo ovunque notevole successo di critica e pubblico. Ha registrato in prima mondiale per la Bongiovanni l'opera di G. Zelioli Gli Amici di Gesù, in cui interpreta il ruolo di Giovanni. È vincitore del Concorso internazionale "Primo Palcoscenico" 2006 di Cesena (I classificato), del Concorso internazionale "Giuseppe Di Stefano" 2006 di Trapani (II classificato) e del Concorso internazionale "Ibla Grand Prize" di Ragusa (finalista). Ufficio stampa Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: Eo Ipso Info: Marco Parotti - mparotti@eoipso.it - 340 9665279
Mostra SEGNI DI CONFINE, a venti anni dalla caduta del muro di Berlino a cura dell’ Associazione Artistico Culturale TRAIANO onlus in collaborazione dell'AMO-ONLUS e dell'Associazione Culturale FUORI CENTRO presentazione di Loredana Rea patrocinio del Comune di Civitavecchia sede: Maschio del Forte Michelangelo Inaugurazione: domenica 7 febbraio 2010 alle ore 11,00 periodo: dal 7 al 19 febbraio 2010 orario: tutti i giorni 10,00/12,00 – 16,00/18,00 Domenica 7 febbraio 2010, alle ore 11,00 si inaugura al Maschio del Forte Michelangelo di Civitavecchia la collettiva SEGNI DI CONFINE. A venti anni dalla caduta del muro di Berlino artisti italiani, danesi, norvegesi e tedeschi hanno preso parte ad una installazione in progress per evocare attraverso un intervento corale l’importanza di quell’accadimento, che ha segnato in maniera così profonda questo nostro tempo. L’evento espositivo, già inserito in una più ampia programmazione culturale promossa dal Comune di Roma in occasione del ventesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino nel 1989, rappresenta un ulteriore ampliamento della mostra inaugurata a novembre 2009 a Studio Arte Fuori Centro di Roma e a dicembre al Museo di Olevano Romano, coinvolgendo sessantuno artisti, differenti per formazione e linguaggi: Salvatore Agnello, Minou Amirsoleimani, Renzo Bellanca, Gianluigi Bellucci, Franca Bernardi, Rosetta Berardi, Renzo Caprio, Pietro Celani, Renato Cervellin, Anja Ciupka, Luisa Colella, Katiuscia Cutrone, Maria Rita De Giorgio, Antonio De Pietro, Carmelo De Rubeis, Adriano Di Giacomo, Mimmo Di Laora, Gabriella Di Trani, Cosimo Epicoco, Annamaria Fardelli, Annamaria Gelmi, Prinz Gholam, Rosaria Gini, Massimo Giorgi, Salvatore Giunta, Paolo Gobbi, Oddvin Horneland, Igino Iurilli, Thomas Lang, Vincenzo Ludovici, Marco Maffei, Giuliano Mammoli, Loredana Manciati, Teresa Mancini, Venanzio Manciocchi, Donato Marrocco, Franco Marrocco, Carola Masini, Cosetta Mastragostino, Rita Mele, Dario Molinaro, Gianluca Murasecchi, Maya Peitersen Overgaard, Paolo Parigiani, Gloria Pastore, Antonio Picardi, Teresa Pollidori, Roberta Pugno, Daniela Quadraccia, Fernando Rea, Giovanni Reffo, Rosella Restante, Laurina Rietti, Marcello Rossetti, Alba Savoi, Elena Sevi, Annamaria Suppa, Gerry Turano, Pino Vidili, Roberto Villotti, Oriano Zampieri. L’idea su cui è stato costruito l’intero progetto si articola intorno a ciò che il muro di Berlino ha rappresentato non solo politicamente e culturalmente nella violenta contrapposizione tra est ed ovest, quanto soprattutto sulla quotidianità di uomini e donne che hanno visto trasformarsi repentinamente i loro destini. Essere da una parte o dall’altra ha significato vivere vite profondamente diverse. Lo smantellamento del muro ha significato perciò non soltanto la fine della separazione forzosa della città e con essa delle due Germanie, la fine della Cortina di Ferro e idealmente la riunione dell’Europa, ma anche l’apertura di nuove prospettive per quel futuro che adesso è presente. La sua distruzione se per gli increduli abitanti dell’est e dell’ovest ha rappresentato l’opportunità di riappropriarsi del passato per costruire una vita nuova, nel resto del mondo ha generato un impatto emotivo e sociale forte per i valori ideali di libertà, unione dei popoli, comprensione e tolleranza ad esso inevitabilmente connessi. Segni di confine è stata pensata con l’intento di sottolineare questi aspetti salienti sottesi al significato assunto nell’immaginario collettivo dalla presenza del Muro, tanto che anche nell’allestimento il richiamo al muro e alla sua demolizione, a ciò che ha rappresentato venti anni fa e a ciò che rappresenta ancora adesso è il nucleo intorno cui si sono organizzati gli interventi degli artisti invitati. Un grande muro è costruito nello spazio espositivo del Maschio di Forte Michelangelo, disposto in modo da consentire la visione fronte/retro. La doppia visione del muro stabilisce duplici considerazioni sugli effetti della sua caduta. Certamente la positività consiste nella riunificazione della Germania, la qualcosa ha tuttavia messo a nudo le contraddizioni della crescita culturale ma, soprattutto economica, diversificata tra l’Est e l’Ovest. Da qui tutto il disagio di cui siamo a conoscenza e gli esodi massicci con le conseguenze per l’Europa che tutti conosciamo. La visione fronte/retro del muro e, per esteso, di ogni problema, pone in essere il progetto calandolo al centro di un dibattito culturale capace di vedere, soprattutto in una proiezione storica, sia le luci che le ombre.
the Absence of Art Finissage 29.01.2010 /19h /7pm 26 februar/february 26 marz/march- 11april/april Alexandra Fly Projekt Christmas Palm For your private Christmas Happening under your own Christmas tree anywhere in this world, the exhibition is also available in a home version: online with a complete blueprint for your own four walls.(Freies Museum Berlin) KünstlerInnen/Artists Marcin Kowalik (PL), Marek Firek (PL), Ania Koźbiel (PL), Adam Wsiołkowski (PL), Michael Zheng (CN), Gabriele Horndasch (DE), Bernd Petri (DE), Ward Shelley (USA), Julia Curyło (PL), Tomek Siwiński (PL), Kasia Szeszycka (PL), Stephan Kuethe (DE), Viktoria Korb (PL), Stina Wirfelt (GB), Ma Yongfeng (CN), Marzena Gregier (PL), Anna-Maria Karczmarska (PL), Bartek Żukowski (PL), Marek Olszyński (PL), Gruppo Sinestetico (IT), Gonçalo Franco (PT), Gigi Janchang (CN), Bartosz Kokosiński (PL), Michael Yuen (AUS), Anna Livia Löwendahl-Atomic (SWE), Claudio Rivera-Seguel (CAN), Susu Grunenberg (DE), Arek Kozak (PL), Piotrek Bujak (PL), Adam Gruba (PL), Przemysław Branas (PL), Justyna Górowska (PL), Zuzanna Gajos (PL), Benjamin Sabatier (FRA), Regine Spangenthal (DE), Natasha Kupova (BG), Anne Wölk (DE), Lauren Moffatt (AUS), Yuki Jungesblut (DE), Joanna Fluder, Dzikoń (PL), Tom Wennerberg, Eun Jin Namu, Tiny Domingos (FRA), Steffen Cyrus (DE), Agnieszka Fluder (PL), Nelson Loskamp (USA), Renate Schweizer (DE), Henry Hinterland, Piotrek Filipiuk (PL), Henrike Daum (DE), Camille Case (BEL), Claudia von Funcke (DE), Piotrek Korzeniowski (PL), Jiri Polak (CZ), Daniel Kingery (USA), Iwona Borkowska (PL), Bonaventure Soh (CMR), Anika Hoff (DE), Aurore Millet (FRA), Willi Tomes (DE), Angelik Riemer (DE),Reinhard Bock (DE), Jannis Markopoulos (GR), Dirk Sorge (DE), Rolf Ketan Tepe, André Wagner (DE), Guiditta Rustica (IT), Christian Sauer (DE), Daniel Ramirez, Juan Requena (ES), Ashley Russell, Charles Kissing (DE), Monica Barros, Miguel Michelsongs, Brisa Munoz, Miriam Jesacher (AUT), Yto Arandan, Janet Traub, Piotr Pauk (PL), R. Stark, M. Taxacher kommende ausstellungen/next upcomming exibition/event: 26 februar/february (The) Bloody Black RedRabbits MENSCHBAUMASCHINE Reduzierte Konzeptkunst fear the rabbit! 8-21 marz/march/sonderveranstalltung/special event Printemps des Poetes 26 marz/march- 11april/april Alexandra Fly Projekt mit freundlichen grüßen/ best regards Iwona Borkowska the Absence of Art Iwona Borkowska / Lucyna Viale Osloer Str. 105, 13357 Berlin www.absence-of-art.de info@absence-of-art.de www.koloniewedding.de
Mostra personale di: Salvatore Giunta “Tagli di luce e nuovi spazi” A cura di: Ivana D’Agostino Testi di Ivana D’Agostino e Mario Lunetta Via S. Francesco a Ripa, 69- Roma Giovedì 11 febbraio alle ore 18,00 si inaugura la mostra personale “ Tagli di luce e nuovi spazi ” del maestro Salvatore Giunta nella sede della Stamperia del Tevere, via S. Francesco a Ripa, 69 Roma La mostra è visitabile dall’11 febbraio al 22 febbraio 2010 con il seguente orario: dal lunedì al sabato 15,30 – 20,00 La mostra curata da Ivana D’Agostino, con testi di Ivana D’Agostino e Mario Lunetta, è allestita nei locali della Stamperia Tevere dove l’artista espone una cartella di incisioni “Tagli di luce”. Ed una serie di opere uniche su carta cotone formato 50 x 50 con interventi di: compressione, pittura ad acrilici, pastelli e collage. Giunta continua la sua indagine sul segno e sullo spazio attraverso una ridefinizione e una “rilettura” delle forme primarie. I segni ricavati sulla superficie del foglio (trattato come fosse a sbalzo) con ulteriori interventi a pastello, grafite e collage, creano sensazioni illusorie di mutamenti spaziali che fanno dire a Mario Lunetta essere “… stati mentali che si risolvono sul foglio in una varietà di stati percettivi regolati con una sobrietà e un’essenzialità di rara intelligenza.” Ivana D’Agostino sottolinea come “… la percezione dello spazio si costituisce attraverso spezzature, intervalli, tempi sospesi, equilibri e fughe: uno spazio astratto dotato di potenzialità dinamiche , percorso da un sotterraneo sottile andamento musicale interno …” www.stamperiadeltevere.it contatto : Frank Martinangeli tel. 339 7054404 info@stamperiadeltevere.it =============================================================================================
GALLERIAE BIBLIOTECAD’ARTESTUDIO 71 ViaV.zoFuxa n.9 – 90143Palermo Tel. 091 6372862 Studio71pa@tin.it–www.studio71.it Sarà inaugurata sabato 20 febbraio 2010 alle ore 18.00 presso la Galleria d’Arte Studio 71 di Via V.zo Fuxa n. 9 Palermo la mostra personale di Turi sottile dal titolo: TURI SOTTILE e i POETI “quando le parole danzano sulla pittura” (…) “Tutto accade intorno a me ma io inseguo parole e non mi accorgo di nulla e nulla mi interessa” (…) Questa frase della curatrice che accompagna la prefazione al testo in catalogo è significativa dei tempi che attraversiamo. Affidiamo giorno dopo giorno alle parole più che a fatti concreti i nostri atti, i nostri propositi e soprattutto il nostro futuro. La parola che ci è servita per comunicare oggi rischia di farci implodere. Certamente l’artista, nel fare la scelta contaminativa offrendo ai poeti i suoi lavori affinché potessero innestarvi: parole, frasi, versi e il qualche caso, elementi decorativi, frammenti di componenti pittorici perchè la poesia divenisse immediata evitando l’intercessione della conoscenza della parola, sapeva del rischio che avrebbe corso. Poeti e scrittori avrebbero in qualche caso, intervenendo con la parola, fatto sì che il visitatore captasse la parola per entrare nel merito dell’opera. Quindi la parola come mezzo per arrivare alla pittura ma anche la pittura per arrivare alla parola. Scrive Vinny Scorsone nel suo testo in catalogo: “(…) Parole e colori hanno danzato insieme, si sono scontrate ed incontrate con evanescenze e densi colpi di spatola e pennello. I colori si sono accostati costruendo solide strutture cromatiche e il pensiero ha tracciato la sua strada facendosi largo nelle profondità dell’anima. Un po’ poesia visiva, un po’ pittura solcata timorosamente dalle parole. Gli autori hanno affrontato la sfida e si sono accostati alla pittura di Turi Sottile ora, i poeti, in maniera riverente, cercando di non contaminare e di non farsi contaminare dalla pittura, girandole attorno, occupando lo spazio strettamente necessario, ora, i poeti-artisti, cercando lo scontro con la materia pittorica, impadronendosene rendendola parte inscindibile della produzione poetica. (…)” La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Maria Teresa Ciammaruconi e Vinny Scorsone ed è visitabile fino al 13 marzo 2010 orari dalle 17.00 alle 20.00 festivi esclusi. Palermo, 23/01/2010 Associazione Culturale Studio 71 Ufficio stampa e p.r. Mariella Calvaruso =============================================================================================
A A R T E S T U D I O I N V E R N I Z Z I MARIO NIGRO - DALLO SPAZIO TOTALE AI DIPINTI SATANICI Catalogo con saggi di Serge Lemoine e Francesca Pola Inaugurazione Giovedì 18 marzo 2010 ore 18.30 18 marzo - 6 maggio 2010 A ARTE STUDIO INVERNIZZI Via Domenico Scarlatti 12 20124 Milano Italy Tel. Fax 0039 02 29402855 info@aarteinvernizzi.it www. aarteinvernizzi.it da lunedì a venerdì 10-13 15-19 sabato su appuntamento La galleria A arte Studio Invernizzi inaugura giovedì 18 marzo una mostra personale di Mario Nigro dedicata a sedici opere di grandi dimensioni - per la prima volta riunite in uno spazio espositivo privato - dei cicli Spazio totale degli anni Sessanta, Ritratti e Dipinti Satanici della fine degli anni Ottanta. Mario Nigro (Pistoia 1917 - Livorno 1992) è stato un autentico protagonista dell’arte italiana del secondo dopoguerra e delle ricerche astratte internazionali per i caratteri innovativi della sua opera. Sulla base di una formazione scientifica (si laurea all’Università di Pisa, prima in chimica e poi in farmacia) e musicale (suona violino e pianoforte) sviluppa un linguaggio radicale che, pur rimanendo all’interno di una costruzione formale assolutamente astratta e dettata da regole ritmico-musicali, come la ripetizione e la variazione, veicola un contenuto fortemente drammatico e carico di intensità che scardina i precetti costruttivisti nei quali affonda le proprie radici per farsi espressione di una ricerca in dialettica tensione. Le strutture ritmate, alla base dell’opera di Nigro, sono superfici, linee, intrecci, sequenze di segni e di colori che si sommano e si sottraggono in energica, musicale armonia. Nello spazio espositivo al piano superiore saranno presentati lavori in cui Nigro - riprendendo i dipinti dello Spazio totale degli anni ’50 e ampliandone le dimensioni - articola le sagomature attraverso l’adozione di una modularità seriale portandoli ad una tridimensionalità in cui viene coinvolto l’ambiente. L’opera "Dallo spazio totale 1954: serie di 12 rombi continui a progressioni ritmiche simultanee alternate opposte" del 1965 - presentata anche nella sala personale dedicatagli alla Biennale di Venezia del 1968 - occupa l’intera parete di sinistra con i suoi 7 metri di lunghezza ed è costituita dalla progressione orizzontale di 12 elementi quadrati in legno dipinto, ruotati diagonalmente, su ciascuno dei quali è rappresentata una strutturazione opposta. Del medesimo ciclo verrà inoltre presentato "Dallo spazio totale: componibile in 7 pezzi in contrasto simultaneo di progressioni ritmiche", realizzato nel 1965, e denominato spesso dall’artista "Totem" - opera centrale nella definizione di questo percorso in quanto sposta sul piano tridimensionale la problematica della strutturazione oppositiva, dal piano ancora prevalentemente ottico a quello plastico. Nelle altre sale del piano superiore verranno presentati anche sei dipinti del ciclo dello Spazio totale dove le trame occupano la totalità del campo pittorico e dinamici contrasti, attraversando la superficie, orchestrano ritmi musicali. Tra i due piani della galleria verrà esposto "Dallo spazio totale: progressioni ritmiche simultanee opposte", del 1966, lavoro costituito da una trasposizione di griglie ottiche virtuali, proprie delle opere su tela, in due reticoli prospettici opposti in legno dipinto in rosso. Nella sala sottostante saranno esposte grandi dipinti del 1988 appartenenti al ciclo dei Ritratti - tra cui le opere "Agamennone", "Euripide", e "Ritratto di un dipinto" - in cui Nigro dipinge un motivo centrale libero dal supporto dove la pittura esprime il proprio ardore e la propria forza, prepotente ed implacabile. Nei lavori esposti appartenenti alla serie dei Dipinti satanici - tra cui "Lotta", "Libertà", "Rivoluzione" - la pittura di Nigro esplode in energiche pennellate cromatiche e in un lineare susseguirsi di ardenti macchie di colore che vanno a costituire il vertice espressivo della sua musicale sintesi pittorica. In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con saggi introduttivi di Serge Lemoine e Francesca Pola, contenente la riproduzione delle opere esposte, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.
Rassegna dei Manifesti Storici d’arte del Carnevale di Massafra Nicola Andreace: Linguaggio Grafico e Comunicazione Visiva” Presentazione: Prof.Cosimo D.Fonseca, Accademico dei Lincei Luogo Massafra-Aula Magna “Palma Cito”Liceo Statale “De Ruggieri” Via Carducci,100 Data 12 febbraio 2010, ore 18,30 apertura; 20 febbraio 2010 chiusura Organizzazione Liceo Statale “De Ruggieri” /Segmenti D’Arte – Massafra- Coordinatore Prof. Stefano Milda, Dirigente Scolastico del Liceo “De Ruggieri” Il Prof Stefano Milda, Dirigente Scolastico del Liceo “De Ruggirei” nel Catalogo della Rassegna “Linguaggio Grafico e Comunicazione visiva,/ 2010” scrive: Poiché ” … il Carnevale di Massafra è considerato uno dei più importanti e festosi della Puglia e le relative tradizioni sono molteplici ed estese in tutti i campi della vita pubblica e privata, così innate nei massafresi, che un antico detto popolare recita: ”Pasqua e Natale dove ti trovi, Carnevale fallo a casa tua! “, ci è sembrato doveroso ripercorrerei momenti più importanti, attraverso lo strumento del linguaggio grafico e della comunicazione visiva. Per questo abbiamo chiesto al Maestro Nicola Andreace di poter esporre nella nostra scuola i manifesti storici d’arte del Carnevale di Massafra, di cui egli è autore di indiscusso valore e nei quali – come afferma il critico Angelo Lippo – l’artista “rinnova il contatto con la realtà”, rendendoli così “documenti, emblemi istituzionalizzati della cultura jonica, dai quali non è possibile prescindere”. La presentazione di questa Rassegna di manifesti avrà, come testimonial d’eccezione, il Prof. Mons. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei e come ospiti d’onore i Dirigenti scolastici, Docenti e alunni di sette Istituti scolastici europei: la Vyturio Secondary School di Panevežys (Lituania), il Gimnazjum nr. 18 di Katowice (Polonia), l’Agrupamento vertical de escolas de Pico de Regalandos di Vila Verde Braga (Portogallo), il Grup Scolar Industrial “I.L. Caragiale” di Moreni (Romania), la Ieso Belerma c/ Principe de Asturia di Ossa de Montiel Castilla-La Mancha (Spagna), il Sukromne Sportive Gymnazium di Elba Smetanova (Slovacchia), ed il Mareşal Çakmak Anadalu Öğretmen Lisesi di Ĭnönü Mahallesi (Turchia), co-partner del nostro Liceo nel progetto multilaterale Comenius “Diversity in our Common European Home”, che offre a tutta la nostra comunità l’opportunità di conoscere le diverse culture dell’Europa e di far conoscere all’Europa le nostre tradizioni gastronomiche, musicali e folkloristiche. La Rassegna dei Manifesti del Maestro Andreace rappresenta in maniera perfetta la documentazione che consegniamo all’attenzione dei nostri partner europei, perché sappiano apprezzare il nostro folklore carnascialesco, che, come quello di tutti i popoli indo-europei, segna il lungo passaggio “invernale” verso il rinnovamento del cosmo simboleggiato dalla primavera”. Il Prof. Andreace, rispondendo all’invito, ha messo a disposizione del Liceo “De Ruggirei” l’intera collezione dei suoi Manifesti inventariati e conservati presso “Segmenti d’arte”, Galleria, Centro studi, ricerche e documentazione di Massafra e , per l’occasione, ha realizzato un poster, che oltre ai dati divulgativi dell’evento, sistemati in maniera armonica nella composizione grafica, accanto al Manifesto ufficiale del “57° Carnevale di Massafra”, da lui realizzato e così commentato ” A Massafra, Carnevale è creatività, labirinto di sogni e desideri, metafora vitale di rivalità, coinvolgimento sociale, fermento di musica, luci, colori, magia spettacolare”, in verticale, simbolo del desiderio del nostro Carnevale di volare alto e diffondersi oltre i nostri confini, ha posizionato in tre riquadri tre sue creazioni grafiche: 1) il manifesto per il 21° Carnevale Massafrese del 1973, dove “una maschera stupita e rinfrancata, s’inchina a salutare l’arrivo della Manifestazione, messa in forse dai cambiamenti e dalle discordanti situazioni politiche”, mentre le linee orizzontali e parallele metaforicamente“sollecitano a superare i personalismi e a ricordare che le operazioni culturali dal passato devono procedere verso il futuro per il generale progresso civile; 2) il manifesto del 53° Carnevale massafrese del 2006, così da lui spiegato:”Le Maschere, ballando al vorticoso ritmo della “pizzica”, cantano il piccolo grande universo del centro storico con le sue tradizioni, sapori e saperi, e ci invitano ad operare con umiltà e rispetto degli altri, perché gli uomini tornano nel nulla e le opere continuano a raccontare”; 3) l’immagine di “Lu Pagghiùsë, una delle due maschere ufficiali del Carnevale di Massafra, magia dello Jonio, creata da lui dopo aver constatato che le diverse Città italiane hanno come simbolo del Carnevale un’immagine, consolidata nel tempo, la quale, rispecchiando la peculiarità caratteriale della propria gente nella loro zona, è facilmente decifrata dovunque. Sul loro esempio, Andreace progettò un logo per la Maschera del Carnevale di Massafra che sintetizzasse storia, folclore e cultura, ironia e amore per la propria terra e che, trascendendo la cronaca, potesse essere facilmente individuata e riconosciuta da tutti. Poiché nel nostro territorio, zona dell’arco ionico, gli abitanti di ogni cittadina sono configurati da sempre in un modo specifico: il tarantino è panariedde, il martinese faluòteche, il mottolese capetuoste, il palagianese buttatizze, il massafrese pagghiùsë, Andreace s’ispirò al nomignolo pagghìùse, attribuito dalla tradizione , solo e unicamente al massafrese, perché s’infiamma di colpo per ogni iniziativa, si emoziona con passionalità, ma poi brucia subito tutto come fuoco di paglia. “Lu pagghìùse” pensò, poteva simboleggiare e rappresentare la Maschera del Carnevale di Massafra. Il soprannome scherzoso, sottolineando l’estroversità caratteriale del massafrese, ne indica anche la sua elasticità, la sua capacità di accondiscendenza, e, soprattutto, di accoglienza, dopo la sua iniziale inflessibilità. La Maschera ”Lu Pagghiuse”, dall’aspetto, un po’ menestrello, un po’giullare, un po’ contadino, con il suo copricapo azzurro di lana, la banda di cuoio, il fascione rosso in vita, il mantello marrone, i braccialetti con campanellini alle caviglie e la collana al collo, si presenta, come incarnazione della tradizione con gli elementi delle radici ancestrali della civiltà contadina (bisaccia e cupa-cupa), come manifestazione della trasformazione (cavigliere e collana), come identità della Città con la sua voglia di travestimento, di allegria, di condivisione, di miglioramento. ”Lu Pagghiuse”, con il suo carattere aperto ed ospitale, accoglie tutti a braccia aperte e li invita alla baldoria corale. La maschera così diventa emblema della condizione umana, espressione della sua evoluzione e delle sue attese per una rinnovata migliore realtà, specchio del Carnevale che cresce. =============================================================================================
Nell'era di Internet, di You Tube, dei Social Network, si affacciano nuove possibilità espressive da parte di poeti, artisti e creativi che, aggiungendo a penne, pennelli e colori, gli strumenti del PC e della Rete rievocano i significati intramontabili dell'arte. Dopo la pubblicazione di Sexfiori (videoclip di alto Eros floreale, con le notevoli immagini fotografiche di Mariagrazia Semeraro e le atmosfere musicali fusion di Simona Armenise) (http://www.youtube.com/watch?v=Yri9L6QVEFY&feature=player_embedded) la webcommunity Anforah promuove (su You Tube e Facebook) due recentissime clip-poesie Chrònos e Cerchio Magico (ultima versione) dell'artista Fedele Boffoli (http://www.youtube.com/watch?v=L0vaoeIkd-E&feature=player_embedded - http://www.youtube.com/watch?v=xLRu-JTgUN8&feature=player_embedded) che, valorizzando nel video l'uso e il senso della parola scritta, rilanciano complessivamente, in internet, il valore universale di una poetica, fatta di immagini, suoni e linguaggi. A queste nuove proposte la webgalleria d'arte e poesia Anforah aggiunge anche altre novità di video-poesia-documento: Amianto? No thank You? (sulla compagna inormativa contro l'Amianto: http://www.youtube.com:80/watch?v=0xnUX29D_eE) e la Via, in risposta alla Lettera di Giovanni Paolo II agli Artisti (in preparazione) legata all'omonimo progetto (http://www.anforah.artenetwork.net/lavia/lavia.htm) e di cui si preannuncia, in breve tempo, la pubblicazione.
Fedele Boffoli (anche in Facebook)
info@fedeleboffoli.it
www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm
www.Anforah.Artenetwork.net
Bari - Trieste - tel. 338-2246495
IL GRAFFIALISMO, UNA NUOVA DEFINIZIONE ENCICLOPEDICA I Graffi di Antonella Magliozzi Il Graffialismo nasce in Italia agli inizi del XXI secolo, precisamente a Gaeta in provincia di Latina, nel solco e come evoluzione dell'Astrattismo-informale di Pollock, Riopelle e Hartung, dando libero sfogo al "gesto" ed alle sue innumerevoli peculiarità, in un momento storico povero di nuovi fermenti artistici innovativi, opponendosi con forza a stereotipi ed a falsi miti che inneggiano sostanzialmente al materialismo-utilitarismo dilagante nella società, ormai assuefatta a logiche egoistiche, antiambientaliste, e qualunquiste. Per questo i "Graffialisti" si prefiggono - come obiettivo principale della loro produzione artistica e filosofica - l'analisi e la conseguente critica schietta ed emancipata delle problematiche etico-morali che affliggono la società contemporanea, la politica e - più in generale - il "comune modo di pensare" dell'Uomo del XXI secolo, auspicando un modus vivendi et operandi dell'intera popolazione mondiale (a partire dalla classe "governante") finalizzato ad un sempre maggiore e crescente rispetto della natura, del prossimo, del vivere insieme, dei sentimenti nobili come l'amore, l'amicizia, la fiducia, la solidarietà, ciò affinchè sia tutelata la salute dell'intero pianeta e dell'Uomo che lo co-abita: una responsabilizzazione di ogni singolo individuo, che deve sentirsi "parte attiva" di un sistema mondiale ormai squilibrato e condannato al fallimento certo, ma ciò nonostante salvabile mediante il consapevole aiuto di tutti che, "graffiando via" energicamente il male, la corruzione, le ingiustizie e le immoralità, riporta alla luce le bellezze solamente (ma per troppo tempo!) nascoste - come si fa per uno splendido affresco logorato dal tempo e dall'inquinamento. "Il Graffialismo", dunque, vede la vita come un'armoniosa danza in cui tutti sono protagonisti, tutti sono elementi essenziali per la riuscita dello spettacolo, rinnegando con forza gli "antivalori" che snaturano l'Uomo nella sua essenza: sono "Graffi" dettati giammai dalla rabbia, ma piuttosto dalla gioia di vivere e dalla purezza d'animo verso cui l'Uomo deve sempre tendere. "Il Graffialismo", inteso come una filosofia di vita, professa il rispetto dell'Uomo e dell'Ambiente rendendo compartecipi tutti gli esseri animati ed inanimati, riprendendo un concetto di armonia metafisica precostituita in cui l'Uomo non può e non deve intervenire per scopi egoistici. Il "Graffialismo" deriva dall'etimologia greca "graphòs" che significa scrittura, e dalla parola di origine latina "alma", ovvero l'anima (rectius: che nutre, che fa crescere). Quanto agli elementi di novità del metodo pittorico, esso si distingue dall'Astrattismo poiché predilige i c.d. "Graffi" di colore, realizzati mediante tecniche non usuali che creano effetti cromatici insoliti ed accattivanti. Consiste, in buona sostanza, nell'apologia del segno, manifestandosi in forma radiante al pari di una pura cascata cromatica. I c.d. "Graffi" si presentano sottoforma di traiettorie emozionali dalla direzione univoca che si espleta come un viaggio dell'inconscio - partendo da un fulcro centrale, da intendersi il "cuore" dell'artista e dei suoi sentimenti interiori - ad un'esternazione visiva che diviene destinazione universale di comunicazione con l'altro. Questa tecnica è impiegata sistematicamente al fine di valorizzare l'espressione creativa ed amplificare il "pathos" dell'opera d'arte. Sono colori in movimento, tutti intimamente collegati tra loro, che convogliano sulla tela in sincronia ed armonia - una sinergia cromatica - che slanciano la fisionomia dell'opera, portando con sé l'osservatore che così si abbandona ai suoi più intimi pensieri ed emozioni. Tale neologismo è stato utilizzato per la prima volta nell'anno 2009, in occasione della Mostra Personale di Pittura di Antonella Magliozzi, tenutasi presso il Museo Diocesano di Gaeta(LT).""" GRAFFIALISM - English version Graffialism [from Greek graphòs, writing, and Latin alma, soul - but also referring to Italian graffiare, to scratch something away] was first used in 2009, on the occasion of the first personal exposition of Italian painter Antonella Magliozzi, in Gaeta (Italy), at the Museo Diocesano. Graffialism, founded in Italy in the first decade of the 21st century, followed the tradition of Informal Abstractism (Pollock, Riopelle and Hartung). The creative act flows freely and expresses its inner explosive power, in a sharp contrast to modern society, its utilitarianism and its materialism: the idea of "scratching away" evil, corruption, immorality and injustice, bringing beauty back to the surface. It is an artistic movement and an aesthetic philosophy that aims for the analysis and critique of moral and ethic issues of contemporary society by emphasizing common sense, worship of nature, tolerance and respect towards the others, values as love, friendship, trust, philanthropy. XXI century man would therefore be naturally led to be responsible and active in the global system, the whole mankind should feel involved in the harmonious dance of Life, with no exception: purity and awe should lead man in his journey in the marvellous spectacle of the World and, therefore, the pre-existing metaphysical harmony be preserved so that Man might really participate to the Whole around Him, abandoning any selfish attitudes. Info: 3333015599 - 3407259725 - 07711830029 antonella.magliozzi@libero.it - graffialismo@libero.it Sito: http://www.facebook.com/topic.php?topic=18293&uid=235916766472#/group.php?gid=235916766472&ref=mf Ufficio Stampa: Sabrina Falzone info@sabrinafalzone.info www.sabrinafalzone.info
Priska C. Juschka Fine Art is pleased to present re: The Mirrored Veil, Jenna Gribbon’s second solo exhibition at the gallery, a collection of meticulously and delicately constructed paintings–engaging the viewer in a revealing dichotomy between the Apollonian ideal and the Dionysian struggle, between the Imaginary and the Real. re: The Mirrored Veil illuminates the moment of the split between the reflected wholeness of the external body–as in Lacan’s Mirror Stage–and the real, internal, fragmented nature of the individual experience.
At first sight, Gribbon’s works startle with visual riddles–seemingly open and inconclusive narratives, interwoven with letters and symbols–propelling their audience into a world of phantasmagories and ambiguity. Their titles, Idyll vs. the World, Allegory of Painting as Humpty Dumpty, Still Life with Tome and Time, and Unicursal, point to a state of prosopagnosia, a cognitive disorder–leaving the individual in a mental state of peripheral, intuitive recognition.
As ‘veiling’ or ‘glossing over’ becomes an integral part of concealing the truth–Idyll vs. the World, portrays an idyll landscape draped by a painted black curtain on its right–it also refers to the duplicity of covering up while simultaneously unveiling what lies beneath or beyond. According to Saussure, whereas a sign is composed of the signifier and the signified, Gribbon’s foremost ‘symbolic’ use of the medium painting becomes more than an obvious representation (signifier) of an object’s primarily assumed meaning (signified)–applying a dyadic system in her practice and conjuring multiple levels of interpretation. Gribbon’s painting Unicursal depicts the back of a person with a long braid, suggesting a young woman, wearing a sweater inscribed with multiple patterns of straight edges meeting at four vertices. The real becomes that which resists representation–what is pre-mirror, pre-imaginary, pre-symbolic and cannot be symbolized, and, ultimately, loses its ‘reality’ once it is signified. Using symbols in visual language with application of paint, Gribbon leads us into a terrain of archetypal imagery, seductive cryptograms and a constantly revolving enigmatic world.
Jenna Gribbon was born in Knoxville, TN and currently lives and works in Brooklyn, NY. Her work has been the subject of several solo and group exhibitions in the U.S. and abroad, including shows at the Georgia Museum of Contemporary Art in Atlanta, GA; the National Academy Museum & School of Fine Arts in New York, NY; Kunsthalle Emden in Emden, Germany; the Finnish Academy of Fine Arts in Helsinki, Finland; and most recently, at the National Arts Club in New York, NY. She was also commissioned to paint three works for Sofia Coppola’s film, Marie Antoinette, which premiered at the New York Film Festival in 2006.
For more information on Jenna Gribbon, click here.
GALLERY HOURS: Tuesday – Saturday, 11 AM – 6 PM or by appointment.
You can find daily updates of the gallery news at www.priskajuschkafineart.com.
Biblioteca Chiesa Rossa - via s. D. Savio, 3 - Milano Mercoledì 10 febbraio alle ore 18,00 incontro con: Giovanni Porzio, inviato speciale in Medio Oriente, Africa, Asia e Balcani, nei suoi reportage di viaggio mostra che: “Guerra e informazione sono un binomio conflittuale e difficile” In “Cronache dalle terre di nessuno” dal Rwanda scrive “... La mattanza, nei commenti dei giornali, veniva genericamente attribuita alla “follia omicida” di bande coinvolte in un irrazionale “conflitto interetnico”…Quasi mai riusciva ad emergere il dato essenziale: e cioè che si trattava di uno sterminio pianificato, organizzato e politicamente motivato. Le immagini televisive puntano a suscitare nell’opinione pubblica il riflesso emotivo della “compassione senza comprensione…” e con Franco Massaro, giornalista, collaboratore di Renè Girard e Giuseppe Fornari, con le più diverse esperienze professionali, : “ Come e perché nasce la violenza? è insita nell’uomo o nella sua cultura? quale cultura? E’ possibile una società senza la violenza?” Franco Massaro Laurea - Collaborazioni Magistero in scienze religiose (Milano) Collaborazioni con Renè Girare (Stanford - CA) Collaborazioni con Giuseppe Fornari (Un. Di Bergamo) Collaborazioni con Iari-Gabriel Marino (Un. Di Parma) Direttore di giornale - Iscrito all’albo giornalisti della Lombardia (Milano) Esperienze professionali Co-proprietario di una libreria (Roma) Co-proprietario della rivista satirica “IL MALE” (Roma) Mercante d’arte (Italia) Proprietario di un ristorante (Roma) Marinaio (Nord America - Egitto) Carabiniere (Roma) Scuola di equitazione (Roma) Barman (S.Michele di Pagana - Golfo del Tigullio) RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO (Milano - Roma - Perugina) Esperienze molteplici in altri campi professionali Insegnante all’ITC “Bernini” (Melegnano) Insegnante all’IPSSC “Oriani-Mazzini” (Milano) Esperienze spirituali Spiritualità di clausura - due anni (Chiavari) Quattro anni di convento (Svizzera - Roma) Percorso personale =============================================================================================
Presentazione del libro: Signum Magnum Perché la Madonna vuole apparire kitsch? di Tito Amodei Giovedì 18 febbraio 2010 Ore 17:30 galleria Sala 1 “Esisteva la grande Madre di Dio, ora abbiamo la Madonnina”: la frase che apre il libro di Tito Amodei non può essere più diretta. Il kitsch è approdato anche nell’arte religiosa e i simboli spirituali sono diventati oggetti di consumo prodotti in massa. Attraverso un percorso storico delle più belle rappresentazioni della Madonna, questo saggio si prefigge lo scopo di far comprendere ai lettori come gli uomini si siano sempre sforzati di rappresentare la sacralità di questa figura troppo spesso però tralasciandone il senso metafisico più profondo e riducendola a simulacro. Il volume presenta un percorso storico, da Matisse a Murillo, da Tiziano a Giotto, da Michelangelo agli affreschi delle catacombe romane, in cui ogni opera viene accompagnata da un commento dell’autore. Giuseppe Appella (relatore), Mariano Apa, Carlo Fabrizio Carli e Vitaliano Tiberia introdurranno a Signum Magnum. Perché la Madonna vuole apparire kitsch?, volume che ribadisce la lunga battaglia culturale iniziata e portata avanti da Tito Amodei su questo argomento e che torva corrispondenza anche nell’attività di Sala 1, attualmente sede della mostra Nuove Chiese Italiane 5: architetti e artisti contemporanei riflettono sul ruolo e sul significato dell’arte religiosa di oggi. Per contatti: 06 7008691 Sala 1 centro internazionale d’arte contemporanea Piazza di Porta San Giovanni 10 00185 Roma – Italia T: 0039 06 7008691 F: 0039 06 7008691 e-mail: salauno@salauno.com www.salauno.com =============================================================================================
ROMA, VENERDÌ 12 FEBBRAIO 2010. CAMERA DEI DEPUTATI: SEMINARIO SUL TEMA "POESIA E SPIRITUALITÀ" NELL'AMBITO DELLA RASSEGNA "INEDITI IN BIBLIOTECA" A CURA DI MARIA LUISA SPAZIANI. Venerdì 12 febbraio 2010, nella prestigiosa Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto presso la Camera dei Deputati, si svolgerà un seminario sul tema "Poesia e spiritualità" con la partecipazione di Maria Luisa Spaziani, Donatella Bisutti e Marco Guzzi. Ingresso: Via del Seminario 76 - Roma, dalle ore 16:30. Inizio: ore 17:00. Per accedere alla Camera dei Deputati è necessario un documento d'identità. Il seminario si svolge nell'ambito della rassegna "Inediti in Biblioteca", con l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Patrocinio del Senato, della Camera dei Deputati e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. La rassegna per l'anno 2009-2010 è composta da un ciclo di sei seminari organizzati dalla Universitas Montaliana di Poesia di Maria Luisa Spaziani con la collaborazione dell'On. Stefano Caldoro, membro della VII Commissione Cultura della Camera. Ufficio Stampa Francesco Comellini: 3490083494 Organizzazione Ufficio On. Stefano Caldoro 066760.1 Attendiamo tutti gli amici appassionati frequentatori della rassegna! Gruppo Cultura Italia - Universitas Montaliana di Poesia Autorionline. net Community d'Arte e Cultura =============================================================================================
Giovanni Gaggia maicol e mirco Gabriele Silvi Rita Soccio Rita Vitali Rosati Marche Centro d'Arte Testo e cura Dario Ciferri L’inaugurazione si terrà domenica 21 febbraio alle 18:00 La mostra termina il 21 marzo La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica Dopo il successo della collettiva con Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 21 febbraio alle 18.00 presenta il secondo appuntamento di Marche Centro d’Arte. Gli artisti che partecipano al secondo appuntamento sono: Giovanni Gaggia, maicol e mirco, Gabriele Silvi, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. La cura e il testo critico della collettiva sono di Dario Ciferri. Marche Centro d’Arte è un progetto che rientra nella rassegna Non lo so e non lo voglio sapere ed è un mini ciclo di tre mostre che la Galleria Marconi dedica ai fermenti artistici marchigiani, presentato già lo scorso anno, è stato riproposto dopo il successo riscosso. Marche Centro d’Arte vuole dare voce e spazio a un territorio che presenta al suo interno una pluralità di prospettive, idee e linguaggi e che ha fatto di questa sua pluralità un punto di forza e distinzione. “La contemporaneità è un punto fermo che ogni artista deve affrontare e tenere presente nel proprio lavoro, sia che ne parli o che la rigetti. Marche Centro d’Arte parte da un luogo ben definito, un territorio, per allargarsi a qualcosa di più ampio, una riflessione sul nostro tempo e sul senso dell’uomo in esso. Giovanni Gaggia prende e maneggia il cuore dell’uomo, non lo manipola ma lo rende reale sulla tela in un percorso di scoperta dell’essere umano, della sua energia, della sua intimità e del suo spirito. Una natura che si è persa, straniata e straniante, un mondo buffo e allucinato ci appare con lucida ironia nelle opere di maicol e mirco. Una follia che non è il nostro mondo, ma non si discosta poi molto dalle nostre paure. Nelle opere di Gabriele Silvi tutto è filtrato attraverso il gioco, un gioco che però mostra sempre un meccanismo spezzato, come se nel divertimento qualcosa fosse andato storto e adesso fosse fuori controllo. La pubblicità detta ormai i ritmi della nostra vita, gli impone tempi e valori, Rita Soccio attraverso l’uso dei brand pubblicitari stravolge il senso dei prodotti e veicola nuovi messaggi che parlano alla coscienza di tutti. Il dolore, il senso di mancanza, una sofferenza che accompagna e accomuna ogni essere umano, Rita Vitali Rosati guarda all’animo umano e ci racconta i traumi, piccoli e grandi che si trovano in ciascuno di noi”. (Dario Ciferri) Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche? Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza. Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa. Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre? La risposta in fondo è già nel titolo After the successful exposition with Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba and Ivana Spinelli, Marconi Gallery of Cupra Marittima presents the second appointment of Marche Centro d'Arte on Sunday 21th February at 6.00 p.m.. The artists taking part to the second appointment are: Giovanni Gaggia, maicol & mirco, Gabriele Silvi, Rita Soccio and Rita Vitali Rosati. Critical text by Dario Ciferri, who is the curator too. Marche Centro d'Arte is a project part of I don't know and I don't want to know. It is a programme of three expositions dedicated to the artistic Marche tturmoils. It has been proposed again after the success of last year. Marche Centro d'Arte aims to give evidence to a territory that presents a varietyof prospects, ideas and languages and it has turned this variety into an aspect of strenght and distinction. “Contemporaneity is an important aspect which every artist must face and consider in his own work, either he accepts or refuses it. Marche Centro d'Arte starts from a well defined place, an area and it spreads out to something wider, a kind of reflection about the present time and about the sense of man inside it. Giovanni Gaggia takes and touches the man's heart, he doesn't manipulate it but makes it real on the canvas, trying to know the human being, his energy, his inwardness and his soul. A lost, alianated and alienating nature, a funny and hallucinated world comes into our sight with clear irony in the works by maicol and mirco. A kind of madness that isn't of our world, but which isn't too far from our fears. Everything is sifted through the game in the works by Gabriele Silvi,. but it's a game showing always a broken mechanism, as if something was wrong in the amusement and now it was out of control. Advertising now dictates all the rythms of our life and imposes times and values, Rita Soccio changes the sense of the product through ads and gives new messages to our consciousness. Sorrow, sense of lack, a common suffering that goes together with every human being, Rita Vitali Rosati looks into the human soul and tells us the small and big shocks which are inside each one of us.” (Dario Ciferri) I don't know and I don't want to know isn't just an answer, it's also a provocation, an attitude and, after all, a kind of agnosticism, that about art we could say cultural. It is a way to face the great questions about mankind: where do we come from? Where do we go? Why sorrow? Why baked potatoes are never enough? An answer which is often convenient, sometimes upsetting. It expresses the will of ignorance, that is very far from the Socratic statement following which, the real wise man is the one who knows he doesn't know. There isn't any will for knowledge, no curiosity, only detachment and indifference. This sentence is often made in front of an art proposal and it hurts a little. The one who says it may seem a bit out of the time, but he really is often one of the not too much silent majority. It would now be legitimate to answer the question: why such a title for a program of expositions? The answer is already in the title, after all. scheda tecnica/technical card curatore/curator by Dario Ciferri testo critico/art critic by Dario Ciferri traduzione di/translation by Patrizia Isidori relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca fotografia/photography Marco Biancucci© riprese video/video shooting Stefano Abbadini allestimenti/preparation Marco Croci progetto grafico/graphic project maicol e mirco webmaster dal 21 febbraio al 21 marzo from 21th february to 21th march orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20 opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m. Galleria Marconi di Franco Marconi C.so Vittorio Emanuele, 70 63012 Cupra Marittima (AP) tel 0735778703 e-mail galmarconi@siscom.it web www.siscom.it/marconi =============================================================================================
via Andrea Solari, 35 - 20144 Milano - giovedi 18 ore 21 CTalks Tommaso Trini CINQUE PEZZI FACILI di Amalia DelPonte In questi brevi video ho cercato di restituire alcuni momenti colti, in una forma leggera e leggermente ironica e di aver reso, in piccola parte, quel senso che gli indiani trovarono nella parola rasa. Per il pensiero indiano l'elemento essenziale di ogni opera d'arte, sia opera plastica, pittorica od un poema, e' quello che gia' Bharata (V sec. d.C.) definisce rasa. Nei secoli sucessivi in mezzo a tante sottigliezze, il teorico Anandavardhana dice che ne rappresenta il profumo caratteristico. Il rasa (parola difficile da tradurre) è uno stato emotivo dominante nella poesia, capace di farci immergere in una emozione estetica che solleva a quella beatitudine che e' uno dei caratteri della coscienza cosmica, ipotizzata in Siva, che noi stessi siamo. La coscienza estetica non ha fine alcuno fuori di se stessa ed e' quindi autosufficiente, disinteressata (alaukika) e si conclude in se stessa. vi aspetto amalia www.amaliadelponte.net mail@amaliadelponte.net =============================================================================================
GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE STUDIO 71 Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo Tel. 091 6372862 Studio71pa@tin.it – www.studio71.it Venerdì 19 febbraio 2010 alle ore 17.30 presso la galleria Studio 71 di Via Fuxa n. 9 Palermo sarà presentato da Aldo Gerbino e Vinny Scorsone il libro di Elisabetta Carta: Cuore di Scimmia Il libro è una omaggio al padre Sebastiano Carta, nato a Priolo nel 1913 e morto a Roma nel 1973. Artista poliedrico fu poeta e pittore futurista. Amico di Filippo Tommaso Marinetti e Cesare Zavattini. Nel 1944 a Roma fonda la “Casa Rossa” che presto diventa un punto di riferimento culturale con protagonisti quali lo stesso Zavattini, Giuseppe Ungaretti, Sibilla Aleramo, Giuseppe Mazzullo, Achille Perilli e molti altri. In questi ultimi anni sull’opera di Sebastiano Carta sono state realizzate alcune mostre importanti a Palermo, Monreale e Taormina, nonché una giornata di studi sulla sua attività di poeta (ha pubblicato sette libri di poesie) in occasione di una tesi di laurea presentata a Siracusa. Il volume, attraverso le esperienze di una bambina che diventa donna, narra le vicissitudini di un grande artista e della sua famiglia, fra Roma e la Sicilia, dagli anni Quaranta ai nostri giorni. Elisabetta Carta è un’apprezzata attrice teatrale che ha lavorato sotto la guida di registi quali Luigi Squarzina e Gabriele Lavia. Ha interpretato numerosi sceneggiasti televisivi e radiofonici e nel cinema, con il film “L’amore probabilmente” di Bertolucci, ha partecipato nel 2001 alla mostra cinematografica di Venezia. Il libro edito dalle ed. Il Foglio contiene un’introduzione di Walter Pedullà e disegni di Sebastiano Carta. Palermo, 14 febbraio 2010 Studio 71 Palermo add. stampa e p.r. Mariella Calvaruso =============================================================================================
FACTORY-ART gallery Mommsenstraße, 27 Charlottenburg 10629 BERLIN +49.(0)30.31809794 www.factory-art.com , info@factory-art.com RENATO MENEGHETTI VEDERE OLTRE 03/13 05/08 2010 X-RAYS LOOKING BEYOND WORKS 2000-2009 FACTORY ART GALLERY is pleased to invite you to the opening of the exhibition on Saturday, 13th March 2010 at 6 pm at our quarters Mommsenstrasse 27 Charlottenburg 10629 BERLIN Renato Meneghetti will be present a CD Catalogue with texts of Achille Bonito Oliva, Gillo Dorfles, Pierre Restany, Laurence A. Rickels, Erich Steingräber is free gift with the gallery compliments FACTORY ART GALLERY Laden Sie herzlich zur Außtellungseröffnung am Samstag, 13 Marz 2010 um 18.00 Uhr in den Räumen der quarters Mommsenstraße 27 Charlottenburg 10629 BERLIN
Sexfiori Dopo la performance dello scorso anno, il giorno del solstizio d'estate, nel Parco di Miramare a Trieste; giovedì 18.2 si terrà , alle ore 20.30, presso l'Osmiza Fabec Franc, località Malchina 48/a - Duino Aurisina (Trieste), l'inaugurazione, a cura di Fedele Boffoli, di un nuovo evento d'arte con le fotogigantografie floreali, della serie Sexfiori, di Mariagrazia Semeraro (artista triestina con origini friulane e pugliesi). L'esposizione, visibile anche in internet all'indirizzo http://www.anforah.artenetwork.net/artefiori/artefiori.htm , e organizzata per far emergere le fondamentali relazioni esistenti tra Arte e Natura, si protrarrà fino a domenica 7 marzo, con orario 10-24. Dell'Eros floreale di Mariagrazia Semeraro hanno parlato in moltissimi. Nel sito web de La Repubblica.it è presente una sua intera galleria d'immagini (http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/sesso-fiori/1.html), come anche il calendario di poesia e fotografia "Sexfiori" per l'anno 2009 (http://www.repubblica.it/2008/11/calendari/arte/sex-fiori/sex-fiori/1.html). In Puglia, Terlizzi - città dei fiori - ha ospitato una sua notevole personale, presso l'ex Chiostro delle Clarisse. Altre sue apprezzatissime mostre sono state realizzate a Trieste (storico Caffè Liberty) e in luogo del Festival Internazionale Trieste Poesia (con interessamenti di RAI1)e nelle splendide e antiche Trani (BAT) e Giovinazzo (BA). Della sensualità delle sue opere hanno scritto Luigi Carcone (personaggio televisivo esperto in botanica) e molti artisti e critici (G. Atzori, A. Davoli, E. Di Vita, G. Labellarte, F. Mignacca, M. Morva...). In campo musicale la compositrice Simona Armenise le ha dedicato, recentemente, la colonna sonora per il videoclip Sexfiori in Fusion http://www.youtube.com/watch?v=Yri9L6QVEFY&feature=player_embedded. Trieste, 15 febbraio 2010 Fedele Boffoli (anche in Facebook) info@fedeleboffoli.it www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm www.Anforah.Artenetwork.net Bari - Trieste tel. 338-2246495 =============================================================================================
Elegante Femminilità Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea Artisti in mostra: Araba - Silvia Carrara - Nives Guazzarini - Martina Tapinassi - Berta Otero - Alessia Zucchi - Aby Wabara - Hayat Saidi - Luminita Gall - Amelia Salladini - Flaminia Quattrocchi Opening: Martedì 16 Febbraio ore 18 Dal 16 febbraio al 1 marzo 2010 Orari di apertura: da martedì a venerdì dalle ore 16,00 alle 19,00 sabato mattina dalle ore 10,00 alle 12,00 Chiuso venerdì 19 febbraio A cura di Sabrina Falzone, Critico e Storico dell'Arte www.sabrinafalzone.info Artisti italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo parteciperanno alla prima edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea "Elegante Femminilità" che sarà allestita dal 16 febbraio al 1 marzo 2010 presso la Galleria Il Borgo, ubicata in uno dei quartieri più esclusivi di Milano, a due passi dai Navigli e da Porta Ticinese. L'esposizione propone una raffinata e precisa riflessione attraverso le arti visive sui temi di eleganza e femminilità, rivisitati con tecniche e maniere artistiche contemporanee. L'odierna società, improntata ad un esasperato culto delle apparenze, assiste al tramonto dell'eleganza e all'inevitabile apoteosi dell'esagerazione come mezzo di affermazione individuale e strumento di prevaricazione sociale. L'eleganza non è chiassoso esibizionismo, ma silenziosa espressione dell'anima come attestano i sobri motivi floreali di Alessia Zucchi, leggiadri e fluttuanti. La rassegna artistica vuole approfondire questo aspetto di profondità espressiva correlato all'immagine femminile. Mistiche, avvolte nel silenzio della tela, appaiono le figure muliebri di Aby Wabara, artista di origini nigeriane sapiente nel modulare la luce con le zone d'ombra. Un'atmosfera ancestrale anima le donne dipinte da Silvia Carrara come genitrici della terra, straordinari simboli di vita e speranza. I temi di sofferenza e sensualità correlati all'esperienza femminile diventano protagonisti della ricerca artistica della pittrice spagnola Berta Otero che si cimenta nel grande formato con enfasi cromatica, ancor più accentuata dalla frammentazione segnica di Amelia Salladini che si eleva a seducente poesia del colore. Un cromatismo che veicola il significato intimo dell'opera d'arte nel gesto informale di Hayat Saidi, autrice marocchina dalle particolari doti artistiche. Raffinatissima è la pittura su vetro eseguita da Araba, che approfondisce l'iconografia di Maddalena, evocandone le delicate movenze rinascimentali di reminiscenza botticelliana. Armonia e dignità aleggiano nell'omaggio a Civardi proposto da Martina Tapinassi che rinnova la tradizione storico-artistica fiorentina. Nell'Eleganza Antica si rifugia anche la pittrice romena Luminita Gall, efficace nell'espressività tonale. Una sezione della mostra è dedicata all'arte scultorea, valorizzata dalla produzione Raku di Nives Guazzarini, che sublima l'imago femminile nella libertà dell'eleganza. Sabrina Falzone Presso Galleria Il Borgo - c.so San Gottardo 14 - 20136 Milano =============================================================================================
F A R A H Z A D A R T Via u. i. tarchetti, 5 20121 milano – italy Tel / fax 02 6554489 info@farahzadart.com www.farahzadart.com the transparent abyss philosophy for the eyes abbisso trasparente filosofia da vedere If I, among millions of spermatozoids, have won the race to be born, there must be a reason for it, even if it escapes me. If I haven't found that reason, it is as if I had never been born. It is as if I had remained with the other spermatozoids behind the door of life, to die. But the door of death as well, like the door of life, only opens for those who have understood how this reason can be opened up. This is why I constantly abandon my thoughts to the void, in order for invisible thoughts to be formed and to work together. Se ho potuto vincere la vita tra altri milioni di spermatozoi per essere qui c’è un motivo, anche se mi sfugge. Se non trovo quel motivo, è come se non fossi mai nato. E’ come se io fossi rimasto con gli altri spermatozoi dietro la porta della vita, a morire. Ma anche la porta della morte, come la porta della vita, si apre solo per quelli che hanno capito come quel motivo possa essere aperto. Per questo abbandono continuamente i miei pensieri nel vuoto, e aspetto che pensieri invisibili si compongano e lavorino tra loro. paintings designs and video projections by Behnam ali farahzad Tuesday, the 23rd of February 2010 a 9 òclok PM exclusive “flash” showing Martedi 23 febbraio 2010 ore 21.00
ROMA, MARTEDI' 23 FEBBRAIO. AUTORIONLINE AL CAFFÈ LETTERARIO. - DIBATTITO SUL TEMA "DALLA CRISI DEL COMUNISMO ALLA CRISI DEL CAPITALISMO? DIAGNOSI E PROSPETTIVE". INTERVENTI DI ANTONIO SACCÀ E CARLO JOVINE. - PRESENTAZIONE DEL LIBRO "100 OTTIME RAGIONI PER NON AMARE ROMA. E ALMENO DUE PER ADORARLA ALLA FOLLIA" DI LUCA LEONE. È ormai evidente che la crisi che stiamo vivendo è molto più di una crisi passeggera dovuti ai classici cicli congiunturali dell'economia. È una crisi strutturale che mette in discussione il modello occidentale del capitalismo, prefigurando un tramonto per certi versi analogo al declino storico del comunismo. Un modello economico, quello occidentale, che rischia di implodere su se stesso, vittima della sua creatura più recente: la globalizzazione. Antonio Saccà, docente di Sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma, parlerà di questo tema in un pubblico dibattito intitolato "Dalla crisi del comunismo alla crisi del capitalismo? Diagnosi e prospettive". Saccà ha scritto vari libri sull'argomento, l'ultimo dei quali, "Il padre di Dio" (Bietti Media edizioni), dedica una particolare riflessione alle conseguenze di una concorrenza squilibrata che avvantaggia paesi come l'India e la Cina con bassi costi di produzione. Che fare? Saccà affronterà appunto il "che fare" per una eventuale uscita dalla crisi. Ma la crisi economica si traduce anche in corrispondente crisi di natura esistenziale e morale, che pone una serie di interrogativi sull'uomo contemporaneo. A questi interrogativi tenterà di dare una risposta Carlo Jovine, medico, conferenziere e scrittore, neurologo presso l'Ospedale S. Giovanni Battista del Sovrano Ordine di Malta. L'incontro sarà moderato da Massimo Nardi, vicepresidente di AutoriOnline. Luca Leone, giornalista e saggista, presenterà il suo ultimo libro "100 ottime ragioni per non amare Roma. E almeno due per adorarla alla follia" (Infinito edizioni), da cui è stato tratto l'omonimo spettacolo teatrale di e con Stefano Dionisi. Roma non è solo la città decantata dalle guide turistiche di tutto il mondo che ne esaltano gli aspetti da cartolina. Oltre alle foto di rito e al tradizionale lancio di monetine a Fontana di Trevi, l'Urbe è altro. Con taglio giornalistico sociale, e al contempo con leggerezza e ironia, questo libro racconta in italiano, e a tratti in romanesco, i contrasti forti della Città Eterna. L'appuntamento è alle ore 18 di Martedì 23 febbraio 2010. Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (ingresso libero). Non mancate! Vi attendiamo con amicizia e simpatia. AutoriOnline / Gruppo Cultura Italia Autorionline. net =============================================================================================
“FREQUENZE SONORE” di FABRIZIO TROTTA Museo Comunale Praia A Mare Inaugurazione sabato 27 febbraio 2010 ore 18:00 Museo Comunale Praia a Mare (CS) Esposizione dal 27 febbraio al 20 marzo 2010 Sede Via Dante Alighieri, Praia a Mare 87028 Altre informazioni Tel +39 0985 777020 | mondoculturaathena@gmail.com Data di apertura sabato 27 febbraio 2010 Data di chiusura sabato 20 marzo 2010 Orari: lunedì-sabato, ore 09.30-12.30 / 16.30-19.30 Curatori: Antonia Palladino La Mondocultura Athena è lieta di presentare, nell’ambito del Museo d’Arte Contemporanea di Praia a Mare, una nuova ed interessante mostra dal titolo “FREQUENZE SONORE”. L’esposizione porta la firma del giovane artista FABRIZIO TROTTA: nasce nel 1973 a Paola (CS) dove vive e lavora dopo una lunga esperienza artistica e musicale a Milano. Ottiene numerosi consensi, con sue opere presenti in collezioni sia in Italia che all’estero. Nel suo cammino sente forte e irrefrenabile l'esigenza di fare incontrare il lato spirituale e concettuale dell’arte con quello ruvido del tangibile, combina tecniche e materiali con spirito creativo, ottenendo un risultato personale che punta a materializzare sulla tela attraverso colori, materia e scomposizioni l’io profondo dell’artista. Nella sua ricerca modula i ritmi musicali con la materia che si fanno suono e armonia nelle cromie e inserisce, incastonandoli in una precisa scomposizione dei piani, strumenti, spartiti e vinili. L’artista taglia gli oggetti per poi ricomporli nell’opera, per regalargli una dignità artistica che li porti oltre all’elemento rappresentativo e cerca di far vibrare il colore in modo energico, come se il rumoredegli strumenti musicali lacerati risuonasse in mezzo al silenzio.Nella collezione che Trotta presenta al Museo praiese spicca la sezione della PLAYING ART. La peculiarità di questo nuovo tipo di arte consiste nell'aver calamitato le sezioni degli strumenti musicali al supporto dando dunque la possibilità all'utente di disporle liberamente sul fondo pittorico/materico intervenendo direttamente sull’opera e creandone sempre una nuova e personale. L’artista, in un manifesto composto da dodici articoli, esprime la filosofia della Playing Art: “La scelta di questa denominazione indica, unitamente alla sua naturale propensione al dinamismo e all’idea di interazione, le intenzioni di portare la musica in primo piano nell’universo delle arti visive e di ricavare dall’aspetto ludico la possibilità di ridurre il divario di fondo tra artista e utente per la condivisione di un’opera……Attraverso la Playing Art, l’opera, sino ad oggi quasi intoccabile ed austera, si pone umilmente nelle mani di chiunque volesse, anche per gioco, elevarsi ad essere artista, o contribuire a sviluppare un’opera d’arte in continua evoluzione. E’ nel nostro essere bambini che si nasconde la nostra forza, la nostra creatività, la nostra libertà. L'adulto non è il creatore geniale, piuttosto il modesto demiurgo dai limitati poteri che può plasmare, attraverso le conoscenze acquisite, la fantasia pura che giace nell’io bambino, vera essenza di libertà; libertà di scegliere se intervenire, se essere un semplice osservatore o essere artista, se ascoltare la musica o essere musicista, se essere l’occhio che riceve le emozioni anziché essere la mano che le generi, di modificare il presente dell’opera di cui si è in questo momento un solo e semplice spettatore, per diventarne l’attore, di credere nel proprio linguaggio e recitare la propria parte. Sia la musica che la pittura hanno in comune elementi essenziali quali il ritmo, l’armonia, la sintesi e la comunicazione. Si vuole creare così un connubio sempre più forte di quello già prospettato in passato tra queste due forme d’arte, fino al punto che deve essere manifesta la potenzialità del quadro di rievocare musica o anche di poterla riprodurre fisicamente. Siamo dunque dinanzi ad opere pittorico-musicali, che non vanno solo guardate e ascoltate, ma soprattutto toccate e suonate…” Antonia Palladino =============================================================================================
Rosella Restante …"IN"... luogo: Biblioteca Elsa Morante di Ostia città: Ostia - Roma indirizzo: via A. Cozza n. 7 vernissage: lunedì 1° marzo ore 18,00 periodo: dal 1° al 13 marzo 2010 Orari: da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00 - sabato dalle 9,00 alle 12.00. e-mail: d.zapelloni@bibliotechediroma.it Rosella Restante presenta, nello spazio espositivo della biblioteca Elsa Morante di Ostia, …“IN”…, un’installazione che nasce dal ricordo del gioco infantile dei 4 cantoni. L'artista ridisegna lo spazio attraverso le geometrie di un nastro nero che rimbalza sulle pareti e sul pavimento di sale dove giace abbandonato il vestito rosso testimonianza della fuga da Kronos, la cui presenza è riaffermata nel video. L'installazione, opera in progress di matrice concettuale, verrà riproposta in altri spazi espositivi in funzione del suo evolversi.
La Via... (Arti visive) - videoclip L Dopo libro e calendario 2010 La Via, in risposta alla Lettera di Giovanni Paolo II agli Artisti“(http://www.anforah.artenetwork.net/lavia/lavia.htm), appena pubblicato sul web all'indirizzo http://www.youtube.com:80/watch?v=ych3ckzZnT4&feature=player_embedded l'omonimo videoclip con documenti e immagini di alcuni dei partecipanti al progetto ecumenico La Via...(Sezione Arti Visive), appartenenti alla webcommunity d'arte e poesia Anforah. Notevoli sono gli attestati di riconoscimento al progetto La Via...ed altri atti, visibili nel video, espressi da Enti e Autorità del mondo Cattolico (Segreteria del Pontefice, Card. Stanislaw Dziwisz, Card. Angelo Bagnasco, Mons. Gianfranco Ravasi, Mons. Slawomir Oder, Mons. Giampaolo Crepaldi, Curia di Bari, L'Avvenire, Prof. Vittorio Messori...). Il tutto per celebrare la grande intuizione di Papa Wojtyla volta a recuperare l’Arte di ogni tempo quale essenziale, universale e misterioso linguaggio trasversale ad ogni cosa: una Via maestra ed orientata, da non abbandonare. Trieste, 22 febbraio 2010 Fedele Boffoli (anche in Facebook) info@fedeleboffoli.it www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm www.Anforah.Artenetwork.net Bari - Trieste tel. 338-2246495
Video Capitale 2010 Villersexel Villerxel (France) du 02 au 06 Mars Villerxel (France) Vetrine de la Rue Grammont/ Projections de 18h00 a 23 h00 avec: Gruppo Sinestetico (I) , Ferhart Ozgur (Tur) , Condros & Alexandra Karsiani Gr) , Cristina Pavesi (I) , Jeff Perkins (Usa) , Isabelle Varle (Fr) , Hervè Constant (Uk) , Michel Collet (F) , John Armleder (Ch) , Valentine Haegel (F) , Anne Durez (F) , Collecht Fact (Ch) , Marc Gerenton (F) , Valentine Verhaeghe (F) , Nadege Maion (F) , Pierre Alfar (F) , Jean-Paul Rosse (F) , Marina Herivault(F) , PerHuttner (Se) rencontre au cafè le D'Jack jeudi 04 de 18 h00 à 22 h00
Studio Arte Fuori Centro Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083 info@artefuoricentro.it - www.artefuoricentro.it Sguardi eccentrici ALFA PIETTA FORME DELL’INFINITO Martedì 16 marzo 2010, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale Alfa Pietta. Forme dell’infinito, curata da Loredana Rea. L’esposizione rimarrà aperta fino al 2 aprile, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00. La mostra, è il primo appuntamento di Sguardi eccentrici, ciclo tematico di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea in occasione dei dieci anni di attività dello spazio espositivo. Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Alfa Pietta, Salvatore Giunta, Salvatore Lovaglio, Oriano Zampieri e Giancarla Frare – differenti per formazione, scelte operative, metodologie espressive e progettualità di lavoro, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alla molteplicità linguistica della sperimentazione contemporanea. Quello proposto è dunque un percorso assolutamente permeabile in cui gli artisti invitati presentano le loro opere come i segni inequivocabili della complessa articolazione di un mosaico linguistico capace di creare interessanti commistioni, raffinate decontestualizzazioni e seducenti alterazioni, per esprimere tutta la disorientante molteplicità di questo nostro tempo. L’intento critico è quello di riflettere sul bisogno di contaminazione, che sembra caratterizzare in maniera assolutamente determinante la ricerca contemporanea, intesa non solo come volontà di uscire da canoni espressivi e tecnici considerati tradizionali per raggiungere una maggiore libertà di azione, ma anche come necessità di focalizzare l’attenzione su dettagli che altrimenti sfuggirebbero, per delineare i confini di un territorio ampio in cui prospettive differenti trovano sempre nuove declinazioni. Per questa esposizione Alfa Pietta presenta un ciclo di opere recenti, che materializzano i risultati di una lunga riflessione sulle possibilità espressive della pittura, intesa come strumento privilegiato per misurare il mondo e, soprattutto, evidenziare l’incalzante dialogo tra finito e infinito. Sulle forme primarie, appositamente costruite dall’artista lavorando con tele e garze, il colore si deposita con fluidità rimandano ad una bellezza che nasce dalla ricerca di un’armonia senza tempo. Il rigore di una materia pittorica che ha ascendenze minimaliste si stempera però in un cromatismo elegante e tenuto sempre sotto registro, mentre i segni, di una bellezza che ha il sapore di antichi calligrammi, sebbene generata da precisi rapporti tra forma, colore e superficie, lasciano presagire una pluralità di significati non sempre razionalmente comprensibili. Quello elaborato dall’artista lombarda in oltre un quarantennio di fertile attività è, infatti, un linguaggio complesso nella sua progressiva ricerca di elementarità, che lascia emergere con una forza che sorprende la necessità di “un andare in profondità, per dissolvere il limite del finito e al tempo stesso dare forma all’infinito”.
AUTORIONLINE AL CAFFÈ LETTERARIO Rassegna d'Arte e Cultura - Via Ostiense 95, Roma Mercoledì 10 marzo 2010, ore 18.00 Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (ingresso libero) Presentazione del libro "Amor Fati" di Marcello Veneziani (Ed. Mondadori) Presentazione a cura di Antonio Saccà Modererà l'incontro la scrittrice Deborah D'Agostino Sarà presente l'Autore Una riflessione appassionata sul destino, il caso e la provvidenza, alla ricerca di un disegno intelligente di vita nella nostra epoca che ne è priva, dominata dalla tecnica e dall'economia. Amor Fati affronta il disperato bisogno di sacro e di senso in un tempo che ha perduto il passato e il futuro, ingoiati nel presente. Amor Fati significa accogliere la vita, i suoi limiti e le sue responsabilità, fino in fondo: accettare la realtà e le sue imperfezioni. Amor Fati è la serenità degli inquieti. Marcello Veneziani, editorialista del "Giornale", ha fondato e diretto settimanali, riviste, case editrici, e curato opere di filosofia, storia e cultura politica. Ha pubblicato per Mondadori: Il segreto del viandante (2003), I vinti (2004), Contro i barbari (2006), Rovesciare il '68 (2008), Sud (2009). Dopo la presentazione di Marcello Veneziani, sarà la volta della scrittrice Silvia Resta e del suo ultimo libro "La bomba di Firenze - Fantacronaca delle stragi del '93" (Infinito Edizioni), presentato a cura di Serena Rossi. Una reporter americana nata dalla fantasia dell'autrice, si muove tra le macerie delle stragi a caccia della verità. Alla fine troverà una risposta: inquietante, quasi surreale. Onirica. Ma non per questo impossibile... AutoriOnline / Gruppo Cultura Italia
La Galleria Bel Vedere è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra collettiva FOTO D’AUTRICE. a cura di Cesare Colombo, con la collaborazione di Giovanna Calvenzi Inaugurazione lunedì 8 marzo 2010, ore 18-21 Bel Vedere Via Santa Maria Valle 5 . 20123 Milano Tel. 02.45472468 . www.belvedereonlus.it La mostra è aperta dal 9 al 31 marzo E dal 7 al 17 aprile 2010 Da martedì a sabato, ore 15-20, ingresso libero La “condizione femminile”: questo il tema di analisi proposto dai curatori a 46 fotografe che dagli anni Cinquanta a oggi sono state attente osservatrici della società e delle sue trasformazioni. Condizione femminile è forse una definizione usurata per un tema estremamente ampio e diversificato che ha tuttavia consentito a questa rassegna di immagini di assumere un doppio, importante, significato: un’alta qualità narrativa che coniuga indagine e intuito creativo e, allo stesso tempo, una proposta visiva che contraddice con decisione l’immagine della donna proposta dalla stampa illustrata contemporanea. FOTO D’AUTRICE presenta le immagini di Paola Agosti, Martina Bacigalupo, Isabella Balena, Marina Ballo. Marirosa Ballo, Liliana Barchiesi, Letizia Battaglia, Bruna Biamino, Giovanna Borgese, Daniela Cammilli. Marcella Campagnano, Alessandra Capodacqua. Lisetta Carmi, Carla Cerati, Marisa Chiodo, Annalisa Cimmino, Federica Di Giovanni, Alessandra Dragoni, Paola Fiorini, Gigliola Foschi, Sara Fregoso, Ilaria Gambi, Simona Ghizzoni, Bruna Ginammi, Silvia Lelli, Sara Maestrello, Marzia Malli, Paola Mattioli, Malena Mazza, Antonella Monzoni, Antonia Mulas, Melina Mulas, Cristina Nuñez, Cristina Omenetto, Donatella Pollini, Moira Ricci, Marialba Russo, Alessandra Salardi Tommasoli, Marta Sarlo, Annette Schreyer, Shobha, Giuliana Traverso, Wanda Tucci Caselli, Margherita Verdi, Jacqueline Vodoz, Valentina Zanobelli.
Ama e Le storie dell'Onda Da poco pubblicate in internet, arricchite dall'ultima favoletta "Ama", Le Storie dell'Onda (Anforah seconda edizione - febbraio 2010)" di Fedele Boffoli e Paride Alessandro Cabas (commenti di G. Atzori, E. Di Vita, D. Fogar, F. Mignacca, M. Stepan), legate al progetto multilivello gratuito per le scuole Maremetamare (http://www.anforah.artenetwork.net/maremetamare/maremetamare.htm), sono attualmente scaricabili sul Web all'indirizzo internet http://www.fedeleboffoli.it/pdf/storieonda.pdf. Le sei favole, rispettivamente legate a importanti valori/aspetti della vita (Barcolandia: Speranza; Vento e Vele: Il Viaggio; Onda: Il Dono; Vele nel Vento: Il Sogno; Eroe per Sempre: Il Coraggio; Ama: L'Amore), create per autentico amore dell'arte e della poesia, sono state rese disponibili dai due autori per un pubblico di grandi e bambini in favore di un recupero della cultura del Mare. Riportiamo, tratte della prefazione all'opera, alcune righe introduttive di Fedele Boffoli; """[...] La vita dell'umanità è indissolubilmente legata al mare, al suo affascinante mistero, al suo intramontabile immaginario ricco di personaggi e leggende, alla sua forza vivificatrice e creativa talvolta, nostro malgrado, così tragicamente devastante. Per la gente marina (ma non solamente) il mare è, senza troppe spiegazioni, al di là di ogni forma e capacità narrativa. Ciò che è non si può trasporre ma vivere e contemplare nel prezioso silenzio o, semmai, provare ad evocare con i linguaggi dell'arte. [...]""". Trieste, 1° marzo 2010 Fedele Boffoli (anche in Facebook) info@fedeleboffoli.it www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm www.Anforah.Artenetwork.net Bari - Trieste tel. 338-2246495
8 marzo: Woman - clip poesia Una nuova clip poetica, a cura della Webcommunity d'arte e poesia Anforah, dedicata all'8 marzo e alla Festa della Donna, visibile all'indirizzo internet http://www.youtube.com/watch?v=xQD0JkGnwuM&feature=player_embedded. Hanno partecipato alla sua realizzazione Fedele Boffoli (http://www.artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm) e Magda Carella (http://www.artmajeur.com/magdacarella/), artisti baresi da tempo coinvolti in progetti nazionali (con risvolti sociali) per il recupero del significato dell'arte e la promozione dei giovani talenti artistici. Ricordiamo, in proposito, che la ventennale produzione pittorica della Carella verte principalmente sul tema del Femminile, evocato e rappresentato in molteplici modalità espressive dedicate, per la particolare circostanza, all'archetipo della donna ed ai suoi festeggiamenti. Bari, 6 marzo 2010 Fedele Boffoli (anche in Facebook) info@fedeleboffoli.it www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm www.Anforah.Artenetwork.net Bari - Trieste tel. 338-2246495
AUTORIONLINE AL CAFFÈ LETTERARIO Rassegna d'Arte e Cultura - Via Ostiense 95, Roma Mercoledì 17 marzo 2010, ore 17.30 Caffè Letterario, Via Ostiense 95, Roma (ingresso libero) Incontro con Pamela Villoresi. Teatro, Poesia e Politica della cultura: tre passioni congiunte. Interventi: Carlo Jovine, Massimo Nardi. Modererà l'incontro la scrittrice Deborah D'Agostino. Pamela Villoresi, una delle attrici più note del teatro italiano, si racconta a tutto campo. Dall'incontro, nemmeno ventenne, con il suo padre artistico e maestro Giorgio Strehler, ai grandi colleghi con cui ha lavorato: Tino Carraro, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, ai grandi registi che l'hanno diretta: Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Ettore Scola. Una carriera costellata di successi (cento spettacoli teatrali, undici film, dodici produzioni televisive), che l'ha vista spesso impegnata anche in veste di regista. Meno noti al grande pubblico, ma ugualmente importanti, sono altri due aspetti della sua personalità creativa: appassionata di poesia, ha realizzato venti recital che rappresenta in Italia e nel mondo, ed ha prestato sovente la sua opera per il mondo del lavoro e per le battaglie sui diritti civili. Proprio questa sensibilità sociale è alla base del suo attuale impegno nella politica attiva, ancora una volta orientato al campo della cultura, nell'intento di mettere a disposizione della collettività una competenza maturata anche a livello internazionale: ha collaborato, tra l'altro, con Jack Lang, il celebre ministro della cultura francese, all'Unione dei Teatri Europei. Una riflessione e un dibattito su come rilanciare la creatività artistica e letteraria in Italia, anche con la promozione dei nuovi talenti. Attraverso l'impegno di una donna che ha messo in scena quindici testi di autori italiani contemporanei ed ha fondato il Festival "Divinamente Roma", già esportato all'estero con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e il patrocinio dell'Unesco. =============================================================================================
Buongiorno a tutti, è con vero piacere che desidero invitarvi alle seguenti mie mostre: Porto S.Giorgio (27 Marzo - 11 Aprile) - Personale presso il “Centro d’Arte Le Nove Muse”, C.so Garibaldi 102, Porto S.Giorgio (FM). Inaugurazione 27 Marzo, ore 18.00. Basilea (03 - 17 Aprile) – Collettiva d’arte “ITALIANS do it BETTER” presso la galleria “Marc de Puechredon”, Erlenstrasse 15, Basilea – Svizzera. Evento organizzato dalla “Galleria 18” di Bologna. Inaugurazione 03 Aprile, ore 17.00. Alcuni tra gli artisti presenti: Dario Ballantini, Gilberto Piccinini, Livio Lovisone, Giuliano Giuliani…. www.gilbertopiccinini.com