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GuestBook 2006

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Dal 15/02/2007 tutti i testi saranno inseriti
in ordine cronologico crescente

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Name: Valter Boj
Email: valterboj@tin.it
From: Milano
Date: 01/01/2006
Time: 18.06.32
 

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Milano GALLERIA D'ARTE SAN CARLO via Manzoni 46 (20121) +39 02794218 (info) +39 02783578 Questa mostra con con Eduardo Arroyo,Alfonso Borghi,Valter Boj,Tommaso Cascella,Bruno Ceccobelli,Corneille,Enzo Esposito,Asger Jorn,Bengt Lindstrom,Gian Piero Reverberi ,Serge Vandercam e Armanda Verdirame,presenta artisti contemporanei e artisti storici a confronto. Ha il patrocinio dell'AICC(Associazione Italiana Città della Ceramica)della Regione Liguria del Comune di Albisola Marina e del Comune di Albisola Superiore,e la collaborazione di ENEL - Comunicazione Piemonte Valle D'Aosta e Liguria ENEL - Comunicazione Lombardia e Banca Antoveneta. La mostra inaugurata il 24/11/2005 che doveva terminare il 15/01/2006 sarà prolungata fino al 10/2/2006 vista la notevole affluenza di pubblico e l'interesse dimostrato dai media. Inoltre ai visitatori sarà fatto omaggio di un cuoricino di ceramica dell'artista Valter Boj. ORARIO : 10.30 - 12.30 14.30 - 19.30 (da lunedì a sabato - chiuso domenica) BIGLIETTI : ingresso libero CATALOGO : in galleria a cura dell' Ing.Stefano Collina Presidente AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica) AUTORI : Eduardo Arroyo,Alfonso Borghi,Valter Boj,Tommaso Cascella,Bruno Ceccobelli,Corneille,Enzo Esposito,Asger Jorn,Bengt Lindstrom,Gian Piero Reverberi ,Serge Vandercam e Armanda Verdirame GENERE : arte contemporanea,ceramiche e opere pittoriche "NON C'E' FUTURO SENZA PRESENTE": artisti contemporanei e storici a confronto con la lavorazione della ceramica e di opere pittoriche di Eduardo Arroyo,Alfonso Borghi,Valter Boj,Tommaso Cascella,Bruno Ceccobelli,Corneille,Enzo Esposito,Asger Jorn,Bengt Lindstrom,Gian Piero Reverberi ,Serge Vandercam e Armanda Verdirame,artisti contemporanei e storici che hanno lavorato la ceramica in tempi modi e situazioni diverse,questa mostra ha l'intento di dare una valutazione alla ceramica anche perchè il suo colore dato dall'artista rimane invariato testimoniandone la sua "eternità",come per esempio le anfore e il vasellame di Euphronious pittore ateniese del VI secolo A.C. Quindi la ceramica è da considerarsi un materiale versatile e resistente a discapito di chi pensa sia un materiale fragile.La mostra è patrocinata dall' AICC(Associazione Italiana Città della Ceramica)della Regione Liguria del Comune di Albisola Marina e del Comune di Albisola Superiore che intendono pubblicizzare l'evento con striscioni e locandine nelle proprie città,ed è in collaborazione con ENEL - Comunicazione Piemonte Valle D'Aosta e Liguria ENEL - Comunicazione Lombardia e Banca Antoveneta che disporrà le locandine nelle proprie agenzie in Liguria,Piemonte e Val D'Aosta.La mostra è accompagnata dalla presentazione dell'Ing.Stefano Collina Presidente AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica),dalla realizzazione di un milione di inviti e da un catalogo con testo dei Sindaci di Albisola Marina e Marina.Inoltre verrano rilasciati ai visitatori una palla o un pino realizzato in ceramica interamente a mano (marchio D.O.C.) dallo Studio Boj e firmato da Valter Boj con autentica modulare di produzione. I due sindaci delle due Albisole a giugno 2006 porteranno la mostra nei due rispettivi musei. info :tp://www.valterboj.com/ http://www.comune.albisola-superiore.sv.it/ http://www.comune.albissolamarina.sv.it/ http://cat.mag-news.it/nl/a.cfm?Ra.2.0.dA.A.A.A.A


Name: Galleria Marconi
Email: marconi@siscom.it
From: 63012 Cupra Marittima (AP)
Date: 06/01/2006
Time: 19.25.51
 

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DELL'AMORE CHE LACERA LA PELLE a cura di Andrea Cioschi L'inaugurazione è domenica 15 Gennaio alle ore 18.00 La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica Domenica 15 Gennaio la Galleria Marconi presenta DELL'AMORE CHE LACERA LA PELLE, una collettiva, curata da Andrea Cioschi, che propone i lavori di: Sonia Bruni, Sabrina Muzi, Chiara Pergola, Simona Spaggiari, Cosimo Terlizzi, Andrea Vincenzi, Paola Zampa. "Una sfaccettatura dell’esistenza, un’attitudine, un abbandono, Dell’amore che lacera la pelle è lo sguardo dell’arte sulla fluidità e la mescolanza, la confusione, la fusione con… Dell’amore che lacera la pelle è la condizione di una perdita, la perdita del senso unico, la perdita dei confini, l’apertura di un taglio che presuppone movimenti e spostamenti di liquidi, di umori, di sensazioni, di palpitazioni, è il crocevia tra direzioni opposte di fronte al quale si scatenano il dubbio e l’incertezza e la sicurezza di esistere. La perdita della staticità e la conquista della Luna. La dimensione dei corpi che si accarezzano, si baciano, si leccano, si uniscono, si modellano, si plasmano, si rappresentano… è l’affermazione dell’impossibile, ovvero dell’indefinibile, l’affermazione della diversità. Dell’amore che lacera la pelle è lo spazio infinitesimale in cui la vita incontra la morte, è il lenzuolo sul quale la vita e la morte fanno l’amore, fanno la lacerazione, fanno la pelle. Ed è la visione abbagliata dal calore e contratta dal gelo della termodinamica dei sensi, la contraffazione della regola. Dell’amore che lacera la pelle è una scelta di vita non preordinata, di autonomia partecipata, di pensiero impudico e incosciente… la scelta del margine violato, la scelta dell’attraversamento dell’imponderabile e dell’inaccettabile… ed è sempre la scelta più difficile… Dell’amore che lacera la pelle è una sfida di sette artisti rivolta a un’epoca quanto mai oscurantista che pare alimentarsi unicamente di censure e autocensure, di proibizioni, rimozioni e istruzioni per l’uso. Opere che tracciano le geografie di una non-appartenenza ai canoni, e stordiscono utilizzando i linguaggi visivi come armi affilate, opere letali e ineludibili come i più intensi e passionali messaggi d’amore, opere che espongono i propri autori, opere che fanno l’amore… quell’amore che lacera la pelle". (Andrea Cioschi) On Sunday 15th Genuary Marconi Gallery presents ABOUT LOVE TEARING THE SKIN, a group exihibition, edited by Andrea Cioschi, proposing works by Sonia Bruni, Sabrina Muzi, Chiara Pergola, Simona Spiaggiari, Cosimo Terlizzi, Andrea Vincenzi,Paola Zampa. “An aspect of the existence, an aptitude, an abandon, About love tearing the skin is an art look about fluidity, and mixture, confusion, fusion with... About love tearing the skin is representing a state of loss, the loss of the one way, the loss of boundaries, the opening of a cut that supposes movements and the shiftings of liquids, humours, sensations, throbbings. It’s the crossroad of opposite directions, in front of which doubt uncertainity and certainity to exist break out. It’s the loss of immobility and the conquest of the Moon, Bodies caressing, kissing, licking, one another, get united, moulded, shaped, represented...it’s the assertion of the impossible, that’s of what’s undefinable, the assertion of diversity. About love tearing the skin is the infinitesimal space where life meets death, it’s the sheet on which life and death make love, make the tearing, make the skin. It is also the vision dazzled by the heat and contracted by the chill of the senses thermodynamics, the rule falsification. About love tearing the skin is a spontaneous choice of life, of shared autonomy, of a shameless and unconscious thought... the choice of the broken edge, of the crossing of what’s unexpected and unacceptable... and it’s always the most difficult choice... About love tearing the skin is a challange of seven artists towards a time which is as obscurantist as ever, which seems to feed only on censures and autocensures, prohibitions, repressions and use instructions. Works signing the land of unsharing the rules and stun through the visual languages like sharpened weapons, deadly and unavoidable works like the most passionate and deepest love messages, works exhibiting their artists, works making love...that love tearing the skin” (Andrea Coschi) scheda tecnica/technical card catalogo/catalogue testo critico/art critic by Andrea Cioschi traduzione di/translation by Patrizia Isidori dall'15 Gennaio al 16 Febbraio from 15 january to 16 february orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20 opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m. Galleria Marconi di Franco Marconi C.so Vittorio Emanuele, 70 63012 Cupra Marittima (AP) tel 0735778703 e-mail galmarconi@siscom.it web www.siscom.it/marconi Il viaggio è finito. Non ho trovato nulla. Forse ho sbagliato strada. "The Trip is Over" è il titolo della mostra con cui Louse, galleria minima e parassita, inaugura la sua attività espositiva. Louse sfrutterà ignobilmente le risorse della Galleria Marconi di Cupra Marittima per illustrare i progetti, le aspirazioni e le constatazioni di Sure Creative Lab, suo ideatore e realizzatore. Dal 15 gennaio. The trip is over. I found nothing. Perhaps I took the wrong way. "The trip is over" is the title of the exhibition with which Louse, minimum and parassite gallery, is opening its exposition activity. Louse will ignobly exploit the resources of Marconi Gallery of Cupra Marittima to show projects, aspirations and observations of Sure Creativr Lab, its creator and realizer. from 15th


Name: Simone Lammardo
Email: info@lammardo.it
From: Mestre Venezia
Date: 06/01/2006
Time: 19.27.37
 

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SIMONE LAMMARDO ETICANTROPIA EVENTI LEGRENZI Osteria Legrenzi, Corte Legrenzi, 32 Mestre -Venezia dal 09 gennaio al 09 febbraio 2006 orario. 18 / 02 Chiuso lunedì L’opera di Simone Lammardo somiglia a un ologramma: come un laser attraversa gli oggetti, impressiona una superficie e ricrea dimensioni nell’aria, così la sua pittura cattura un sentimento, ne ripulisce l’essenza dalle polveri terrestri e lo traspone altrove, nell’assenza di un non-luogo e un non-tempo. L’assenza è privazione, artefatta prigione del nulla virtuale, gabbia magnetica di assi cartesiani che illudono lo spazio e intrappolano gli uomini come insetti al loro elettrico traguardo. La luce è d’alluminio, di ferro la spietata logica del sopravvivere. L’essenza è umana passione, carne viva e vibrante, plastico titanismo di anima e corpo. La natura resiste ed esulta, riempie e trabocca, trionfa sugli argini del razionale con tutta la forza dell’incoerenza; a volte vince ed esplode oltre il guscio, altre sopporta stoicamente e si nutre di sé, altre ancora soffre e singhiozza: ma sempre combatte e feconda, celebrando se stessa e il suo canto di vita. È un contrasto che fa male, che strappa qualcosa e lascia una fitta, come il gusto delicato e struggente di un manga giapponese: bellezza e impotenza, speranza e tristezza, dolcezza e violenza coesistono complementari in esaltazione reciproca e accendono coinvolgenti tensioni narrative. Si vive per combattere la percezione stessa di un nemico impossibile, si combatte per vivere fino alle lacrime un amore segretamente sublime, si fuggono con terrore le oniriche anomalie di sistema, con dolore si nasce e si muore. Questo impatto del contingente sullo schermo metafisico di una matrice disumana, questa impronta del fragile moto emotivo sull’irriducibile flusso del progresso è lettura disincantata delle contraddizioni del vivere contemporaneo. Al di là dei giochi, tuttavia, il pensiero si riscalda intorno alla fede in un principio divino che purifica e addolcisce ogni antitetica collisione. È l’occhio pulito di un bimbo a far da sentinella, è il suo piccolo polpastrello incontaminante a cullare le sorti spirituali di un mondo che è geometrica entropia del movimento, codice binario di pieni e vuoti. Il vuoto del nulla e il pieno dell’esistenza. (Giulia Airoldi) Simone Lammardo: nato a Genova, vive e opera in Liguria - www.lammardo.it - info@lammardo.it


Name: Studio 71- Galleria e Biblioteca d'Arte
Email: studio71pa@tin.it
From: Palermo
Date: 06/01/2006
Time: 19.30.35
 

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“STUDIO 71” GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE Via V.zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo E mail studio71pa@tin.it – internet www.studio71.it Venerdì 13 gennaio 2006 alle ore 18.30 presso la Galleria Studio 71, Via Vincenzo Fuxa 9 Palermo, si inaugurerà la mostra collettiva: Palermo Felicissima La mostra, realizzata all’interno del programma dei festeggiamenti per il ventennale dell’Associazione culturale Sublimismo di Palermo, vede la presenza di otto artisti che, nel corso della loro carriera artistica, hanno dedicato alcune delle loro opere alla città di Palermo. Pippo Bonanno, Aurelio Caruso, Sebastiano Caracozzo, Giuseppe Marchese, Franco Montemaggiore, Franco Nocera, Vittorio Silvestri, Giuseppe Uzzaco, ci offrono uno spaccato del capoluogo siciliano, sempre in bilico tra il sogno e la realtà. Nel corso dei secoli, la città di Palermo ha offerto agli artisti, un’immagine di sé sempre differente. Palermo non è più quella immortalata da Lojacono, Leto, Catti e prima ancora da Houel, Kniep, Denon, Zerilli etc. o quella raccontata da Al-Idrisi nel XII sec., il quale parlandone la descriveva così: “… Balarm (Palermo), la bella e immensa città, il massimo e splendido soggiorno; la più vasta ed eccelsa metropoli del mondo; quella che [a narrarne] i vanti non si finirebbe quasi mai; [la città ornata] di tante eleganze; la sede dei re ne’ moderni e negli antichi tempi”. Oggi la città assomiglia di più alla visione che di essa ebbe Goethe e con lui tanti altri illustri viaggiatori. Palermo felicissima, dunque, ma lo è mai stata veramente? Tra feste religiose, cupole barocche, chiese, edifici arabo-normanni e cronaca, la città va avanti. Passati i tempi di Ruggero II o di Guglielmo il Buono, passati i tempi dei Florio e dei Whitaker, Palermo appare come addormentata, città nella quale sognare un glorioso passato e vivere una realtà caotica e ricca di inquietudini. Trascorsi gli anni bui, la vita, pian piano, sembra essere ritornata tra i vicoli del centro, ma sarà vero? La città si starà risvegliando o è solo apparenza? È cambiato veramente qualcosa in tutti questi anni? C’è speranza per questa bella addormentata? Le opere in mostra sembrano porci tali quesiti alla ricerca di risposte che tardano ad arrivare. Persi tra i rosa evanescenti di Pippo Bonanno o tra i grigi di Aurelio Caruso, frastornati tra i mercati di Giuseppe Marchese, sognanti di fronte ai ricordi di Sebastiano Caracozzo, rapiti dagli edifici di Franco Montemaggiore, barcollanti tra le chiese barocche di Vittorio Silvesrtri o colpiti al cuore da Franco Nocera e Giuseppe Uzzaco, noi siamo qua a vivere quotidianamente la nostra città. Città amata e odiata, ricca di contraddizioni, sperando che possa mutarsi presto in fenice rinascendo dalle proprie ceneri. La mostra, curata da Vinny Scorsone, rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2006 con orario 17.00/20.00, festivi esclusi Galleria e biblioteca d’arte STUDIO 71 L’addetto stampa Mariella Calvaruso Palermo, 04/01/2006


Name: Marta Casati
Email: martellarte@yahoo.it
From: Milano
Date: 20/02/2006
Time: 13.37.35
 

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MARCO GRASSI “small” 8 febbraio – 31 marzo 2006 inaugurazione: mercoledì 8 febbraio 2006 ore 18.30 MAGROROCCA Largo Frà Paolo Bellintani, 2 – 20124 Milano Telefono 02 29534903 info@magrorocca.com magrorocca@tiscali.it www.magrorocca.com orari: 10.00/12.30 – 15.30/19.30 (lunedì e festivi chiuso) SMALL (small il soggetto, small la dimensione) S. sondare Trangugiare il supporto, sviscerarlo: oltrepassare. Marco Grassi sonda l’inquadratura, la colpisce. Il ritaglio osservato si proietta sulla piattezza del contenitore, si fissa, ne è inglobato. Lo scatto fotografico trasmuta una sola lettera e diviene scarto. La porzione di immagine raffigurata è minima, un dettaglio. Oltre non è necessario. Basta uno sguardo, magari rubato o illegittimo, per concedere che il gioco abbia inizio. E allora via, la little girl comincia il personalissimo show. Accesso privato, blindato per i più. M. masturbazione Non fisica. Si presenta come tale per uscirne presto scoperta, dichiarata, svelata. Non è un libidinoso atto self-service, quanto la presunta o reale possibilità di poterlo essere. Pensare in cosa potrebbe trasformarsi, immaginare quanto avrebbe il coraggio di progredire, affondare nel desiderio di cosa sarebbe. In questo latente ambire avviene la masturbazione: dello spettatore, non dell’artista, tanto meno della figura ritratta. A. aspirazione Grassi intuisce quali siano le regole. Un giocatore, un osservatore. Apprendere significa tralasciare. Per appropriarsi del dato pittorico non esclude di accoglierne alcune componenti solo con l’obiettivo di tralasciarne altre. In questo modo gli è concesso uscire allo scoperto senza essere scontato, citare senza ricalcare, dipingere senza descrivere. Non intende impossessarsi dell’accadere quanto aspirare che ciò avvenga. L. lotta Uno scontro materico in bilico tra campiture intaccate e sgocciolature che ne contaminano il tessuto. Il disegno raggiunge unità perché diretto da un pensiero inflitto sin dall’inizio. La porzione acquisita diviene, al contempo, oggetto e soggetto dell’opera, dono dell’immaginazione ma a servizio delle manualità adoperata. L. luxy Quel brivido che solo un piacere distaccato dalla tirannica autonomia della mente riesce a offrire. Le lolite si intrecciano incuriosite nell’attivarsi in un gioco che non dovrebbe competere loro. Se ne impossessano comunque, smorzandone i toni, diffondendo arguta ingenuità. Grassi non concede la parola a volgari fanciulle in preda a narcisismi isterici. L’elevazione resta alta poiché malizia non implica esagerazione.


Name: A Arte Studio Invernizzi
Email: info@aarteinvernizzi.it
From: Milano
Date: 20/02/2006
Time: 13.40.26
 

Testo

PROGRAMMA ESPOSITIVO MARZO 2006 MOSTRA: Mario Nigro. Meditazioni A CURA DI: Giorgio Verzotti INAUGURAZIONE: giovedì 23 marzo 2006 ore 18.00 PERIODO ESPOSITIVO: 23 marzo - 5 maggio 2006 ORARI: da lunedì a venerdì 10 - 13 15 - 19 SEDE: A arte Studio Invernizzi Via Domenico Scarlatti 12 20124 Milano Tel. Fax 02 29402855 info@aarteinvernizzi.it www.aarteinvernizzi.it CATALOGO DISPONIBILE Mario Nigro 'Meditazioni' 1990 A arte Studio Invernizzi 2006 La galleria A arte Studio Invernizzi inaugurerà, giovedì 23 marzo 2006 dalle ore 18 alle ore 24, una mostra personale di Mario Nigro (Pistoia 1917 - Livorno 1992) in cui verrà presentato un importante ciclo di opere degli anni 1990-1991 dal titolo 'Meditazioni'. “Le 'Meditazioni' di Mario Nigro segnano una svolta nella produzione tarda dell’artista, un mutare rotta dopo i dipinti della fine degli anni Ottanta. Questi tenevano dietro alla rottura del “terremoto” che introducevano la rottura e il disordine nell’ordinato Nigro, l’istanza destrutturante della pulsione in seno al razionale costruttivista. La linea (...) della 'Metafisica del colore' della fine degli anni Settanta, si piega a zig-zag, poi si fa diagonale orizzontale e si frantuma nella teoria di punti, di macchie, di 'Orme' nella seconda metà degli anni Ottanta. Si arriva così alla fase surriscaldata delle stratificazioni verticali di pennellate intitolate addirittura al demonio, nella serie dei 'Dipinti satanici', apice raggiunto appunto alla fine degli anni Ottanta, a cui l’artista sente poi il bisogno di reagire. Ecco allora il clima del tutto diverso delle 'Meditazioni' (...) teorie di quadrati o rettangoli presentate come tante caselle cromatiche su tela o su carta intelata, definite con brevi pennellate monocrome ad olio su tela o ad acquarello su carta, più dense e compatte le prime, più liquide le seconde. Sempre visibili nel loro essere tracce della manualità, i tocchi di pennello nondimeno definiscono con precisione la forma geometrica che vogliono designare. Forme colorate poste in sequenza con l’allure didattica di un catalogo, con la semplice, disarmante auto-evidenza di un repertorio di toni cromatici, di elementi linguistici basilari, articolati su minime variazioni. Pennellate, tocchi di colore puro, non mescolato, se mai parzialmente sovrapposto, chiazza accostata a chiazza, striatura a striatura, richiamano quasi apertamente l’ultimo Monet, che in modo analogo definiva il tronco dei suoi salici piangenti, l’arco del suo ponte giapponese o dei suoi viali nel roseto. (...) Il richiamo agli Impressionisti allora cade non tanto a dichiarare una affinità stilistica ma piuttosto una comunanza etica, la comune volontà di fare della pittura uno strumento di conoscenza e riflessione relativamente alla realtà, al mondo. Nigro infatti chiama direttamente in causa il ruolo sociale dell’artista incarnato dagli Impressionisti, rivoluzionari in pittura quanto nelle scelte ideologiche ed esistenziali (...)” così scrive Giorgio Verzotti nel catalogo che verrà pubblicato in occasione nella mostra, contenente le riproduzioni delle opere esposte in galleria, uno scritto di Mario Nigro e un apparato bio-bibliografico. La mostra verrà inaugurata in occasione di "In Contemporanea", evento organizzato dalla Provincia di Milano. La galleria dopo aver partecipato ad Art Cologne nel novembre 2005 e ad Arte Fiera Bologna a gennaio 2006, parteciperà a MiArt dal 30 marzo al 2 aprile, ad ArtBrussels dal 21 al 24 aprile e ad Art 37 Basel dal 14 al 18 giugno 2006.


Name: Rosa Anna Musumeci
Email: ram_ac.catania@alice.it
From: Catania - Palermo
Date: 20/02/2006
Time: 13.42.52
 

Testo

Contemporaneamente alla personale di Catania, nella data dell’11 Marzo , sarà ospitata a Palermo una grande mostra dell’artista dal titolo ”DANIELA PAPADIA/save_my_name” : MUSEO D’Arte Moderna e contemporanea-Civica galleria D’Arte Moderna-Palazzo Ziino a cura di Amnon Barzel e Alain Touraine –catalogo SKIRA. INVITO ______________________________ COMUNICATO STAMPA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO AI BENI CULTURALI AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE UFFICIO SPECIALE / Interventi di Valorizzazione del Patrimonio Culturale spazio/ galleria ARTECONTEMPORANEA dir.ne artistica rosa anna musumeci associazione culturale _ catania INSIDE ME Daniela Papadia pittura - video inaugurazione Sabato 11 Febbraio 2006 h 19.00 sede espositiva ARTECONTEMPORANEA via firenze, 184 Catania testi del catalogo Alain Touraine Raffaele Gavarro organizzazione ARTECONTEMPORANEA a. c. catania cura catalogo Rosa Anna Musumeci e allestimento apertura mostra: 11 Febbraio ‘06 - 30 Marzo ‘06 info orari: mar. / sab. -17,30 / 20,30 e per appuntamento ARTECONTEMPORANEA T/ F + +39 095.725.3101 e-m ram_ac.catania@aliceposta.it dir. rosa anna musumeci C. + + 39 330.692.388 assistente: demelza perez garcia C. + + 39 334.9110767 BRIEF Daniela Papadia, nata a Palermo ( 1963). Vive e lavora a Roma. Artista esponente della pittura italiana contemporanea, mostra per la prima volta a Catania il proprio lavoro, che si articola su due diversi piani spaziali e tecnici: il video e la pittura. Di inusuale maestria compositiva, i lavori tematizzano la normalità visibile e il delirio, o la visione, del mondo magico immaginato o, forse, percepito dall’artista. Di grande respiro anche nel piccolo formato, le sue opere portano l’impronta inconfondibile della pittura tardo-cinquecentesca, accompagnata da una straniante prospettiva. Le sue opere sono state esposte in importanti istituzioni italiane ed estere, in importanti gallerie, fondazioni pubbliche e private,nazionali ed internazionali. _____________________________________________________________________________ <La Papadia ragiona infatti in termini di fissità dell’immagine,che è condizione tipica della pittura. Lavora sulle immagini del video, le pensa e le realizza, avendo come parametro la condizione di costruzione manuale dell’immagine e soprattutto quel dimensionamento temporale che è proprio della pittura. Naturalmente intendo con il termine pittura non solo uno status tecnologico, ma una proposizione concettuale dell’immagine,e non tanto in un senso di continuità e confronto storico, quanto in una modalità d’essere dell’immagine, legata cioè a una condizione di staticità e di infedeltà al reale, che è però in grado di indurre una risposta immaginativa diversa, ma non meno intensa, di quella prodotta dalle nuove tecnologie... Il video ha un doppio dimensionamento strutturale. Si snoda attraverso una dinamica narrativa, che agisce tra suspense e accadimenti, ma è al contempo form-azione e ieratizzazione di icone che sono destinate a scontrarsi con quelle tipiche del nostro immaginario. Ȓ una guerra sottile e feroce, a cui Daniela Papadia da inizio nelle sequenze di questo film e che trova altro fertile campo di battaglia nella pittura.>. <La relazione tra immagini video, elettroniche, e quelle dei quadri, se non sono confrontabili da un punto di vista proprio della loro tipologia, vista la differenza dei medium che le caratterizzano, sono però assimilabili nell’esercizio di perdita di un continuum temporale agganciato alla realtà o anche solo ad uno sviluppo narrativo che preveda un prima e un dopo>. selected exhibition personali 2004-Galerie de Rue-Losanna2003-“Sospesi 2003”, Ex Chiesa di Santa Marta, Roma-curatore A.Touraine 2002-Sergio Tossi Arte Contemporanea, Firenze-curatore A.Touraine (catal.) 2001-Studio Giarrusso, Palermo 2000-J.F.Weishaupl Gallery, Bregenz, Austria 2000-Zelig, Abbazia di San Vito, Polignano a Mare, Bari 1999-“Lontano da Dove” Sergio Tossi Arte Contemporanea,Prato-curatori C.Perrella,A.Viteritti-(catal.) Musei Comunali Galleria dell’Immagine, Palazzo Gambalunga,Rimini-curatore C.Perrella-(catal.) 1997-“Profughi di Identità” Galleria ES,Torino-curatoreL.Beatrice- (catal.) 1996-“Profughi di Identità” Sergio Tossi ArteContemporanea,Prato-curatore L.Beatrice 2003- “Gravita”, Ex Chiesa Santa Marta-Roma 2002- American Accademy in Rome-FulbrightFellowship, Roma2001; Fundus,con bateaubleu,-Kassel collettive 2005- Creative turbulences 2- Fondazione Batoli-Felterper l’arte-Cagliari 2004-Galerie de Rue-Losanna 2003-“Sospesi 2003”, Ex Chiesa di Santa Marta, Roma- curatore A.Touraine 2002-Sergio Tossi Arte Contemporanea, Firenze 2004-Arte Italiana per il XXI secolo,Ministero degli Esteri,Roma 2003-Futuro Italiano, Parlamento Europeo, Bruxelles Barbara Davis Gallery, Italian six, Houston, Texas-USA 2002-Premio Cairo comunication, palazzo della permanente ,Milano 2001-Premio Cairo Comunication, Fondazione Mazzotta Milano, "Dalla mini al mini", Palazzo delle Esposizioni, Roma La mostra è presentata in catalogo dal filosofo francese Alain Touraine e dal critico d'arte Raffaele Gavarro. Alain Touraine, è tra i maggiori sociologi francesi viventi. Vive a Parigi. Studioso e docente di fama internazionale, ha creato nel 1958 il Laboratorio di Sociologia Industriale, divenuto nel 1970 Socio logico dell’EHESS di Parigi, del quale sarà direttore fino al 1993. Dal 1960, è direttore dell’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales e, dal 1966 al 1969, è stato docente alla Facoltà di Lettere dell’Università di Parigi X-Nanterre. La sua produzione, molto vasta, spazia dai classici studi sui movimenti operai europeo e latino- americano, all’analisi della società post-industriale, alla sociologia e alla politica dello sviluppo nei paesi terzi, dalle testimonianze culturali ai reportage di grande spessore intellettuale e di impegno, in politica, nella cultura e nell’arte. Raffaele Gavarro nato a Caserta nel 1963. Vive a Roma. Laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso la facoltà di Lettere della Sapienza di Roma nel 1989, si è poi specializzato in Storia dell’Arte nel 1995 presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’ Arte ed Archeologia dell’Uni-versità di Siena. È stato docente di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino dal 1996 al 1998. Nel 2002 è stato uno degli otto curatori europei chiamati a presentare un progetto come candidato alla direzione arti stica del Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci di Prato. Dal 2004 al 2005 è stato consulente per le acquisizioni della Fiditoscana s.p.a. di Firenze.Dal 2005 è consulente per la fotografia di Veneziafiere s.p.a. a Venezia, per la quale realizza workshop, convegni edeventi espositivi. Dalla fine del 2005 è curatore indipendente presso il Macro di Roma, sotto la direzione di Danilo Eccher. Come critico e curatore ha collaborato alla programmazione espositiva di diverse gallerie e ha realizzato numerose mostre in spazi pubblici e museali. Tra le mostre pubbliche più significative ricordiamo la rassegna sull'arte austriaca realizzata nel 1996 nel Museo di Roma a Palazzo Braschi (con O. Sandner);"Futurama" nel 2000 (con M. Mene-guzzo e B. Corà) al Museo Pecci di Prato;“Retenti va” nel 2004, nel Padiglione Italia dei Giardini della Biennale di Venezia;“Italian Camera” nel 2005, negli spazi espositivi dell’Isola di San Servolo a Venezia. Contemporaneamente alla personale di Catania, nella data dell’11 Marzo , sarà ospitata a Palermo una grande mostra dell’artista dal titolo ”DANIELA PAPADIA/save_my_name” :MUSEO D’Arte Moderna e contemporanea-Civica galleria D’Arte Moderna-Palazzo Ziino a cura di Amnon Barzel e Alain Touraine –catalogo SKIRA.


Name: Maurizio Vitiello
Email: mauriziovitiello@yahoo.it
From: Napoli
Date: 20/02/2006
Time: 13.45.41
 

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Mostra “PROIEZIONI IPERSPAZIALISTE” alla Galleria “Il Diapason Arte” di Napoli, 12.02. – 02.03.2006 a cura di Maurizio Vitiello Alla Galleria “Il Diapason Arte”, in via Giotto n. 7/A, ad angolo con Piazza Medaglie d’Oro, Vomero – Napoli, sarà inaugurata domenica 12 febbraio 2006, alle ore 11.30, l’interessante mostra, curata dal critico partenopeo Maurizio Vitiello, intitolata “PROIEZIONI IPERSPAZIALISTE”, con opere dei seguenti artisti: Luisa Bergamini, Giovanni Boldrini, Fabrizio Campanella, Alessandro Carlini, Maria Pia Daidone, Andrea P. Damiani, Anna Donati, Maria Cristiana Fioretti, Giovenale, Cesare Iezzi, Ettore Le Donne, Giuseppe Masciarelli, Antonio Paciocco, Monica Pennazzi, Alessandro Perinelli, Massimo Pompeo. Alle ore 12, previsti interventi di Stefano Arcella, Pino Cotarelli, Franco Lista, Luciana Mascia, Antonino Scialdone, coordinati da Maurizio Vitiello. Orario: 10.30 – 13.00: 17.00-20.00; domenica/festivi 11.00 - 13.00; chiuso: lunedì mattina. Sino a giovedì 2 marzo 2006. Scheda della mostra a cura di Maurizio Vitiello I consistenti attuali lavori degli Iperspazialisti rimandano, nel segno e nel ricordo, alle tante esperienze romane degli anni Sessanta, ad esempio di Calò, Cannella, Alviani e dell’abruzzese Di Fabio, ma anche dei campani del Gruppo “Geometria e Ricerca”, di cui si ricorda la prima monografia, pubblicata nel 1979, realizzata dall’Istituto Grafico Editoriale Italiano, di Napoli, di Rodolfo Rubino, curata da Luigi Paolo Finizio. Il gruppo napoletano “Geometria e Ricerca” si formò nel 1976 con la partecipazione di Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Riccardo Riccini, Guido Tatafiore, Giuseppe Testa e, successivamente, di Riccardo Trapani. L'intento creativo che li accomunava si muoveva sulla linea di continuità storica del linguaggio geometrico. Per ciascuno, dall'interno del ventaglio delle proprie esperienze, si prospettò un solidale campo di ricerca: il campo dell'immaginario geometrico. Nel complesso, il loro è stato certamente un fenomeno centrale nella cultura visiva partenopea. Ritornando sugli artisti iperspazialisti considerati, vale a dire Luisa Bergamini, Giovanni Boldrini, Fabrizio Campanella, Alessandro Carlini, Maria Pia Daidone, Andrea P. Damiani, Anna Donati, Maria Cristiana Fioretti, Giovenale, Cesare Iezzi, Ettore Le Donne, Giuseppe Masciarelli, Antonio Paciocco, Monica Pennazzi, Alessandro Perinelli, Massimo Pompeo, segnaliamo che intrigano per le soluzioni, suffragate da estremi particolarismi astratti, atte a dettagliare tensioni, abbinamenti, costruzioni e trasversali strutturazioni, che investigano percezioni cromatiche. Sugli artisti hanno espresso attente considerazioni alcuni importanti critici e giornalisti ed il loro lavoro è stato sottolineato anche dal critico abruzzese Leo Strozzieri, che ha scritto in modo esaustivo sugli “Iperspazialisti”, tra l’altro, nel catalogo “Iperspazialismo e sue radici storiche”, che fece da corredo alla mostra “Movimento Iperspazialista e sue radici storiche”, dell’agosto 2005, realizzata a Popoli, in provincia di Pescara, alla Sala Comunale “Corradino D’Ascanio” (inventore, per chi non lo sapesse ancora, dell’elicottero e della vespa). Nel volume, tra l’altro, fu riportata una documentazione fotografica dei vari protagonisti ed un saggio storico del curatore Leo Strozzieri, nonché interventi di altri sei studiosi italiani: Enrico Borgatti, Lino Cavallari, Eraldo Di Vita, Janus, Antonio Picariello e Maurizio Vitiello. Sugli Iperspazialisti si è attivata un’attenzione critica ed i loro lavori, eleganti e ritmici, abbracciano il mondo delle coordinate comunicative. L’Iperspazialismo, che prosegue il discorso iniziato da Lucio Fontana, col celebre “Manifiesto blanco”, è una presa di coscienza di una visione ampliata dello spazio dovuta ai progressi scientifici e telematici, con una particolare attenzione all’individuo concepito quale frammento dell’universo. Maurizio Vitiello


Name: Vinni Scorsone
Email: vinniscorsone@tiscali.it
From: Palermo
Date: 20/02/2006
Time: 13.48.43
 

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GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE “STUDIO 71” Via ten. Luigi Rizzo n. 16 ang, Via V,zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo Tel. 091 6372862 – cell. 333 2737182 Associazione culturale reg. a Palermo al n. 10687 www.studio71.it – e mail studio71pa@tin.it COMUNICATO STAMPA Sabato 4 marzo alle ore 19, presso la galleria Studio 71 di Palermo, verrà presentato il nuovo libro di Ignazio Apolloni dal titolo L’amuor ne passe pas 52 lettere d’amore edito da Coppola Edizioni. Il volume è composto di 52 lettere d'amore che Ignazio Apolloni ha inviato ad altrettanti personaggi femminili, reali e non, delle varie epoche. Nell'opera è sottesa una forma di vergogna per ciò che molte donne hanno subìto nel corso dei secoli, ma non mancano accenti di ammirazione per la capacità dimostrata nell'affermarsi come dive, scrittrici, fotografe, rivoluzionarie o cantanti. Sono però, già una parte di esse, entrate nell'ombra sicché si impone una rivalutazione della loro funzione, in qualche caso catartica. Parlarne dunque diventa un dovere se si vuole evitare per un verso la loro scomparsa definitiva dalla scena e per l'altro che il loro messaggio finisca con l'essere definitivamente inascoltato. L'introduzione è di Marcella Croce. La presentazione del libro avverrà in concomitanza con l’inaugurazione della mostra personale di Roberto Zito che trae il titolo proprio dal nuovo libro di Ignazio Apolloni e per il quale ha realizzato delle illustrazioni. Nel corso della serata, interverranno Marcella Croce, che ha scritto la presentazione all’interno del libro, e Aldo Gerbino che parlerà di Roberto Zito. Marcella Croce E’ nata a Palermo, dove si è laureata in letteratura inglese. Ha conseguito il Master e il Dottorato di ricerca in letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (USA). Per oltre 14 anni ha tenuto corsi organizzati a Palermo dal Trinity College (Hartford, CT, USA). Collabora da sei anni al quotidiano La Repubblica. Ha insegnato lingua italiana presso l’Università di Isfahan (Iran) e attualmente insegna presso la Ritsumeykan University di Kyoto (Giappone) per conto del Ministero Affari Esteri. Ignazio Apolloni Autore versatile, ha pubblicato due libri di favole (Capellino e Favole per adulti); uno di narrativa (Gilberte, editrice Novecento, con protagonista una ragazza ebrea); un romanzo sperimentale (Roma 56); uno di Singlossie (editrice Novecento); quattro di racconti Dalla parte del mare, Racconti patafisici e pantagruelici, New York allucinogeni e merletti, Il golfino celeste a maglie larghe (i primi tre con Manni e il quarto con Coppola); un romanzo autobiografico con spiccata tendenza a bloccare lo scorrere del tempo (Niusia). Ha praticato la neoavanguardia e la sperimentazione. Ha contribuito a creare il movimento Antigruppo e ha teorizzato la singlossia come superamento dei linguaggi verbo-visivi. È nato a Palermo. Ha viaggiato molto e in più continenti. Ha vissuto a Torino, Roma, New York, Los Angeles, Parigi. L’Editrice Besa ha in programma la pubblicazione delle sue Favolette con prefazione di Michele Rak, mentre Piero Manni darà tra breve alle stampe il romanzo Marrakech. Il libro sarà presentato in più città della Sicilia e soprattutto in occasione dell'8 marzo. Si gradisce sapere se le testate, critici o scrittori in indirizzo siano interessati a riceverne copia per eventuale recensione. Il costo, per le 260 pagine è deliberatamente basso e viene fissato in € 10. In quarta di copertina quattro volti di donna di Roberto Zito. Per informazioni rivolgersi ai numeri 091 516318 3358157540 3381499867 Con Preghiera di Pubblicazione Per semplicità e facile comprensione del testo si aggiunge l'indice. PERSONAGGI DELLA LETTERATURA A Saffo di Samotracia A Beatrice A Francesca da Rimini A Silvia Rusticotto A Elena di Troia Alla Sibilla Cumana A Dulcinea Del Toboso A Emma Bovary Ad Anna Karenina A Lolita Haze A Larisa Fédorovna ASheherazade A Molly Bloom A Biancaneve la locandiera Alla balena bianca ESISTENZIALISTE A Juliette Greco SCRITTRICI GENIALI A George Sand A Marguerite Yourcenar A Karen Blixen A Natalia Ginzburg SCRITTRICI IMPEGNATE A Simone De Beauvoir A Virginia Woolf REGINE DELLA CANZONE E DELLA VOCE A Edith Piaf A Jeanne-Marie Bourgeois Ad Aretha Franklin Ad Amalia Rodrigues A Maria Callas PERSONAGGI DELL’ARTE Alla Fornarina A Virginie Amélie Gautreau A Mona Lisa A Tamara Lempicka PERSONAGGI DEL TEATRO E ATTRICI A Giulietta Capuleti A Lady Macbeth A Desdemona Mandraki A Marta Abba RIVOLUZIONARIE A Lady Godiva A Marianna La Marsigliese A Eleonora Pimentel Fonseca A Olympe De Gouges FIGURE ASTRONOMICHE Alla Luna A Cassiopea PERSONAGGI DELLA STORIA Ad Anna Bolena A Edvige di Polonia A Isabella di Castiglia A Jean d’Arc A Rosa Luxembourg PERSONAGGI DEL FUMETTO A Matoaka Pocahontas DIVE DEL CINEMA Ad Anna Magnani DIVE DELLA FOTOGRAFIA A Tina Modotti PERSONAGGI TRAGICI Ad Anneliese Marie Frank COMPRIMARIE A Josephine Beauharnais SEMIOLOGI A Rossana Apicella


Name: Galleria Marconi
Email: galleriamarconidimarconiarconi@virgilio.it
From: Cupra Marittima
Date: 20/02/2006
Time: 13.53.54
 

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presenta MIND GAMES a cura di Karin Andersen L'inaugurazione è domenica 19 Febbraio alle ore 18.00 La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica Domenica 19 Febbraio la Galleria Marconi presenta “Mind Games”, una collettiva curata dall’artista Karin Andersen. Tema della mostra è una reinterpretazione dell’identità all’insegna di mitologie da pop culture, di improbabili sogni giovanili e non, di talenti latenti e di immaginari personalissimi: come saremmo se non fossimo quel che siamo, ma se invece avessimo realizzato il sogno di diventare una star? Karin Andersen ha invitato alcuni artisti a rispondere ai seguenti quesiti: “se fossi un musicista, che tipo o genere di musica faresti? Come ti chiameresti? Quale sarebbe l’estetica delle tue uscite discografiche e il look con cui ti presenteresti al tuo pubblico?”, e a elaborare copertine di CD, flyers, locandine, gadgets e ogni altro tipo di oggetto-feticcio utile a illustrare il gioco della reinvenzione di se stessi sotto forma di alter ego musicale. Tutto il materiale della mostra è rigorosamente falso. Anche gli artisti attivi nel campo della musica hanno dovuto rivedersi in base all’idolo che avrebbero voluto diventare, portando alla luce la propria vena trash, l’inconfessato amore per la musica country, tirando fuori dai cassetti i gadget heavy metal tenuti nascosti, le proprie fantasie sulla musica classica e contemporanea, o anche la voce da mezzosoprano che finora si era sentita soltanto tra le piastrelle della propria doccia. Mind Games è la più recente tappa di un work in progress che ha preso il via a partire da una prima mostra di sole copertine di CD finte, ideata e organizzata da Karin per la galleria bolognese Il Campo delle Fragole nel 1996. Il progetto è stato successivamente riproposto in altri luoghi, grazie al supporto e alla collaborazione di Michele Mariano (artista), Edoardo Bridda (critico musicale), Christian Rainer (artista e musicista), Andreas Flevin (scrittore e critico musicale). Quest’ultima special edition realizzata per la Galleria Marconi presenta lavori inediti di 30 artisti italiani e stranieri, e testi di presentazione di Edoardo Bridda e Andreas Flevin. Gli artisti che hanno aderito all’iniziativa sono: Arianna Carossa, Juan Carlos Ceci, Christian Rainer, Daniel Lee, Sara Colaone, MoniQue Monica Condini, Juha van Ingen, Hanna Yrjönen, Andrea Contin, Katharina Dieckhoff, Maicol & Mirco, Luigi Mastrangelo, Bruno Benuzzi, Marc Giloux, Michele Mariano, Sandro Natalini, Onofrio Catacchio, Elena Rapa, Roxy in the Box, Rachele Salvioli, SQUP, Fedra Boscaro, Vru & Sawa & Totò, Giovanni Bellavia & Beatrice Negri & Francesco Di Credico & Giulio Macaione On Sunday 19th February Marconi Gallery will present “Mind Games”, a group exhibition curated by the artist Karin Andersen. The theme of the show is a reinterpretation of identity according to pop culture mythologies, improbable dreams of our youth (and not only), latent talents and very personal imaginaries: how could we be if we weren’t what we are, if we had, on the contrary, realized the dream to become a star? Karin Andersen has invited the partecipating artists to answer to the following questions: “if you were a musician, what kind of music would you play? What would your name be? What about the look of your records, and the way you would present yourself to the audience?” and to create CD covers, flyers, posters, gadgets and any other fetish-object that might illustrate the mind-game of reinventing oneself as a musical alter ego. All the exhibition material is absolutely fake. Even the artists who are active in the music scene as well had to reinvent themselves according to the idol they would have wanted to become, revealing their own trash inspiration or their unconfessed love for country music, taking their hidden heavy metal gadgets out of their drawers, displaying their own imaginations about classic and contemporary music or even the mezzo soprano voice which up to now could be heard only in the shower. Mind Games is the latest event of a work in progress which started with a first exhibition of fake CD covers, planned and organized by Karin for “Il Campo delle Fragole” Gallery of Bologna in 1996. The project has then been proposed in other places, thanks to the support and collaboration of Michele Mariano (artist), Edoardo Bridda (music critic), Christian Rainer (artist and musician), Andreas Flevin (writer and music critic). This latest special edition realized for Marconi Gallery features new works by 30 italian and foreign artists, and presentation texts by Edoardo Bridda and Andreas Flevin. Artists participating: Arianna Carossa, Juan Carlos Ceci, Christian Rainer, Daniel Lee, Sara Colaone, MoniQue Monica Condini, Juha van Ingen, Hanna Yrjönen, Andrea Contin, Katharina Dieckhoff, Maicol & Mirco, Luigi Mastrangelo, Bruno Benuzzi, Marc Giloux, Michele Mariano, Sandro Natalini, Onofrio Catacchio, Elena Rapa, Roxy in the Box, Rachele Salvioli, SQUP, Fedra Boscaro, Vru & Sawa & Totò, Giovanni Bellavia & Beatrice Negri & Francesco Di Credico & Giulio Macaione scheda tecnica/technical card ufficio stampa/press agent Dario Ciferri catalogo/catalogue curatore/curator Karin Andersen testo critico/art critic by Edoardo Bridda, Andreas Flevin traduzione di/translation by Patrizia Isidori, Giulia Wilkinson, Catia Mignini dal 19 Febbraio al 16 Marzo from 19th February to 16th March orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20 opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m. Galleria Marconi di Franco Marconi C.so Vittorio Emanuele, 70 63012 Cupra Marittima (AP) tel 0735778703 e-mail galmarconi@siscom.it web www.siscom.it/marconi IO ESISTO, IO SUONO. Stefano Segatori A cura di Sure Creative Lab Non sono un fantasma. Non sono un'invenzione. Sono fatto di carne, ossa e sangue. Quando fa freddo cerco una fonte di calore. Quando fa caldo cerco un luogo ventilato. Conosco la fame, conosco la sete e conosco la fatica. Le mie mani utilizzano degli strumenti, il mio intelletto elabora dei pensieri, la mia anima evoca delle atmosfere. Io esisto, io suono. Louse Gallery c/o Galleria Marconi, dal 19 febbraio. I EXIST, I PLAY. Stefano Segatori Curated by Sure Creative Lab I am not a ghost. I am not an invention. I am made of flesh, bones and blood. When it is cold I look for something that gives warmth. When it is hot I look for somewhere fresh and airy. I know hunger, I know thirst and I know exhaustion. My hands are pratical, my intellect elaborates on thoughts, my soul creates ambiences. I exist, I play.


Name: PRISKA C. JUSCHKA FINE ART
Email: gallery@priskajuschkafineart.com
From: New York
Date: 20/02/2006
Time: 13.56.42
 

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Dana Melamed When Dawn Breaks February 16 - March 18, 2006 Opening reception: Thursday, February 16, 6-9 PM The Second Wave Transparency film, sheetrock mesh, ink, charcoal, acrylic paint on paper 34 x 53 in. 86.36 x 134.62 cm. 2006 PRISKA C. JUSCHKA FINE ART P R E S E N T S Dana Melamed When Dawn Breaks Priska C. Juschka Fine Art is pleased to present When Dawn Breaks, Dana Melamed's first solo exhibition in New York City. In her work, Melamed amasses numerous layers of urban images and building materials in order to construct cities that exemplify the unremitting destruction and rebuilding of our surroundings. Melamed's works embody narratives of the great cities of the world, yet, at the same time, resist the allusion to a specific time and place. Despite their seemingly open-ended appearance, Melamed defines a clear core around which the work organically develops on the wall. The starting point of her constructions are most often the very events that restructure our environments-fires, earthquakes, floods, hurricanes or acts of human aggression. These calamitous episodes leave a scar on the configuration of the city, in turn creating the need to rewrite its structural pattern. It is this process of reconstruction that Melamed mimics in her work, both uncovering and concealing the impressions that the destructive force left behind. In so doing, her works unearth the intrinsic structure upon which every major city is built. She constructs buildings, paves roads and establishes infrastructures above existing ones, using architectural imagery and techniques such as transparency film, aluminum, ink, sheetrock mesh, and charcoal. By vigorously applying and eradicating layer after layer to and from her fictitious metropolis, Melamed points to the ubiquitous nature of history. In realizing the process and outcome of her works, one is able to distinguish a unique practice of regeneration that is inevitably inherent in the event of destruction. Dana Melamed was born and raised in Israel, and now lives in New Jersey. She holds a B.A. in Architectural Studies from Ort Technikum, Israel. She has had several solo exhibitions in Tel-Aviv, and has also participated in group shows in the United States, including New Found Land at Priska C. Juschka Fine Art (2005). She recently took part in The Cooper Union Residency program (2005). Dana Melamed biography - works online Join Priska Juschka and the artist at the gallery for an opening reception on Thursday, February 16, 6-9 PM Gallery hours: Tuesday through Saturday 11:00 to 6:00 PM or by appointment. To subscribe or unsubscribe at any time please visit priskajuschkafineart.com


Name: Museo Macro
Email: macro@comune.roma.it
From: Roma
Date: 20/02/2006
Time: 13.59.22
 

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COMUNICATO STAMPA ART HIGHLIGHTS 4 COORDINATE DELL’ARTE “Geografie contemporanee” raccontate da curatori, storici e teorici dell’arte Ciclo di incontri a cura di DOBRILA DENEGRI Primo incontro con VIKTOR MISIANO “L’Arte Sovietica oltre il 2000” Sabato, 25 Febbraio 2006, alle ore 18.00 Sala conferenze MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma Via Reggio Emilia, 54 Appuntamento affermato del MACRO, anche quest’anno prende il via “Art Highlights”, il ciclo di incontri a cura di Dobrila Denegri, che giunge alla sua quarta edizione con il titolo “Coordinate dell’arte”. Tema della rassegna, infatti, è quello di proporre un viaggio ideale attraverso le molteplici geografie dell'arte, per indicare punti di orientamento nella mappa della attuale scena artistica. La quarta edizione di “Art Highlights”, realizzata in collaborazione con l’Associazione MACROAmici, porrà particolare attenzione al medio oriente, sull’area del Mediterraneo, verso la Cina, l’Africa centrale e del sud, l’India ma anche l’Europa e gli Stati Uniti, verso tutte quelle diverse aree che oggi vengono considerate epicentri dei movimenti politici, economici, sociali, artistici e culturali. Proponendosi come osservatorio sulle diverse sfaccettature del rapporto esistente tra l’arte e le altre realtà, come quella sociale o politica, il ciclo d’incontri interroga le modalità d’impegno dell’arte e il suo rapportarsi ai contesti in cui opera. I temi affrontati vogliono sottolineare le complesse relazioni tra l’arte e le altre sfere della realtà circostante, e concentrarsi sulla situazione dell’arte in Iraq, in medio oriente, e verso l’espansione del percorso artistico Cinese e quello intrapreso in Sud Africa dai giorni di apartheid sino ad oggi. “Coordinate dell’Arte” cercherà di offrire una visione prismatica, aggiornata ed approfondita, ospitando i contributi di alcune tra le più interessanti figure curatoriali, cominciando con VIKTOR MISIANO, noto curatore e storico dell’arte, attualmente direttore del Centro statale per i Musei e le mostre di Mosca e direttore della rivista “Moscow Art Magazine”. L’intervento di Misiano al MACRO, intitolato "L’arte Sovietica oltre il 2000", costituisce un’occasione unica per vedere e studiare da vicino come si articola l’attuale produzione artistica in Russia e nei territori dell’Asia centrale, in Kazakhstan, Kyrgyzstan e Uzbekistan, luoghi dove il curatore ha presentato la recente mostra proposta in ambito della 51° Biennale di Venezia. Misiano è stato uno dei più attivi curatori Russi, dal periodo di Perestroika sino ad oggi e, come autore di numerose mostre, libri e saggi, ha presentato gli artisti e i movimenti sovietici che si sono imposti ed affermati anche oltre i confini della Federazione Russa. Viktor Misiano è nato nel 1957 a Mosca, dove vive e lavora. Dal 1980 al 1990 è stato curatore presso il Museo Nazionale delle Belle Arti Puschin e dal 1992 al 1997 direttore del Centro per l’Arte Contemporanea di Mosca. Oltre alle numerose mostre realizzate presso musei Europei, ha partecipato a diversi progetti curatoriali nel ambito della biennale di Istanbul (1992), Venezia (1995, 1997, 2003) e Valencia (1999), è stato membro del team curatoriale della prima edizione di Manifesta a Rotterdam (1996). CALENDARIO SABATO, 25 FEBBRAIO 2006, ALLE ORE 18.00 VIKTOR MISIANO, Vice direttore di Centro per Musei e Mostre “Rosizo”, Mosca “Arte Sovietica oltre 2000” VENERDI, 10 MARZO 2006, ALLE ORE 18.00 CATHERINE DAVID, attualmente direttrice del progetto itinerante “Contemporary Arab Representations” promosso da Tàpies Foundation di Barcelona. “Rappresentazioni Arabe Contemporanee” VENERDI, 24 MARZO 2006, ALLE ORE 18.00 ALKA PANDE, curatrice di Visual Arts Gallery, India Habitat Center a New Delhi “Esperienza Indiana: Le voci ibride” VENERDI, 7 APRILE 2006, ALLE ORE 18.00 JULIAN ZUGAZAGOITIA, direttore di Museo El Barrio, New York “Collezionare l’arte contemporanea dei paesi Latini” VENERDI, 28 APRILE 2006, ALLE ORE 18.00 ULF VIERKE, curatore e professore al Iwalewa-Haus – Centro per studi africani presso la Università a Bayreuth “Arte contemporanea in Africa centrale” VENERDI, 12 MAGGIO 2006, ALLE ORE 18.00 VASIF KORTUN, direttore del Platform Garanti Contemporary Art Center, Istanbul “Guardando in entrambe direzioni o a proposito di irreconciliabilità: Arte contemporanea in Turchia e area Mediterranea in relazione all’Europa” VENERDI, 25 MAGGIO 2006, ALLE ORE 18.00 CLIVE KELLNER, direttore di Johannesburg Art Gallery “Arte in Sud Africa dopo Apartheid” Art Highligts 4 è realizzato in collaborazione con: l’Associazione MACROAmici Un particolare ringraziamento a: Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo EDIZIONI PRECEDENTI: ART HIGHLIGHTS 1: NUOVE POSIZIONI / NUOVI RUOLI La 1° edizione della serie di conferenze ART HIGHLIGHTS si era proposta di mettere a fuoco le più attuali problematiche e riflessioni sul sistema dell’arte contemporanea e i profondi cambiamenti che lo hanno segnato negli ultimi anni, attraverso interventi di alcuni tra i curatori più significativi, come Harald Szeemann, Achille Bonito Oliva, Jan Hoet, David Elliott e quelli appartenenti alla generazione più giovane, come Daniel Birnbaum e Nicolas Bourriaud. ART HIGHLIGHTS 2: MULTIPLE HORIZONS Nella 2° edizione, ART HIGHLIGHTS ha coinvolto prevalentemente artisti internazionali, con l’intento di approfondire, attraverso un incontro o una conversazione con un curatore, gli aspetti più significativi e più inediti del loro lavoro. Allo stesso tempo - come ha voluto indicare il titolo "Molteplici orizzonti" - questa serie d'incontri ha proposto sguardi e punti di vista diversi sull'arte e sul mondo contemporaneo in un momento pervaso da un senso di crisi e d’incertezza che accompagna l'attuale processo di trasformazione globale. Hanno partecipato tra gli altri: Marina Abramovic, Carla Accardi, Christian Boltanski, Alberto Garutti, Jun Nguyen Hatsushiba, Tracey Emin, Alfredo Jaar, Ernesto Neto, Tobias Rehberger, Anri Sala e Heimo Zobernig. ART HIGHLIGHTS 3: SHOW & DISPLAY: LA MOSTRA IDEALE Qual è la mostra ideale? Come possono essere ridefiniti i modelli espositivi oggi? Quali esperienze contemporanee e quali esempi storici possono diventare punti di riferimento propositivi e costruttivi? Sono stati alcuni degli interrogativi cui SHOW & DISPLAY, la 3° edizione di conferenze “Art Highlights” organizzata dal MACRO, ha cercato di dare risposta, attraverso il coinvolgimento di alcuni tra i più interessanti protagonisti nel campo dell’arte, dell’architettura, del design, della moda, della scienza e della teoria dell’arte come: Grazia Quaroni, (curatore della Fondazione Cartier, Parigi), Victoria Vesna (Capo cattedra per Media Arts, UCLA, Los Angeles), Denis Santachiara (designer, Italia), Iwona Blazwick (direttore della Whitechapel, Londra), Naoki Takizawa (direttore artistico di Issey Miyake Inc.,Tokyo), Hans Ulrich Obrist (curatore ARC, Parigi) e Joep van Lieshout (artista, Rotterdam). Scheda Informativa Direttore: Danilo Eccher Art Highlights: programma di approfondimento che coinvolge, in una serie d’incontri, numerosi curatori, storici dell’arte e figure di spicco nella scena internazionale. A cura di Dobrila Denegri Ingresso gratuito Sede: MACRO, Via Reggio Emilia 54 – Sala Conferenze Orario del MACRO: da martedì a domenica 9.00 – 19.00; festività 9.00 - 14.00; (lunedì chiuso) Info: 06-6710 70400 – Fax: 06-8554090 / macro@comune.roma.it / www.macro.roma.museum Servizi didattici: dipartimento didattica – tel. 06 6710 70423/25 Servizi al pubblico: bookshop, caffetteria, mediateca, videoteca, postazioni multimediali Referente del Macro per la stampa: Laura Larcan: tel. +39 06 6710 70415 – l.larcan@comune.roma.it


Name: Galleria e Biblioteca d'Arte Studio 71
Email: studio71pa@tin.it
From: Palermo
Date: 20/02/2006
Time: 14.01.10
 

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GALLERIA E BIBLIOTECA D’ARTE “STUDIO 71” Via ten. Luigi Rizzo n. 16 ang, Via V,zo Fuxa n. 9 – 90143 Palermo Tel. 091 6372862 – cell. 333 2737182 Associazione culturale reg. a Palermo al n. 10687 www.studio71.it – e mail studio71pa@tin.it COMUNICATO STAMPA Sabato 4 marzo alle ore 18, presso la galleria Studio 71 di Palermo, verrà inaugurata la mostra personale di Roberto Zito intitolata L’amour ne passe pas. La mostra prende il titolo dal nuovo libro di Ignazio Apolloni, che verrà presentato nel corso della serata, per il quale le opere sono state realizzate. Le opere, tutte su carta, sono circa 25 e ci presentano una donna che incarna in sé la dea madre, l’origine del tutto che, stanca di essere continuamente messa da parte e sfoggiata soltanto per poche occasioni, si fa presente rivendicando il suo potere. La mostra vuole essere un omaggio all’essere femminile e femmineo. Ridestata dal sonno dell’oblio la donna di Apolloni e di Zito si fa incanto: amante appassionata o silenziosa sfinge, guerriera o madre amorevole, fata dei boschi, musa ispiratrice, luna, sirena, incorreggibile Pandora, incorreggibile Eva. Ella è la modella, la Galatea, il senso di tutte le cose, il motore delle umane passioni che spinge gli uomini a creare, a farsi dei. Scrive Vinny Scorsone nella presentazione in catalogo: ”Quelle di Zito sono storie, favole raccontate con estrema sintesi, ma intrise di profondità mute. Poco chiasso, tutto è avvolto in un’atmosfera sospesa; frammento di tempo bloccato nel divenire dello spirito. Tra fiori, isole, foglie, figure ieratiche sembranti pietra e un pesce come firma, l’universo illustrato ed interpretato da Zito viaggia nel mare delle illusioni, varcando passaggi geografici e mentali posti a confine tra il mondo reale e quello delle emozioni silenziose.” E così descrive Aldo Gerbino, in catalogo, le inquietanti immagini femminili di Zito:”…Ed è figura dove la centralità cefalica si esprime in tutta la sua raccolta somatica, in tutta la sua espressione vitale, e, allo stesso tempo, in quella caratura patologica che trova il suo compimento e la sua germinazione nella fase ‘non finale’ della decapitazione. L’acefalia si offre in tal modo, come fu per Zancanaro e la sua Venere acefala, in una nuova forma di bellezza, di sensuale prestanza, di assorta meditazione su sé stessa, sul corpo, sulle funzioni e sul desiderio di rappresentazione. Al corpo si associa il modello di una natura selenica, ora sfrondata da orpelli, ora resa più tumultuosa dal moltiplicarsi di botaniche presenze, e resa da Zito in una sorta di crudezza metafisica.” Le opere sono quasi tutte legate tra loro dalle tonalità di un azzurro tenue, quasi assente in alcune opere, e solo qualche rara volta sono solcate da rossi violenti. Disegni, collages, dipinti offrono allo spettatore una visione di donna mite e potente, unica bellezza in un mondo in lotta. La mostra, a cura di Vinny Scorsone, si concluderà il 18 marzo. Orario dalle 17.00 alle 20.00 escluso i festivi. Palermo, 14/02/2006 L’addetto stampa Mariella Calvaruso


Name: Mirta De Simoni Lasta
Email: info@mirtadesimoni.it
From: Milano
Date: 20/02/2006
Time: 14.02.50
 

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“Tra mito e logos” è il titolo della personale che Mirta De Simoni Lasta proporrà al Circolo Culturale Bertolt Brecht di Milano. La mostra, curata da Lorenzo Argentino e con testo critico di Maria Vera Carminati è un corpus di una trentina di opere realizzate dal 2004 fino alle più recenti del 2006. La tecnica usata è quella dell’acrilico e del collage su tela, con qualche effetto di tridimensionalità. Dopo questa tappa italiana la mostra sarà in Olanda, presso la galleria Beldentuin Bon Ton, a partire dal 12 marzo fino al 16 aprile 2006. In contemporanea nel parco della galleria saranno esposte le sculture dell’artista olandese Anton ter Braak. Lo spazio di queste figure non è una relazione astratta, ma una res, che rinuncia alla compiutezza dell’oggettivo per la grandezza allusiva del simbolo, una realtà soggettiva, carica di tonalità emotive e di risonanze interiori. Le figure sono tanto più materiche e incompiute, quanto più densa e ricca è l’anima che hanno attraversato per venire alla luce. Tempo e spazio si raccolgono nel confine della tela e nel gesto dell’artista. Un gesto e uno sguardo che li dilatano o li fanno gravitare attorno a qualche frammento di realtà, trasfigurato e levigato fino a diventare essenziale. La polisemia del segno si spoglia dell’abito comodo dell’ambiguità e diventa simbolo, un centro di attrazione, un nucleo in cui le civiltà sedimentano. La materia partecipa della vita della coscienza e palpita nei rossi degli sfondi, che sono ad un tempo sacri ed espressione – tutta umana – di passione. Una piccola casa in un paesaggio di neve si appoggia ad una montagna, che lungo il suo profilo mette in tensione cielo e senso della terra. E’ forse la stessa che fa ascoltare il suo silenzio ad un uomo-volto, su cui la luce rivela il duplice flusso dei pensieri: apertura e sguardo esteriore, introspezione e sguardo interiore. E’ ancora la luce, nitida o rarefatta dei picchi, il luogo dove umano e divino, impercettibilmente, si toccano. Dove lo spazio si fa più denso e la tensione vibrante, nello ziggurat sospeso, mentre la sua materia scende in gocce a terra, e nella totemica meditazione delle donne-torri. Ogni segno ha in se una traccia di assolutezza, come un destino che marca definitivamente la sua curvatura. Ma la memoria e la predestinazione sono libere dalla malattia e dal rischio di saturazione, perché la forma è incompleta e vibrante, sulla soglia della sua rivelazione. La forma incompiuta è gesto, è divenire. E così la presenza indicibile dell’oggetto è anche la sua assenza. L’arabesco e il ghirigoro, l’oro e il rosso, il definitivo e l’incompiuto, il solido e l’instabile, l’io e il mondo, la grazia della ballerina e la ieraticità della donna archetipo si incontrano, ma le loro tangenze e i loro confini restano vivi, irrisolti, come la dialettica tra mito e logos. Milano, gennaio 2006 Vera Maria Carminati Senza titolo, 2004 Informazioni: Mirta De Simoni Lasta 39060 VOLANO (TN) via Trento 32 tel. 0464 411001 info@mirtadesimoni.it www.mirtadesimoni.it


Name: Baldisa
Email: baldisa@libero.it
From: Viterbo
Date: 20/02/2006
Time: 14.11.01
 

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Dal 3 al 5 marzo 2006 si svolgerà a Viterbo la terza edizione di Vitarte, vetrina dell'arte moderna e contemporanea unica nel suo genere per quanto riguarda l'area Centro Sud. Organizzata da TusciaExpò, con il patrocinio di Regione Lazio, Provincia, Camera di Commercio e Comune di Viterbo, la rassegna rappresenta, grazie alla partecipazione di prestigiose Gallerie d'arte nazionali, un fondamentale appuntamento per gli operatori del settore e per gli investitori italiani e internazionali. Evento della terza edizione sarà L’ARTE SEDUTA 100 sedie d’artista a cura di Giuseppe Salerno in collaborazione con Arte&co “L’arte è lenta!” A sostenerlo sono i 100 artisti che esporranno altrettante opere per rendere omaggio alla sedia, l’oggetto che, più d’ogni altro, è luogo deputato alla sosta fisica ed alla riflessione. “La coscienza è lenta, la superficialità è rock!”, questo è ciò che implicitamente affermano i ventiquattro artisti che esporranno altrettante sedie-oggetto nella rassegna L’Arte Seduta curata da Giuseppe Salerno presso la galleria “l’arte è ….” di Calcata. Una rassegna dove sedie-oggetto, testimoni di mille pause del correre quotidiano, sono le depositarie di pensieri e riflessioni lente, si vestono di impalpabilità, di sentimento, di sudore, di poesia, di vissuto, di attese, di speranze, di illusioni, assumono i colori e le forme del sentire e si mostrano come un libro stampato a chi lentamente ad esse si avvicina. “La velocità è la dominante degli ultimi due secoli – scrive nel catalogo della mostra Giuseppe Salerno - Tutto e subito! è l’imperativo che ha mosso intere generazioni, allontanandole sempre più dall’antico rapporto simbiotico con un universo i cui ritmi lenti si confrontano con l’eterno. Quando la televisione proclama che positivo è rock, negativo è lento! si ribadisce che la lentezza è un male, la velocità è un bene!. Concetto vecchio questo, caratterizzante quella cultura materiale che si è adoperata per dominare l’universo attraverso l’accelerazione di ogni intervento umano. Trasferimenti sempre più veloci e presenza telematica hanno annullato le distanze. Tutto si propaga – continua Salerno - in ogni dove senza conoscere barriere. La farfalla che batte le ali ad un capo del mondo adesso sì che, di fronte a milioni di spettatori incollati ai televisori, provoca gravi disastri sull’emisfero opposto. La circolazione delle merci, delle armi, delle droghe, dei virus e degli antivirus non è lenta. Lenta invece è la diffusione della pace perché il pensiero che la genera, come del resto ogni pensiero, è lento. Attività quella del pensare che sopravvive soltanto in quanti rifuggono dal dividere il mondo in due, in coloro che, non riconoscendo valore assoluto al lento ed al rock, continuano a navigare tra le infinite sfumature che sono le sole a rendere ricca l’esistenza”. Ai guru della televisione, che confermano i presupposti ideologici di una società gravemente malata il cui imperativo è “correre”, gli artisti rispondono con L’Arte Seduta che è ora di cambiare perché la coscienza è lenta, la superficialità è rock!. Un modo questo di porre in evidenza il bisogno di fermarsi a riflettere per riconsiderare i presupposti di ciò che sin qui abbiamo chiamato “sviluppo”. (PG Baroldi – “Recupero-Seduta”) (opere di Luigi Ballarin e Gerardo Di Salvatore) Saranno in mostra opere di: Pasquale Altieri, Enrico Abenavoli, Pilar Aguirre, Minou Amirsoleimani, Alfredo Anellini, Luigi Ballarin, Rikj Bandelj, PG Baroldi, Giorgio Batoli, Pierluigi Bellacci, Laura Bernard, Giovanni Bianchi, Massimo Bormioli, Azzurra Brogiotti, Vincenzo Bruzzese, Marina Buening, Franca Buscaglia, Domenico Campisano, Pino Canali, Anna Maria Capece Minutolo, Antonella Cappuccio, Mario Carbone, Roberto Carbone, Delia Carnioli, Giovanni Carpentieri, Gino Casavecchia, Gianfranco Castelli, Fabiola Cenci, Lucia Cenni, Cinzia Cerbino, Paolo Ciaffaroni, Graziella Cionfoli, Ezio Colosimo, Vitaldo Conte, Anna Del Vecchio, Alessandro D’Ercole, Stefano Di Maulo, Gerardo Di Salvatore, Bianca Dones, Fatma El Kordy, Vittorio Fava, Lucilla Frangini Ballerini, Pancho Garrison, Sonia Giambrone, Anna Giannandrea, Mario Giuliani, Anna Gorrieri, Leila Grani, Marina Joppolo, Maria Korporal, Stefania Lubrani, Lughia, Domenico Malarbì, Venanzio Manciocchi, Giovanni Mangiacapra, Marè, Angela Marrone, Daniela Martinis, Maddalena Mauri, Andrea Mazzara, Francesca Mazzara, Gabriele Mazzara, Monica Melani, Bianca Menna, Sofia Minkova, Luigi Moriggi, Francesca Musella, Valentina Pallagrosi, Massimo Palombo, Pasquale Pazzaglia, Massimo Piergrossi, Fabrizio Pinzaglia, Eliana Prosperi, Fernando Rea, Bruno Regni, Rosella Restante, Alessandro Ridolfi, Anna Romanello, Angelo Rossi, Sandro Rossi, Franca Rovigatti, Ilaria Sadun, Alba Savoi, Angela Scappaticci, Piero Sensi, Eugenia Serafini, Elena Sevi, Maurizio Tiberti, Ivano Tomat, Marijcke Van Der Maden, Valter Vari, Riccardo Wilczek, Gemma Wittendale, Maria Woicich, Stefano Zampieri, Giovanna Zinghi, Sara Zorzino -------------------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------------------


Name: Maurizio Vitiello
Email: mauriziovitiello@yahoo.it
From: Numana (An)
Date: 20/02/2006
Time: 14.12.27
 

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ENDIADI SPAZIALE con opere recenti di Monica Pennazzi a cura di Maurizio Vitiello Allo “Studio Quadrure”, in Via Elia, 13 60026 Numana (AN) sarà inaugurata sabato 18 febbraio 2006, alle ore 18, l’interessante mostra, curata dal critico partenopeo Maurizio Vitiello, intitolata “ENDIADI SPAZIALE”, con opere in tecnica mista di Monica Pennazzi, di Ancona. Apertura ed orario: sino a venerdì 30 giugno 2006; 19-21, festivi per appuntamento (348/78.39.114); escluso sabato, domenica, lunedì. Scheda della mostra a cura di Maurizio Vitiello Si potranno cogliere gli ultimi fermenti creativi della giovane promettente artista, ora attiva a collegarsi con motivi singolari al “Gruppo Iperspazialista”, con cui ha iniziato a partecipare a collettive in campo nazionale. Il “Movimento Iperspazialista”, fronte di artisti estremamente aperto ad accogliere nuove e fresche istanze, ha fatto largo alla “new entry” contraddistinta da Monica Pennazzi, che sta esponendo a “Il Diapason Arte” di Napoli, diretto da Rosalba Lombardo, e che esporrà a marzo 2006 a “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere (CE), diretto da Gennaro Stanislao. La giovane artista utilizza una chiave estremizzata e sembra voler suggerire ritmi e visioni. Spaccati geometrici su plastiche evidenze s'impongono come possibili riepiloghi di emozioni. Maurizio Vitiello


Name: MACRO Museo d'Arte Contemporanea
Email: macro@comune.roma.it
From: Roma
Date: 21/02/2006
Time: 17.45.46
 

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Museo d’Arte Contemporanea Roma Via Reggio Emilia, 54 COMUNICATO STAMPA ART HIGHLIGHTS 4 COORDINATE DELL’ARTE “Geografie contemporanee” raccontate da curatori, storici e teorici dell’arte Ciclo di incontri a cura di DOBRILA DENEGRI Primo incontro con VIKTOR MISIANO “L’Arte Sovietica oltre il 2000” Sabato, 25 Febbraio 2006, alle ore 18.00 Sala conferenze


Name: Theatre en Vol
Email: l.piallini@theatrenvol.org
From: Sassari
Date: 21/02/2006
Time: 18.08.30
 

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HABITAT IMMAGINARi conferenza europea Sassari dal 23 al 25 marzo 2006 clicca qui sotto ed apri la descrizione del programma e dei laboratori Il ruolo dell’arte nella riqualificazione degli spazi urbani e nella creazione di una nuova coesione sociale questo il tema centrale della Conferenza europea “Habitat immaginari, arte, cultura e spazi urbani”. Si terrà a Sassari dal 23 al 25 marzo 2006, organizzata da Theatre en Vol all’interno del progetto europeo Cultura 2000 “Viaggio – alla ricerca di un luogo, un sogno, un’esistenza” con i partner: - Belfast Community Circus (Irlanda) - Kulturhus Aarhus (Danimarca) - Ane Monro Theater ( Slovenia). DUE giorni di dibattiti tra artisti, urbanisti, sociologi, operatori socio-culturali ed amministratori TRE laboratori di musica, teatro e danza rivolti a giovani artisti . TANTE dimostrazioni pratiche-artistiche nel centro storico Il programma venerdi, 24 marzo 2006 9.30 – 13.00 apertura conferenza macchinazione ed altre diavolerie – estrapolazione dallo spettacolo itinerante del theatre en vol spazi urbani artisti, abitanti, amministratori, la cittadinanza e le arti di strada. Progetti ed Esperienze intervengono: alberto merler – michel crespin – soren friis moller – victor cucurull spazi urbani e cittadini vivibilità, patrimonio, memoria intervengono:pietro leoni – vincenzo simone – laura marasso e ilaria testa 15.30 percorsi guidati attraverso il centro storico 16.00 spazi urbani e festival quale approccio, quale impatto, quale cambiamento intervengono:will chamberlain – aleksandra ksiezopolska – goro osojnik  25.03.06 9.30 – 13.00 DALLA CREAZIONE ARTISTICA alla TRASFORMAZIONE CREATIVA DELLO SPAZIO URBANO. Rapporti tra luoghi, artisti e cittadini in un ottica ludica Girovagando. Il cielo dietro l’angolo, incontri internazionali di arte in strada proiezione del documentario di Maurizio Maliore sul festival 2005 Intervengono: Teresa Pintori – Sandro Sarai – Vanni Maciocco – Anton Roca – Arnaldo Cecchini VIVERE GLI SPAZI URBANI – COLTIVARE LA PARTECIPAZIONE Intervengono Myriam Stoffen – Franco Uda – Michèle Kramers – Il Pubblico 15.30 percorsi guidati attraverso il centro storico 16.00 – 18.00 HABITAT IMMAGINARI - ARTE, CULTURA E SPAZI URBANI. Indirizzi e strategie. Gruppi di discussione: A] arte e coesione sociale B] relazioni tra artisti, amministratori e cittadini C] arte come motore nella riqualificazione del territorio. HABITAT IMMAGINARI. Proposte per una strategia Assemblea plenaria e stesura di un documento finale.  Dal 20 al 25 marzo Fred Tousch (Francia), "il piacere, l’audacia e la pertinenza" - laboratorio sulla creazione di incursioni teatrali in spazi urbani non convenzionali Dal 20 al 25 marzo il centro storico verrà invaso pacificamente da percorsi visivi, interventi, performances e esposizioni (consultare la stampa) Dal 22 al 25 marzo Wanda Moretti (Venezia), "dalla terra al cielo" - laboratorio di danza verticale Tutte le sere alle 21.00 verrà proiettato il film “Le Géant tombé du ciel” – spettacolo “monumentale” della compagnia francese Royal de Luxe presso lo spazio S’Entrigu in luogo da definirsi. Ingresso gratuito.


Name: Silvia Venuti
Email: venutisilvia@hotmail.com
From: mILANO
Date: 26/02/2006
Time: 21.10.39
 

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Manifestazione promossa dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO nell’ambito della Giornata Mondiale della Poesia 2006: “Quando la poesia diventa scrittura”. II° incontro con i poeti contemporanei. TITOLO: “Ferite e rifioriture” LETTURE E INTERVENTI DI Giuseppe Conte LUOGO: Libreria Internazionale Hoepli, via Hoepli 5, Milano, tel.02 86487208 Sala conferenze, piano sotterraneo DATA: 21 Marzo 2006, ore 18 PROMOZIONE E ORGANIZZAZIONE: Fondazione D’Ars-Oscar Signorini onlus Via Sant’Agnese, 3 - Milano tel. 02 86 02 90 E mail: dars@email.it www.dars.it CURATORE: Silvia Venuti Il giorno 21 marzo 2006, la Fondazione D’Ars-Oscar Signorini onlus, ha organizzato, in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia, con il Patrocinio del Comune di Milano – Cultura e Musei – Settore Musei e Mostre e in collaborazione con la Libreria Internazionale Hoepli, l’incontro “Ferite e rifioriture” con letture e interventi di Giuseppe Conte che presenterà la sua recentissima raccolta, edita da Mondadori, che porta questo titolo. La manifestazione è promossa dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO nell’ambito della Giornata Mondiale della Poesia 2006. La poesia di Giuseppe Conte, attraversando valori mitici, si propone come canto al sublime, adempiendo la funzione sociale di sottrarre al deserto dell’anima. Il poeta è nato a Imperia nel 1945. Si è laureato in Lettere presso l'Università Statale di Milano ed è stato collaboratore di riviste letterarie e redattore della rivista il Verri. Esordisce nel 1972 con La metafora barocca, Mursia editore, destinato a diventare un punto di riferimento costante per gli studi secenteschi, e nel 1979 in poesia con L'Ultimo aprile bianco, Guanda, Società di Poesia, cui seguirà, nel 1983, L'Oceano e il Ragazzo, Rizzoli. In seguito, ha pubblicato altre raccolte di poesia, romanzi, saggi, libri di viaggio, libretti d'opera, testi teatrali tra cui Le stagioni, Rizzoli, Milano 1988, Dialogo del poeta e del messaggero, Mondadori Milano 1993, Canti d’Oriente e d’Occidente, Mondadori, 1997, Nuovi Canti, San Marco dei Giustiniani, 2001.Il suo ultimo romanzo, Il Terzo Ufficiale, Longanesi, 2002, ha vinto i premi Hemingway e Basilicata. Ha tradotto Blake, Shelley, Whitman, D. H. Lawrence, e curato l'antologia La lirica d'Occidente, Guanda, 1990. Dal 1986, è consulente, per la poesia, dell'editore Guanda (Gruppo Longanesi), e dal 1984 collaboratore di diversi quotidiani, settimanali e periodici quali Stampa Sera, la Repubblica "Mercurio", il Giornale e il Secolo XIX. Fondazione D'ARS – OSCAR SIGNORINI ONLUS


Name: paolo
Email: pool44@aliceposta.it
From: maiori
Date: 05/03/2006
Time: 21.57.10
 

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scultore in legno : sito web www.labottegadellegno.com Distinti saluti Paolo


Name: Acas Services Mostre
Email: mostre@acaservices.it
From: Spoleto
Date: 14/03/2006
Time: 08.55.03
 

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SPOLETO: OMAGGIO A GIUSEPPE MAZZINI, UNA MOSTRA 11-15 APRILE Giovedì, 2 Marzo 2006 ore 21:00 La citta' del Festival ospita', negli spazi espositivi della Galleria civica d'Arte moderna, in Palazzo Collicola, dall' 11 marzo al 25 aprile, "Arte & Cospirazione - Omaggio a Giuseppe Mazzini", una mostra di artisti italiani e stranieri dedicata all'illustre uomo politico e pensatore, nel duecentesimo anniversario della sua nascita. La mostra, organizzata dal Comune di Spoleto e patrocinata dalla Regione dell'Umbria e dal Comune di Genova, e' curata da Graziano Marini e da Hannes Luterbacher, conservatore del Kunsthaus Grenchen, il museo svizzero che ha ospitato l'iniziativa nel mese di maggio. La scelta antologica a Palazzo Collicola e' rappresentata da opere di Paolo Cotani, Gianni Dessi', Piero Dorazio, Giuseppe Fruscia, Alessandra Giovannoni, Clemens Klopfenstein, Graziano Marini, Fortunato Brizio Petrachi, Carlo Pizzichini, Franco Troiani, Claudio Verna, Antonello Viola, Paul Wiedmer, Antonella Zazzera. Secondo il curatore Graziano Marini "questa mostra nasce dall'esigenza di mettere a confronto alcuni rappresentativi artisti italiani di differenti generazioni, che con le loro opere - ha concluso - possono al meglio, rendere omaggio all'azione dei grande pensatore italiano Giuseppe Mazzini"


Name: Galleria Akka s.r.l.
Email: galleria.akka@tiscalinet.it
From: Roma
Date: 14/03/2006
Time: 08.57.07
 

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Galleria AKKA s.r.l Via Piè di Marmo 13 00186 Roma tel. 06/6792066 galleria.akka@tiscalinet.it L'Arte dei Lobi: Esposizione di sculture antropomorfe. mostra di sculture antropomorfe dal Burkina Faso. I Lamba sono un piccolo gruppo tribale del nord-est del Togo, al confine col Benin. Sono animisti come i Moba e i Tchamba, con cui confinano rispettivamente ad Ovest e a Sud. Nell’animismo il Principio  un Dio lontano e, per lo più, neanche destinatario di culti. Questa lontananza lo rende indeterminato. Anche i tanti Dei minori, suoi parenti, con cui si hanno, invece, rapporti frequenti, sono indeterminati, proteiformi. Si incontrano in ogni evento naturale e possono anche essere intrappolati in oggetti artificiali, feticci, maschere, figure, ecc., e controllati col rito. Giustificazione metafisica (espressa nella forma del mito) ed empiria sono unite e generano un sapere pratico-teorico e criteri di valutazione in cui le caratteristiche fisiche degli eventi non sono separate dall’efficacia magica dell’arte africana tradizionale. E, soprattutto, reca il vantaggio di sollecitare un approccio estetico. Il giudizio estetico , propriamente, una forma di conoscenza che non celebra la notorietà. (In generale, ciò che ci è noto, appunto perchè noto, non conosciuto). Non consiste nel riconoscimento delle etichette, ossia nell’attribuzione di un oggetto ad un tipo materiale, formale, culturale già noto. Che è, invece, il primo compito della storia dell’arte o della cultura in genere. Il giudizio estetico è un esercizio di libertà che scopre nelle cose stesse un qualcosa di altrettanto libero, ossia di irriducibile alla funzione e ai tratti formali e materiali, qualcosa di indeterminato. E’ proprio questo qualcosa ci˜ che suscita approvazioni o disapprovazioni immediate, perentorie, viscerali, le cui espressioni verbali si contraggono, spesso, in semplici interiezioni. E che, se approvato, si indica col termine “bello” o altri della stessa famiglia, tra cui “magico” come astratto, in specie “fallico”. Lo scultore interviene sul legno, delineando dei volumi che corrispondono alla testa, al tronco e agli arti inferiori. Le braccia sono solo accennate e non distaccate dal tronco. Gli organi dei sensi sono indicati da fori o da leggeri rilievi. Delicate incisioni disegnano le dita delle mani e un reticolo di scarificazioni sia sul volto che sul tronco. L’arte dei Lamba è ancora poco nota. Vi accenna K. F. Schaedler, Lexicon Africanische Kunst˙ und Kultur, Muenchen, 1994, dove, a pag. 245, riporta il disegno di una figura che, ora, si trova al Voelkerkunde di Berlino, da cui fu acquisita nel 1900, e che è molto somigliante ad una di questa mostra. La scarsa notorietà reca con se’ lo svantaggio di poche informazioni specifiche circa le varietà stilistiche e i contenuti culturali di quest’arte, ma anche il vantaggio dell’assenza di copie e falsi che, di solito, disturbano il mercato degli oggetti che appartengono ai tipi più noti dell’Arte dei Lamba. Le sculture di questa mostra provengono da vecchie collezioni, ossia da antichi culti e da più recenti amori.


Name: Galleria Tartaglia Arte
Email: gallerie@tartagliaarte.com
From: Rimini
Date: 14/03/2006
Time: 08.58.39
 

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Galleria TARTAGLIA ARTE Art Gallery - Original Oil Painting patrocinato da: Regione Emilia Romagna, Presidenza Comune di Rimini, Assessorato alla Cultura, Musei Comunali Comune di Roma, Commissione Speciale Roma Capitale, Relazioni Internazionali Ambasciata della Repubblica del Mozambico in Italia Ambasciata del Portogallo in Italia "La realtà del colore" BERTINA LOPES Palazzo della Podestà - Rimini Verissage 18 marzo 2006 ore 17 Nella prestigiosa sede espositiva riminese Bertina Lopes, una delle maggiori artiste di origine africana operanti in Europa, celebrerà la ricorrenza dei quarant’anni trascorsi dalla sua prima mostra Indirizzo: Piazza Cavour orario: Dal martedi al venerdi h. 8,30/12,30 – h.17,00/19,00. Domenica h.16,00/19,00 ingresso libero durata: fino al 23 aprile 2006 curatori: Claudio Crescentini, Giuliana Gardelli ufficio stampa: PCCOMUNICATION editore: ERRECIEMME in collaborazione con: Galleria Tartaglia Arte - Roma


Name: Edoardo Di Mauro
Email: edoardodimauro@tiscalinet.it
From: Torino
Date: 14/03/2006
Time: 09.00.47
 

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Venerdì 17 marzo 2006 dalle 19 alle 23 presso la Fusion Art Gallery in piazza Peyron 9 /g a Torino si inaugura la rassegna "L'immagine reincantata" a cura di Edoardo Di Mauro. Espongono : Gaetano Buttaro, Gianluca Chiodi, Dario Colombo, Cristiano De Gaetano, Stefania Di Marco, Paolo di Montegnacco, Roberta Fanti, Silvia Fubini, Theo Gallino, Francesca Maranetto Gay, Tea Giobbio, Flavio Giordano, Patrizia Nuvolari, Elisa Pavan, Gianluca Rosso, Giancarlo Scagnolari, Roberto Zizzo. La mostra prosegue fino al 18 aprile martedì, giovedì e venerdì 16.30 - 19.30 o su appuntamento. Allestimento : Walter Vallini Ufficio Stampa : Marcella Germano 339/3531054 Patrocinio : Regione Piemonte Info : 335/6398351 fusionartgallery@tiscali.it


Name: A Arte Studio Invernizzi
Email: info@aarteinvernizzi.it
From: Milano
Date: 20/03/2006
Time: 14.48.55
 

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MOSTRA: Mario Nigro. Meditazioni A CURA DI: Giorgio Verzotti PERIODO ESPOSITIVO: 23 marzo - 5 maggio 2006 ORARI: da lunedì a venerdì 10 - 13 15 - 19 sabato 1 aprile 2006 e domenica 2 aprile 2006 ore 11-19 SEDE: A arte Studio Invernizzi Via Domenico Scarlatti 12 20124 Milano Tel. Fax 02 29402855 info@aarteinvernizzi.it www.aarteinvernizzi.it CATALOGO DISPONIBILE La galleria A arte Studio Invernizzi, sarà aperta al pubblico sabato 1 aprile 2006 e domenica 2 aprile 2006 dalle ore 11 alle 19 in occasione di START, evento di arte contemporanea ideato e organizzato da 24 gallerie milanesi presentando la mostra "Mario Nigro.Meditazioni" in cui sono esposte opere di un importante ciclo creativo degli anni 1991-1992. “Le 'Meditazioni' di Mario Nigro segnano una svolta nella produzione tarda dell’artista, un mutare rotta dopo i dipinti della fine degli anni Ottanta. Questi tenevano dietro alla rottura del 'Terremoto' che introducevano la rottura e il disordine nell’ordinato Nigro, l’istanza destrutturante della pulsione in seno al razionale costruttivista. La linea (...) della 'Metafisica del colore' della fine degli anni Settanta, si piega a zig-zag, poi si fa diagonale orizzontale e si frantuma nella teoria di punti, di macchie, di 'Orme' nella seconda metà degli anni Ottanta. Si arriva così alla fase surriscaldata delle stratificazioni verticali di pennellate intitolate addirittura al demonio, nella serie dei 'Dipinti satanici', apice raggiunto appunto alla fine degli anni Ottanta, a cui l’artista sente poi il bisogno di reagire. Ecco allora il clima del tutto diverso delle 'Meditazioni' (...) teorie di quadrati o rettangoli presentate come tante caselle cromatiche su tela o su carta intelata, definite con brevi pennellate monocrome ad olio su tela o ad acquarello su carta, più dense e compatte le prime, più liquide le seconde. Sempre visibili nel loro essere tracce della manualità, i tocchi di pennello nondimeno definiscono con precisione la forma geometrica che vogliono designare. Forme colorate poste in sequenza con l’allure didattica di un catalogo, con la semplice, disarmante auto-evidenza di un repertorio di toni cromatici, di elementi linguistici basilari, articolati su minime variazioni. Pennellate, tocchi di colore puro, non mescolato, se mai parzialmente sovrapposto, chiazza accostata a chiazza, striatura a striatura, richiamano quasi apertamente l’ultimo Monet, che in modo analogo definiva il tronco dei suoi salici piangenti, l’arco del suo ponte giapponese o dei suoi viali nel roseto. (...) Il richiamo agli Impressionisti allora cade non tanto a dichiarare una affinità stilistica ma piuttosto una comunanza etica, la comune volontà di fare della pittura uno strumento di conoscenza e riflessione relativamente alla realtà, al mondo. Nigro infatti chiama direttamente in causa il ruolo sociale dell’artista incarnato dagli Impressionisti, rivoluzionari in pittura quanto nelle scelte ideologiche ed esistenziali (...)” così scrive Giorgio Verzotti nel catalogo pubblicato in occasione nella mostra, contenente le riproduzioni delle opere esposte in galleria, uno scritto di Mario Nigro e un apparato bio-bibliografico. MIART 2006 30 marzo - 2 aprile 2006 Padiglione 15 Hall 2 Stand F 07 Le opere che verranno esposte a MiArt 2006 riflettono la linea dell’operare della galleria. In mostra saranno presentate opere di Rodolfo Aricò, Alan Charlton, Carlo Ciussi, François Morellet, Mario Nigro, Pino Pinelli, Bruno Querci, Nelio Sonego, Günter Umberg, Rudi Wach. Di François Morellet verrà presentata un'opera al neon bianco dal titolo "Lamentable" del 2005, cm 50x250x250, in cui l'artista procede a una decostruzione progressiva dell’immagine. Verranno inoltre esposte due grandi pitture dell'ultimo ciclo creativo di Carlo Ciussi. Di Mario Nigro verranno presentate opere del ciclo "Dallo Spazio totale" degli anni '50 e del ciclo delle "Strutture" dell’inizio degli anni '90. Alan Charlton realizzerà per l’occasione un'opera di grandi dimensioni mentre Pino Pinelli sarà rappresentato con un lavoro recente. Bruno Querci esporrà un lavoro rappresentativo dell'ultimo periodo e Nelio Sonego sarà rappresentato con uno dei suoi lavori "Orizzontaleverticale" in cui il segno si intreccia e si sovrappone dando vita a un diverso e mutevole pulsare dell’immagine. Saranno inoltre esposte opere di Günter Umberg e Rudi Wach. La galleria dopo aver partecipato ad Art Cologne nel novembre 2005 e ad Arte Fiera Bologna nel gennaio 2006 parteciperà ad ArtBrussels dal 21 al 24 aprile e ad Art 37 Basel dal 14 al 18 giugno 2006.


Name: Priska C. Juschka Fine Art
Email: info@priskajuschkafineart.com
From: New York
Date: 20/03/2006
Time: 14.55.30
 

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T: 212-244-4320 T: 718-782-4100 F: 212-594-5452 Priska C. Juschka Fine Art 547 West 27th Street 2nd Floor New York, NY 10001 gallery@priskajuschkafineart.com Email This Debra Hampton Monsters and Maidens Works on paper & Constructions March 23 - April 22, 2006 Opening reception: Thursday, March 23, 6 - 9 PM The fire in her belly grew like a supernova, splitting her in two and leaving behind unnecessary parts Magazine cutout and ink on paper 50 x 38 in. 127 x 96.52 cm. 2006 PRISKA C. JUSCHKA FINE ART P R E S E N T S Debra Hampton Monsters and Maidens Priska C. Juschka Fine Art is pleased to present Monsters and Maidens, Debra Hamptons new body of work. In collages and constructions, Hampton explores societys relentless inner-struggle between the forces of brutality and the desire for transcendental beauty. In her work, Hampton emphasizes the innate aggression prevalent in todays culturemotivated by materialism and dominated by a tradition of escapism. She explores the effects of a dominating consumer culture and technological advances in relation to issues of race, gender and class. The complex forms that Hampton has assembled in her collages and headdress constructions unearth the mischievous and deviant facets of their exquisite aesthetic nature. Upon close examination, one discerns the paradoxical elements of which these forms are composedshreds of iconic beauty and power, embellished weaponry, elaborate motor parts, or diamond-studded jewelry shaped as guns and divine symbols. These striking figures entice and seduce the viewer at first, only to reveal later a more diabolical nature. While being pulled by numerous forcessensuality, malice, passion, dangerthe viewer is engaged in a journey of intricate contradictions captured from their own environment. Debra Hampton is a native of California, and now lives and works in New York City. She holds a BA in Art History from California State University at Fullerton, and an MA in Humanities and Social Thought from New York University. This is her second solo exhibition at Priska C. Juschka Fine Art (previous show: Streamline, December 2003). She has participated in numerous group exhibitions locally and internationally. She is also the recipient of several grants and fellowships. Her work has recently been added to the drawings collection of the Museum of Modern Art, NY. Debra Hampton biography - works online Join Priska Juschka and the artist at the gallery for an opening reception on Thursday, March 23, 6 - 9 PM Gallery hours: Tuesday through Saturday 11:00 to 6:00 PM or by appointment.


Name: Galleria Tartaglia Arte
Email: gallerie@tartagliaarte.com
From: Roma
Date: 20/03/2006
Time: 14.57.52
 

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La S. V. è invita alla inaugurazione della mostra "AQUA" a cura di Adelinda Allegretti e Riccardo Tartaglia domenica 26 marzo 2006 ore 19,30 TEATRO ELISEO via Nazionale, 183 seguira Cocktail Artisti partecipanti: Luciana Bertorelli, Emanuele Biagioni, paolo bielli, monica ciabattini, Paola de Santis, Alberto Fontanella, Tiziana Guidi, Nadia Hashish, Marina Iorio, vittorio la spina, Arturo Lini, Silvia Pisani, Elena Secci, Francesco Seccia, sandra sfodera, Giancarlo Stoppa, laura valgiusti. In contemporanea anche presso: Galleria Tartaglia Arte Via XX Settembre, 98c/d Roma Orari: dal lunedì al venerdì 10-14/15,30-19,30 fino all’8 aprile 2006 Organizzazione: Dir. artistico Riccardo Tartaglia +39 06 4884234 e-mail: riccardotartaglia@tartagliaarte.com Uff. stampa D.ssa Adelinda Allegretti mobile +39 328 6735752 e-mail ad.allegretti@inwind.it -------------------------------------------------------------------------------- Galleria TARTAGLIA ARTE Via XX Settembre,98 c/d 00187 Roma Tel./fax 06 4884234 www.tartagliaarte.com www.tartagliaarte.it


Name: Ufficio Stampa Stucchi
Email: ufficiostampastucchi@virgilio.it
From: Venezia
Date: 20/03/2006
Time: 15.04.10
 

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LA COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM RENDE OMAGGIO A UN GRANDE MAESTRO DELL’ARTE ITALIANA OMAGGIO A MARIO NIGRO Con OMAGGIO A MARIO NIGRO, la Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York, e la Collezione Peggy Guggenheim rinnovano il loro interesse per i grandi maestri dell’arte Italiana del XX secolo. La mostra, dal 22 aprile al 21 maggio alla Collezione Peggy Guggenheim, è realizzata in occasione della donazione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim da parte di Gianni Nigro, Presidente dell’Archivio Mario Nigro, di due opere che andranno ad impreziosire la collezione. "Senza titolo" (dal ciclo "Pannello in nero") del 1949 e "Senza titolo" (dal ciclo "Pannello a scacchi") del 1950, le due opere che costituiscono la donazione, sono anche il fulcro della mostra incentrata sulle problematiche artistiche, concettuali e stilistiche dell’autore. L’opera di Mario Nigro (Pistoia, 1917 – Livorno 1992), uno tra i più impegnati protagonisti della ricerca artistica italiana della seconda metà del Novecento, è letta da Luca Massimo Barbero, curatore della mostra, attraverso alcuni spaccati della sua attività, con particolare attenzione per il periodo tra la fine degli anni quaranta e la metà degli anni sessanta. L’OMAGGIO A MARIO NIGRO è realizzato in collaborazione con l’Archivio Mario Nigro di Milano, impegnato in una costante attività di ricerca finalizzata alla realizzazione del catalogo ragionato dell’opera dell’artista, a cura di Germano Celant. Mario Nigro è uno dei maestri dell’arte italiana che ha sempre mantenuto una prospettiva e un riferimento ad una dimensione internazionale del proprio linguaggio: la sua identità espressiva, in continua e costante evoluzione, si può definire una personalissima declinazione di astrattismo dinamico, che combina riferimenti scientifici, matematici, musicali e tonali, secondo una prospettiva razionale tesa alla coniugazione di struttura ed emozione. La mostra illustra un significativo percorso nell’articolata e multiforme opera di Mario Nigro, attraverso alcune opere di fondamentale importanza che dimostrano la sua posizione di assoluto rilievo e la dimensione anticipatrice della sua ricerca nell’ambito del panorama dell’astrattismo italiano e internazionale, come testimoniano anche le sue numerose presenze alla Biennale di Venezia e ad altre importanti rassegne. Il percorso della mostra, essenziale e al contempo ricco di spunti, permette di cogliere la complessità e novità dell’opera di Nigro, il cui linguaggio manifesta la sua tensione espressiva, legata a una dimensione esistenziale tragica, risolvendola non nell’immediatezza di una poetica informale e di una pittura d’azione, ma nel segno di una riduzione e di un’essenzialità che anticipano le correnti minimaliste degli anni sessanta. Nella prima delle due sale in cui si articola l’esposizione, vengono presentate due opere del 1950, appartenenti al ciclo dei pannelli a scacchi, nelle quali le scansioni ortogonali bianche e nere, la cui genesi è direttamente riferita alle griglie neoplastiche di Piet Mondrian, vengono da Nigro attivate in senso dinamico, con un richiamo diretto alla poetica del Futurismo, attraverso la moltiplicazione dei piani di lettura delle superfici e le scelte di variazione cromatica. In questo stesso spazio, è inoltre possibile leggere il processo creativo che porta Nigro a questa originale elaborazione del linguaggio astratto costruttivo. La sua complicazione percettiva, fortemente anticipatrice rispetto ai suoi contemporanei si esprime, infatti, in una sequenza di alcune importanti opere su carta degli stessi anni, due delle quali costituiscono la donazione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim. Questi lavori si pongono in dialogo con l’opera esposta all’ingresso della mostra, "Scacchi" (1952), che segna il momento di transizione dalla dinamica ortogonale a quella diagonale, passaggio decisivo che porta Nigro alle realizzazioni seguenti, presentate nella seconda sala. Nella seconda sala è documentata l’ulteriore complessità e ricchezza che viene ad assumere l’opera di Nigro tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta: nucleo ideale della sequenza di opere qui esposte è infatti la riflessione sviluppata in questi anni dall’artista nell’elaborazione progressiva del suo ciclo dello spazio totale, dagli studi su carta, alle opere su tela e ai suoi sviluppi tridimensionali e su scala ambientale. Lo spazio totale di Nigro, visualizza il compenetrarsi di diversi gradi di realtà e di dimensioni, riferendosi al contempo alla scienza relativistica e alla tragicità del divenire dell’esistenza, rese presenti in immagine nelle fughe prospettiche irriducibili di reticoli ottico-percettivi che l’artista movimenta sia in termini strutturali che cromatici. Tale ambito di espressione viene esplorato da Nigro in un complesso procedimento costruttivo strutturale, come evidenziato nella serie di studi su carta qui presentati, e trova multiforme espressione nelle opere su tela: dalle più composte intersezioni ottiche di piani dimensionali evidenti nelle opere "Spazio totale: strutture", del 1953-56, alla frattura drammatica di "Spazio totale: interruzione" (1954); dalle progressioni ritmiche di "Spazio totale: progressioni ritmiche simultanee in variazione vibratile", del 1955, a quelle lineari di "Spazio totale: divergenze simultanee drammatiche", del 1954-59, e di "Spazio totale: contrasti opposti", del 1954-59-61. Chiudono la sala altre due opere che sviluppano la riflessione di Nigro sullo spazio totale, ma questa volta secondo una logica tridimensionale. Una di queste è l’opera di 7 metri di lunghezza in 12 elementi "Dallo spazio totale 1954: serie di 12 rombi continui a progressioni ritmiche simultanee alternate opposte", del 1965, che venne presentata da Nigro nella sala a lui dedicata alla Biennale di Venezia del 1968, nella quale l’artista realizzò una sequenza percorribile attraverso la combinazione di lavori tridimensionali a parete e a pavimento. L’altra, "Dallo spazio totale: progressioni ritmiche simultanee opposte", del 1966, è una trasposizione delle griglie ottiche virtuali delle opere su tela in due reticoli prospettici opposti in legno dipinto in rosso. In occasione della mostra verrà pubblicata una monografia bilingue, in italiano e in inglese, che presenta il percorso storico-artistico di Mario Nigro, tra la fine degli anni quaranta e gli anni sessanta. # 184, febbraio 2006 Institutional Patrons: Banca del Gottardo, Regione del Veneto I programmi della Collezione Peggy Guggenheim sono resi possibili grazie al sostegno del Comitato Consultivo della Collezione Peggy Guggenheim e: e-mail: info@guggenheim-venice.it; sito web http://www.guggenheim-venice.it orario d’apertura: 10.00-18.00; chiuso il martedì ingresso: euro 10; euro 8 senior oltre i 65 anni; euro 5 studenti; gratuito 0-12 anni ulteriori informazioni: Alexia Boro tel. 041. 2405 404 - press@guggenheim-venice.it Palazzo Venier dei Leoni 701 Dorsoduro 30123 Venezia, Italy Telephone 041 2405 411 Telefax 041 5206885


Name: Federico Bellini
Email: fedebellini@virgilio.it
From: Cascina (Pisa)
Date: 20/03/2006
Time: 15.07.02
 

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BELLINI ARTE www.belliniarte.com presenta "EFFETTO POP" Keith Haring, Robert Mapplethorpe, Andy Warhol Antonio Bardelli, Leonardo Maniscalchi, Giorgio Mondolfo http://effettopop.belliniarte.com dal 5 Maggio al 1 Luglio 2006 Venerdì 5 Maggio alle ore 17 si inaugura alla BELLINI ARTE in Corso Matteotti 94 a Cascina (Pisa) la straordinaria mostra retrospettiva “EFFETTO POP”, dedicata a tre grandi dell’Arte del XX° secolo: Keith Haring, Robert Mapplethorpe e Andy Warhol. La mostra curata dallo stesso gallerista Federico Bellini, con il supporto di ricercatori, studiosi e artisti, si snoderà attraverso un percorso di tre sale proponendo una serie di opere provenienti da collezioni private, dalle rispettive fondazioni a nome degli autori, più reportage fotografici e documenti che ci permetteranno di creare un quadro più esauriente sulla complessità di questo movimento artistico e dei loro principali esponenti. “EFFETTO POP” sarà anche un modo per sondare, esplorare più da vicino personalità spesso complesse e controverse, che con la loro opera hanno contribuito a cambiare radicalmente il concetto di Arte o del fare Arte nel secolo scorso, gettando nuove basi per le generazioni future di artisti, proponendo un nuovo modello e concetto di modernità. Pertanto dal 5 Maggio al 1 Luglio, in due mesi di esposizione sarà possibile vedere quasi 100 lavori tra opere di collezioni private, stampe autentiche provenienti dalle rispettive fondazioni, reportage fotografici, documenti, uniti anche da incontri, proiezioni video, presentazioni, seminari dedicati a questi grandi artisti. Particolare riguardo inoltre sarà dedicato a Keith Haring e alla realizzazione nel 1989 del celebre murales “TUTTOMONDO” al convento di Sant’Antonio di Pisa, grazie al reportage fotografico originale del pisano Antonio Bardelli, sarà possibile rivedere Haring all’opera durante la creazione di questo ultimo capolavoro, autentico testamento spirituale dell’artista, aprendo un percorso che partendo dalla Galleria Bellini, porterà il visitatore a Pisa ad ammirare questo lavoro gigantesco dal forte impatto emotivo. Rilevante novità all'interno della mostra, sarà l'effeto sorpresa che riusciranno a creare i ritratti e le opere fotografiche di Leonardo Maniscalchi, fotografo affermato a livello internazionale nel mondo della moda e nella fotografia digitale e d'avanguardia. Di grande impatto emotivo saranno i suoi celebri ritratti di Warhol, Kostabi, personaggi del mondo dello spettacolo e dell'Arte americana del tempo, nonché lavori creati da Maniscalchi prendendo come punto di partenza la concezione della Pop Art, che lo ha spinto a reinterpretare in alcuni casi anche importanti opere di Mapplethorpe o di altri autori. Ad arricchire maggiorermente il corpus delle opere in esposizione durante questa retrospettiva, saranno anche i lavori di ricerca e sperimentazione stilistica di un altro grande fotografo e regista italiano, Giorgio Mondolfo, che per l'occasione fornirà alcune opere da lui create durante la fine degli anni '80 e che realizzò per le maggiori case di moda e beauty in Italia e nel mondo. Questo aiuterà a rendere più compiuta la mostra e a regalare ai visitatori una ampia panoramica della Pop Art, non solo americana ma anche in italiana e contribuirà a presentare ai collezionisti alcuni tra i più grandi artisti italiani e le loro opere di rara e straordinaria bellezza. A conclusione della mostra sarà presentato anche il catalogo “EFFETTO POP”, con saggi critici di Federico Bellini e Chiara Savettieri ricercatrice dell’Università di Pisa, che unirà maggiormente la vita e le opere di Haring, Mapplethorpe e Warhol, analizzando il loro quotidiano, l’amicizia e le collaborazioni che li hanno visti protagonisti più di una volta in importanti realizzazioni, descrivendo più in generale anche il movimento Pop e la sua influenza passata, presente e futura. Nel saggio particolare riguardo sarà riservato anche al lavoro di Leonardo Maniscalchi e Giorgio Mondolfo, con studi e approfondimento della loro produzione artistica passata, presente e futura. La mostra sarà visitabile dal Lunedì al Sabato: 9 - 12 / 16 - 19 chiuso il martedì pomeriggio e la domenica tutto il giorno. L’ingresso è gratuito. Per visite scolastiche o di gruppo si consiglia la prenotazione. Per maggiori informazioni: 050 700181 o scrivere un email a: belliniarte@belliniarte.com Per informazioni sulla galleria e la mostra visitare i siti: www.belliniarte.com e http://effettopop.belliniarte.com Inoltre nel mese di Giugno in contemporanea alla mostra EFFETTO POP si svolgerà la mostra collettiva e la premiazione del IV° PREMIO BELLINI ARTE 2006 concorso finalizzato alla promozione della pittura in Italia "Bellini Arte" di Cascina (Pisa), organizza per l'anno 2006 il IV° PREMIO BELLINI ARTE, finalizzato alla promozione della pittura in Italia. Il Premio di importanza internazionale, vedrà la partecipazione di importanti personalità del mondo dell'Arte, nonchè la promozione degli artisti stessi che presenteranno le loro opere, allestendo una vetrina virtuale in internet, dove l'opera di tutti gli artisti potrà essere promossa per l'intera durata dell'evento. Il Premio aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri di ogni età, prevede inoltre la realizzazione di un evento espositivo che si terrà a Cascina (Pisa), di una pubblicazione sul sito Internet della stessa Galleria e l'assegnazione finale di un premio per un totale di € 3,000. La qualità, la ricerca, l'innovazione e la contemporaneità saranno i criteri fondamentali della selezione. Entro l'Aprile 2006 tutte le opere in fotografia, proposte per il Premio devono pervenire agli uffici della Galleria con il bando firmato, modulo di richiesta firmato, quota di partecipazione, etc. e quant'altro richiesto per la partecipazione. Nel Maggio 2006 la Galleria deciderà quali saranno le 60 opere finaliste che verranno esposte per il Premio il mese di Giugno 2006. In Giugno 2006 si svolgerà l'esposizione dei finalisti e il voto finale. Durante il periodo espositivo delle 60 opere nella Galleria di Cascina, i pittori finalisti decideranno insieme l'unico vincitore tramite voto segreto, tutti avranno diritto al voto e potranno effettuarlo tramite la visione delle opere durante la loro esposizione o sul sito internet della Galleria. Il bando completo con tutte le informazioni relative al Premio e la Galleria d'Arte è scaricabile sul sito internet www.belliniarte.com oppure http://premiobelliniarte.belliniarte.com Il IV° Premio Bellini Arte è conforme ai sensi dell'art.10, comma 4 della legge 27 del dicembre 1997. Bellini Arte - Corso Matteotti 94, 56021 Cascina (Pisa). Tel e Fax 050 700181 www.belliniarte.com belliniarte@belliniarte.com


Name: Baldisa
Email: baldisa@libero.it
From: Calcata
Date: 23/03/2006
Time: 16.39.33
 

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Località: Calcata Gallerie: Il Granarone e “l’arte è …” Periodo: 1-17 aprile 2006 (sabato e domenica) Orario: 15.00/19.00 Titolo: L’Uovo d’Artista (V edizione) Artisti: Enrico Abenavoli, Pasquale Altieri, Minou Amirsoleimani, Alfredo Anzellini, Anna Maria Ballarati, Luigi Ballarin, Piergiorgio Baroldi, Laura Bernard, Giovanni Battista Bianchi, Antonio Bufalino, Domenico Campisano, Anna Maria Capece Minutolo, Mario Carbone, Giovanni Carpentieri, Giuseppe Canali, Fabiola Cenci, Lucia Cenni, Maria Cristina Crespo, Michele Crocco, Anna Del Vecchio, Gerardo Di Salvatore, Vittorio Fava, Luigi Francini, Lucilla Frangini Ballerini, Angelo Gioia, Mario Giuliani, Hafiza, Barbara Hoehn, Marina Joppolo, Maria Korporal, Stefania Lubrani, Lughia, Sergio Macchiali, Stefania Maciocci, Domenico Malarbì, Venanzio Manciocchi, Egidio Manganelli, Mirna Manni, Fiorenzo Mascagna, Francesca Mazzara, Gabriele Mazzara, Monica Melani, Gabriella Meliani, Maria Rosaria Minghigloni, Viola Mirando, Alessandro Monti, Luigi Nucifora, Valentina Pallagrosi, Massimo Palombo, Pasquale Pazzaglia, Massimo Piergrossi, Eliana Prosperi, Elvi Ratti, Fernando Rea, Bruno Regni, Franca Rovigatti, Angela Scappaticci, Piero Sensi, Eugenia Serafini, Elena Sevi, Franco Squadrelli, Marco Staffarono, Maurizio Tiberti, Ivano Tomat, Gemma Uyttendaele, Marijcke Van der Maden, Valter Vari, Riccardo Wilczek. Curatore: Giuseppe Salerno Organizzazione: Associazione Culturale Il Granarone Inaugurazione: sabato 1 aprile ore 17.00 L’Associazione Culturale “Il Granarone” presenta dal 1 al 17 di Aprile la V edizione de “L’Uovo d’Artista”, rassegna che ogni anno si realizza nel borgo di Calcata in occasione della Pasqua. Settanta saranno le opere ospitate presso le Gallerie Il Granarone e “l’arte è …”, con apertura al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 15.00 alle 19.00 Dal testo in catalogo di Giuseppe Salerno: “..…L’Uovo d’Artista, giunto alla sua V edizione, torna come ogni anno a sollecitare riflessioni d’ogni sorta sul valore della vita. Una riflessione quella degli artisti che non accetta costrizioni temporali, una riflessione che si manifesta con continuità in un percorso che è la vita vissuta nella ricerca del mantenimento di quella coscienza che rende ciascuno di essi un unicum. Sono trascorsi tre anni da quando, nel commentare la seconda di queste rassegne, sottolineavo, di fronte alla tragedia che si iniziava allora a consumare, il sostegno unanime espresso attraverso le opere degli artisti ai milioni di persone che, pur nella loro diversità, scendevano in piazza tutti insieme, in ogni angolo della terra, per difendere la vita. Sono trascorsi tre anni e ancora le morti continuano a sommarsi mentre la guerra preventiva, entrata nel lessico comune e nella testa di intere popolazioni, è un concetto acquisito, pronto all’uso ad ogni evenienza. La pace e l’arte si confermano lente, come lenta è la maturazione del pensiero che le accompagna.….”

 

 


Name: Periodico 2duerighe
Email: periodico@2duerighe.com
From: Napoli
Date: 18/04/2006
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